Cucuzzazione Insipiente (la calvizie incipiente della società mediatica)
Dopo la calvizie incipiente e l’aerofagia putrens putrens, la più bruttissima malattia della società mediatica è la Cucuzzazione Insipiente.
La CI è una sindrome (eponima), cioè un insieme di sintomi che si manifestano con l’interessamento di più organi (di stampa, in questo caso), d’origine virale, la cui massima espressione patogena viene per l’appunto somministrata dal programma di Rai Uno, “La vita in diretta”, magistralmente condotto da Michele Cocuzza.
In questo programma abbiamo una sintesi di quello che poi avviene anche su molti altri media, da Studio Aperto ad OKNOtizie (chiedo scusa all’intera redazione di SA per l’irriverente accostamento).
Il fenomeno è questo: il passaggio repentino ed inquietante da notizie strappalacrime a notizie di gossip, con ripetizioni sempre più frequenti ed inverosimili.
Possiamo quindi assistere alla convalescenza di quel grande e grave malato dell’immaginario collettivo che era la televisione, saltando dal palo della flebo crisi antitrash, alla frasca del dissesto del palinsesto, come scimmie impazzite ed urlatrici, in una pessima imitazione delle cucuzzine, le inviate de “La Vita in diretta” che strillano per le sagre di paese, tra uno sciabordio di cotiche ed un pout-pourrì di volti post-felliniani, tragicamente troppo comuni per essere veri.
Più prosaicamente, da un delitto, da una vita strappata e da un cancro ben piantato, ad un calendario sexy, ad una soubrette alla ventiseiesima crisi coniugale, sino al nulla dell’occhio vitreo di Michele “facciadiculo” Cocuzza.




Ahahahahah. Quanto è vero, cazzo.
Sarà come dici,ma che arguzia finezza e sagacia nel commentare l’ isola dei famosi.
E’ una grande lezione di giornalismo sociologico e di analisi introspettiva delle interrelazioni fra individui emarginati dal consorzio umano ed accomunati dal solo scopo di emergere dal gregge,cercando se stessi,al prezzo di privazioni,sofferenze,stenti e lacrime,riprendendo la via tracciata dai Protomatiri:”nella sofferenza la ricerca del compenso superiore”.
Il tutto impreziosito dai dotti commenti di eminenti Psichiatri e dai vari Diversamente Sessuati di turno.
Io lo guardo con avidità.
Ma anche tu,ovviamente per il solo dovere di critica,lo segui con costanza.
BRAVO,STAI FACENDO IL SUO GIOCO.