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Porci alle Perle

October 24th, 2007 Leave a comment Go to comments

perle ai porciCosì come fa notizia e non fa notizia un cane che morde un uomo o viceversa, allo stesso modo desta e non desta scalpore che vengano elargiti dubbi sul come porci alle perle o versavice. Perché è nella pratica comune e non comune dare al popolo quello che il popolo chiede o non chiede. Pertanto, se si regalassero suini a tutte quelle che si chiamano Perla, nessuno avrebbe niente da ridire fintanto che qualcuno non avrebbe da ridire, insinuando che si sta andando contro corrente solo per attirare l’attenzione e non tanto per attirare la corrente dalla propria parte.

Il sospetto è lecito, guai se non fosse permesso dubitare! La fede è la cosa che più aborro negli uomini, così come nelle donne che credevo non fossero maritate, anche se esiste tutta una scuola di pensiero che invita a prediligere avventure fugaci con femmine alla sola ricerca di sane e libertine galoppate.

Ma la verità è destinata a prevalere. La verità è la superficie a minimo dispendio energetico verso cui tendono le gocce di realtà. Così è sempre stato e così sempre sarà, nei secula seculorum. Perché la verità è troppo spesso più noiosa, più dura e più dolorosa di una mezza menzogna con cui ci si può trastullare il gulliver. La verità non è un passatempo, mentre lo sono le bugie, perché le bugie si possono inventare, sono un esercizio per la mente, una ruota su cui gira un criceto: si possono fare andare più lente o più veloci, e si può anche scendere ad osservare, ad insinuare il sospetto che la ruota giri in senso opposto a quello consentito dal gran giurì dei dieci criceti assenti.

Quindi non mi stupisco più di non essere compresso, in quanto sono incomprimibile. Potete mettermi nel contenitore dalla forma più bizzarra che possiate trovare, tuttavia non potrete mai essere sicuri della fisica della metonimia, né della comoda sinteticità della sineddoche. Perché io sono senza forma e con poca sostanza. Io sono superficie. Profondamente tagliente. Come un bicchiere d’acqua riempito di vetro.

[leggi stronzate simili qui]

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  1. Pupazza
    June 18th, 2009 at 23:19 | #1

    Ma qual’è la differenza tra verità e bugia ?

    La coerenza ? E’ la coerenza che da forma alle nostre intenzioni ?

    Io non lo so, quando credo di averti imbrigliato, inscatolato, etichettato, tu mi sfuggi tra le dita con un sorriso impertinente :)

  2. admin
    June 18th, 2009 at 23:57 | #2

    Se ho intenzione di perseguire l’obiettivo X, il fatto che sia coerente con questa intenzione dovrebbe porre in atto degli eventi.

    Ma questo non dice nulla sulla natura (e sulla bontà) dell’obiettivo X.

  3. Pupazza
    June 19th, 2009 at 08:39 | #3

    La natura delle intenzioni coinvolge più la coscienza, concordo :)

    Ma lo spessore delle intenzioni non viene rafforzato dalla coerenza ?

  4. admin
    June 19th, 2009 at 10:01 | #4

    La coerenza, di per sé, non è né buona, né cattiva.

    Una macchina che taglia pezzi di metallo in una catena di montaggio è molto coerente, ma non ha una qualità tipica della coscienza: l’imprevedibilità (vedi sfida a scacchi tra uomo e computer).

    Quindi, dipende. A volte torna utile essere come una macchina che non si ferma davanti a niente, che non ha sentimenti e dubbi, altre volte è meglio averne qualcuno e fermarsi a riflettere, cambiando magari idea ed apparendo quindi incoerenti.

    Nulla è stabilito a priori. Anche il pregiudizio, di per sé, non è né buono, né cattivo.

    Es: essere ipocriti è considerato un difetto. Ma se devi spiegare ad un bambino che suo madre è morta e non la rivedrà più, essere ipocrita, cioè mentire sapendo di mentire, è probabilmente la cosa migliore.

    Questo è l’aspetto che salvo della religione in generale e di quella cattolica in particolare: il potere consolatorio delle illusioni.

    La verità non è per tutti.

  5. Pupazza
    June 19th, 2009 at 11:15 | #5

    Beh, la coerenza io la vedo come un filo conduttore, una linea per il perseguimento dell’obiettivo.

    E’ vero, non è nè giusta nè cattiva, ma può donare accezioni positive o negative alle intenzioni.

    L’ipocrisia … eh, l’ipocrisia è una droga. Bisogna stare attenti a non diventarne assuefatti. Hai ragione, bisogna salvaguardare l’animo umano dalle inutili sofferenze, ma l’utilizzo dell’ipocrisia non è poi così consapevole, purtroppo.

    La verità … non so, dopo la nostra ultima discussione sulla verità, sto seriamente riflettendo sul significato reale di questa parola.

    Se non esiste una verità assoluta, molte delle mie certezze vacillano.

    Specialmente nel mio rapporto con gli altri. Sto ridefinendo il mio approccio. Mi hai messo un po’ in crisi :finger:

  6. Pupazza
    June 19th, 2009 at 11:19 | #6

    Hey, il vaffa significava “grazie”.

    Mi rendo conto di essere una bifolca, a volte. :pity: Pardon. :smirk:

  1. February 9th, 2012 at 11:37 | #1

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