Dio ed il male
Mi chiedo: ma quelli che pregano per guarire da una malattia e non guariscono, pregano forse male od in maniera insufficiente? Si sono forse ammalati per una punizione divina? Ed i bambini che muoiono, pagano forse le colpe dei padri?
Mi rispondo: quelli che pregano divinità e santi per guarire, farebbero meglio ad informarsi, a leggere riviste scientifiche, a contattare esperti in quel particolare ramo della medicina. E pensare che le malattie abbiano un’origine metafisica è un’aberrazione da far accapponare la pelle. Perché solo un’orrenda creatura potrebbe far soffrire un bambino sino a condurlo alla morte.
Mi chiedo: come conciliano, i credenti, un Dio fatto d’infinito amore con la sofferenza che c’è nel mondo?
Mi rispondo: la conciliano nel Concilio Vaticano II, quello che vorrebbe lenire il male del mondo con una carezza.
Mi dispiace, ma a me non basta. Io preferisco lottare coi pugni chiusi e non arrendermi alla volontà ed all’imperscrutabile disegno di un Dio che non mi sa spiegare perché i bambini muoiono.




Immaginare, o sapere, o (peggio) vedere con i propri occhi la sofferenza e la morte di bambini non può non portarti a chiederti “Dio, ma dove sei? Cosa fai? Batti un colpo”
Ognuno si può dare le sue risposte, io ne ho sentite tante. Le rispetto, tenedomi la mia.
Che assomiglia abbastanza alla tua, anche se io lo avrei scritto con meno asprezza (ognuno ha la sua sensibilità, giusto?).
Per me, semplicemente, le cose accadono perchè accadono, senza motivo, senza meriti speciali.
Un Dio buono e giusto non potrebbe permettere che certe cose succedano davvero.
Ma ho rispetto di chi riesce a trovare una sua spiegazione. Ho visto medici di immensa bravura ed umanità lottare contro il male, senza respiro ma continuare a professare la loro fede, così come altri, sempre eccezionali, pensarla come te e come me.
Basta che non mi parli di disegno imperscrutabile. Perchè allora, onestamente, dico che – siccome mi è stata data la libertà di avere un’opinione – io penso che nessun disegno imperscrutabile può bastare a rendere accettabile il fatto che ad un bimbo innocente venga impedito di fare il suo cammino, i suoi sbagli. Insomma, di viviere questo “dono”
Un sorriso con infinita tristezza…
Mister X di COmicomix
Da credente, la mia risposta: E’ evidente che Dio ami la Sua creatura; tutta la Bibbia ce ne parla, ma in tutta la Bibbia vediamo una sorta di filo conduttore nella ribellione dell’uomo.
L’uomo è stato creato per vivere per sempre – si è ribellato, ha ceduto alla tentazione di poter diventare come il suo Creatore, ed ha dato modo al peccato di macchiare l’essenza stessa dell’umanità: tutti coloro che nascono, nascono con il marchio del peccato, con una naturale tendenza alla ribellione, al farsi “dio di sé stessi”. Con i risultati che sono ben visibili sotto gli occhi di tutti.
Guerre, razzismo portato alla prevaricazione, una società che fa schifo, un sistema che mangia le vite di chi ci finisce dentro: troppo comodo dar la colpa a Dio, qui la colpa è dell’uomo, perchè con quel marchio infame che si ritrova ad avere addosso per propria colpa, non è capace di altro se non di fare male al suo prossimo ed a se stesso.
E tutto questo è solo per introdurre ciò che sottolinei tu: perchè, come dici, Dio è buono, ma è anche giusto: ed essere giusti vuol dire applicare fino in fondo la giustizia anche quando fa male.
Se tu avessi ucciso qualcuno, ed un giudice ti assolvesse senza motivo, tu diresti che quel giudice è giusto? O, piuttosto, che è corrotto e che ignora cosa sia la giustizia?
Dio ha stabilito una regola: il salario del peccato è la morte. Come tutta l’umanità ha peccato nel primo uomo (che ha trasmesso il “germe” della ribellione), tutti gli uomini “scontano” il peccato con la morte. Ma bada, Dio non considera la morte come la consideriamo noi. Perchè il proposito della vita eterna esiste sempre, ed ancora oggi può essere raggiunto: Gesù Cristo, quale Dio incarnato, si è offerto come sacrificio per pagare i peccati del mondo, affinchè chiunque si affida a lui risulti perdonato. Per tutti esiste comunque la morte fisica (una regola è regola), ma vivo o morto egli è nelle mani di Dio, che nell’ultimo giorno lo resusciterà a vita eterna, se ha creduto.
Questo vuol dire che un malato che prega non debba curarsi? Sarebbe idiota: Se il nostro Creatore ha voluto che scoprissimo la medicina, è per farne uso. D’altra parte, Egli è un Dio di vita, e desidera il bene della Sua Creatura. Piuttosto, vedo infantile il credente che prega esclusivamente per la propria guarigione: un credente deve sapere che Dio è sovrano, e che ogni sua opera è per il meglio dell’uomo. Quindi, “ti prego di alleviare la mia sofferenza e guarirmi”, certo, ma “soprattutto, di accettare la tua volontà, qualunque sia, perchè so che i Tuoi pensieri sono più alti dei miei”.
A volte si passa attraverso la sofferenza e non si capisce perchè, ma Dio lo sa e stai sicuro che Egli sa ricompensare i Suoi. D’altra parte, lo stesso Gesù ha annunciato, per tutti coloro che lo vogliono seguire davvero, perfino la persecuzione fisica: abbiamo qualche diritto, noi, uomini fatti di polvere, da accampare nei confronti del Padre degli Spiriti? O, piuttosto, dovremmo riflettere sulle sue vie misteriose, accettando quel sacrificio che ha fatto per noi e ringraziandolo?
Si, perchè nonostante la ribellione dell’uomo, Egli ancora oggi ci chiama ad un rapporto di sincerità e di amore con Lui: abbiamo davanti due scelte, vita o morte. E non dipendono da un destino beffardo o da un dio malvagio: semplicemente, sono vincolate alla risposta a questa domanda:
“Tu sei colpevole come tutti, e meriti di essere sotto l’ira divina. Non potrai mai raggiungere gli standard che Dio ha impostati. Egli, però, dato che ti ama e ti conosce dall’eternità, ha fatto in modo che tu possa ricevere la giustificazione per il tuo essere ribelle, attraverso il prezioso sangue che ha versato per te. Ti sta chiamando ad una nuova vita, da vivere nella fede ferma in Lui e nelle Sue promesse. Accetti?”
Mysterium mali.
Quindi un bimbo che muore di leucemia è uno degli effetti della ribellione di Adamo ed Eva a Dio!
Condannati a soffrire per l’eternità con tutti i propri discendenti!
Bella condanna … Complimenti!!
ho perso un figlio che non aveva compiuto ancora 24 anni,Penso che Dio non sappia disegnare
Vivo accanto alla sofferenza tutti i giorni. Se esistesse un DIO non permetterebbe tanta sofferenza. Se piu gli uomini soffrono e piu lui si glorifica ………..allora è sadico, non so che farmene di un DIO cosi
Perchè bisogna pensare che il male nel mondo sia origine di Dio? Certo, Dio avrebbe potuto farci perfetti, tutti buoni, belli e in salute, tutti intelligenti e simpatici. Nel momento stesso in cui ci avrebbe fatto così ci avrebbe privato di una identità, saremmo tutti uguali, non capiremmo il valore di tutti quei beni ed in definitiva nessuno di noi potrebbe esercitare il “libero arbitrio”. Le malattie sono una cosa brutta, l’atteggiamento di un cristiano però è di lottare contro di esse, di cercare in tutti i modi di guarire il malato(a volte portando anche all’estremo vedi con i problemi legati all’eutanasia) e la preghiera giusta dovrebbe essere quella di chiedere un sostegno morale e psicologico per il malato e tutti i suoi cari. Chiedere il miracolo a tutti i costi non è realizzabile senza fare un “torto” a tutti coloro che invece non lo ricevono. Per questo sono convinto che Dio non intervenga somministrando miracoli a destra a sinistra, altrimenti sarebbe costretto a farlo per tutti realizzando così un evento fuori dalla logica che porterebbe tutti a credere non per fiducia ma per evidenza. Ovvero senza libertà.
Credo che tutti quelli che continuano a scrivere “Dio non sa disegnare..”, ” come può Dio permettere ciò..” o nn hanno letto con attenzione quello che hanno scritto gli altri o non hanno letto per niente…
Sopra a questo ci sono altri due commenti che spiegano perfettamente perchè succede ciò…e quindi non starò a ripetere.
Noi non siamo al centro del mondo, questo dobbiamo capirlo…dobbiamo smettere di percepire la morte come la fine di tutto…lo so, è difficile, ma è così…
La morte è , invece, l’inizio di ogni cosa: non possiamo dire che chi muore sta male….è un discorso complesso…ma meglio di così non riesco ad esprimermi…chi termina il suo viaggio in questo mondo ne inizia uno infinito in una condizione di pace e benessere (dipende dalla sua vita…sicuramente per i bambini, gli infanti è così…^^)
La prova non inizia per loro..ma per noi che rimaniamo in questo mondo….una prova che siamo chiamati a superare…nel bene e nel male….male che siamo stati noi a creare….
Chi di noi non si è mai chiesto: Dove sei Dio?…di fronte alla violenza, al male che invade sempre di più la nostra vita?
Anche se non trovo una risposta che riesca ad essere convincente, anche se la mia fede può vacillare, non mi sento di escludere Dio dalla mia vita, nè riesco a pensare che sia un essere lontano e assente. Nessun padre può volere la sofferenza per il proprio figlio. Il male, purtroppo,esiste e colpisce. Esso si oppone al bene e si rivela, in modo spesso drammatico, in virtù della libertà che è stata concessa a tutte le forze che si agitano in questo mondo, e a tutti gli uomini. Una prova esaltante e difficile da sostenere la vita, prima del bilancio finale da rendere a chi ci ha indicato un percorso da seguire,che non ci ha creati per essere marionette manovrate dall’alto, ma liberi di operare scelte, anche attraverso le sofferenze, per essere riconosciuti uomini.
L’uomo ha usato le sue capacità e le sue risorse più per cercare di annientare la vita dei suoi simili che per salvarla.
Se l’energia spesa per ricerca di armi sempre nuove e micidiali fosse stata usata per la ricerca di nuove cure sanitarie, forse oggi la parola “cancro” non spaventerebbe più nessuno.
Non si può dare la colpa a Dio di tutto questo, è la mente umana a essere imperscrutabile.
Ricordate la famosissima frase di Al Pacino nel film “L’Avvocato Del Diavolo” ? “Dio è un padrone assenteista”. Ecco la risposta alle nostre sofferenze.
TRA IL BENE E IL MALE
Perché il creatore permette il dolore? La teologia non sa rispondere. E Benedetto XVl contraddice Wojtyla
DI VITO MANCUSO*
Non è un caso che i medici cattolici sentano l’esigenza di riflettere sul senso della sofferenza umana. Sono loro a essere in prima fila di fronte a questa tempesta intellettuale dagli esiti spesso devastanti per la fede, visto che oggi la gran parte dei medici e dei biologi, coloro che hanno concretamente a che fare con la vita, vedendola spesso schiaffeggiata arbitrariamente dal dolore e dalla morte, non credono più. Occorre che la teologia si chieda il perché. “Solo se domandiamo, e se con le nostre domande siamo radicali, così radicali come deve essere radicale la teologia, possiamo sperare di ottenere delle risposte”, ha detto Benedetto XVI. La radicalità impone che la teologia si ponga la domanda dal punto di vista della scienza medica. Ovvero: che cosa ha a che fare Dio con i corpi degli uomini? Il problema che intendo affrontare è quello del dolore che si abbatte sugli uomini a livello naturale, di cui il simbolo sono le malattie, in particolare quelle genetiche che aggrediscono nel ventre materno. La Chiesa proclama che la vita è sacra perché viene da Dio, la Bibbia dice che sono le sue mani a formare i nostri corpi. Le malattie genetiche censite, però, sono oltre 6 mila. Cosa ha a che fare Dio con i corpi degli uomini? Nel rompicapo che il problema del male costituisce per la teologia sono tre gli assunti irrinunciabili che occorre comporre:
Dio è onnipotente e governa il mondo; Dio è buono e non vuole il male; il male realmente si dà. La composizione logica di questi tre assunti è necessaria, ma non è logicamente possibile. Per questo il problema del male non cessa di inquietare la coscienza cristiana.
E la questione è: Dio ha potere sui corpi umani tessuti con le sue mani; Dio vuole il bene fisico di ogni singolo corpo; vi sono corpi che vengono al mondo irrimediabilmente malformati.
Lungo la storia si è cercato di risolvere tale rebus speculativo negando volta per volta uno dei tre assunti col dire che: o Dio non è realmente onnipotente, o non è realmente buono, o il male in realtà non c’è. Ognuna di queste soluzioni però è inaccettabile per il cristianesimo, che non può rinunciare né all’onnipotenza di Dio, né alla sua bontà, né alla realtà del male. Lo stato di incertezza della coscienza credente si è palesato clamorosamente in una contraddizione tra Giovanni Paolo II e l’allora cardinal Ratzinger. Nel libro “Memoria e identità”, Giovanni Paolo II si chiede il perché del male e dice che esso è «in qualche modo necessario al mondo e all’uomo. Succede, infatti, che in certe concrete situazioni dell’esistenza umana il male si riveli in qualche misura utile, in quanto crea occasioni per il bene». E aggiunge: «Non ha forse Goethe qualificato il diavolo come “una parte di quella forza che vuole sempre il male e opera sempre il bene”?». Nel libro “Fede, verità, tolleranza”, invece Benedetto XVI, allora cardinale, scriveva: «Il male non è affatto, come Goethe vuole mostrarci nel “Faust”, una parte del tutto di cui abbiamo bisogno, bensì la distruzione dell’essere». Questa clamorosa contraddizione tra i due ultimi papi è la riprova più evidente del buio in cui brancola il pensiero cattolico tradizionale alle prese col problema del male, ovvero col problema più complessivo del rapporto tra Dio e quel pezzo di mondo che sono i corpi degli uomini. Questo è il nodo che stringe la coscienza cattolica contemporanea, in particolare quella di chi, come gli operatori sanitari, è ogni giorno alle prese col dolore innocente. Si tratta di un nodo che occorre riconoscere con onestà intellettuale e che non si scioglierà se non a prezzo di una radicale rifondazione della fede. Il punto è decidere se si ama di più la dottrina consolidata, o la vita concreta degli uomini.
*professore di Teologia all’Università Vita-Salute del San Raffaele di Milano
Interessante questo concetto
“…Il problema che intendo affrontare è quello del dolore che si abbatte sugli uomini a livello naturale, di cui il simbolo sono le malattie, in particolare quelle genetiche che aggrediscono nel ventre materno. La Chiesa proclama che la vita è sacra perché viene da Dio, la Bibbia dice che sono le sue mani a formare i nostri corpi. Le malattie genetiche censite, però, sono oltre 6 mila…”
Quindi non solo Dio non sà DISEGNARE ma neanche SCOLPIRE!
Per non saper disegnare e neanche scolpire, certo che guardarmi attorno e vedere le meraviglie della natura e qualsiasi cosa mi circonda, credo allora che nessuno a questo mondo sia capace di farlo. Perchè se credi che Dio abbia fatto male le cose che dici, già attesti che c’è un Dio e che oltre a quello che tu descrivi come orrori ci sono anche tutte le meraviglie che vedi intorno a Te. O solo perchè lo preferisci gli attribuisci ciò che non ti piace?
Perchè non scorgi la bellezza delle tue mani che possono sollevare coloro che sono caduti, perchè non i tuoi piedi, che possono correre per chiedere aiuto per chi ne ha bisogno o la tua voce per dare una parola di conforto. Tu che uso stai facendo di queste cose?
Probabilmente come l’acqua è lì perchè noi possiamo dissetarci, così il bisogno è lì, perchè noi possiamo adoperarci a risolverlo…ed io preferisco farlo con l’aiuto di quel Dio che tu rinneghi…
Le meraviglie della natura si contrappongono agli orrori della natura. Diciamo 50 e 50?
Non è necessario parlare dei disastri che gli uomini, colpevolmente, causano.
Oltre ad un romantico tramonto o al sublime scintillare delle stelle i miei occhi vedono anche la lotta per la sopravvivenza che tutte le specie, animali e vegetali, conducono giornalmente.
L’orrore per un animale che muore, soffrendo, fra gli artigli di un’altro affinchè quest’ultimo possa vivere o la vista di un’organismo devastato dai germi.
Per non parlare delle innumerevoli specie scomparse dalla faccia della Terra negli ultimi milioni di anni! (ma se voleva liberarci dai Dinosauri non bastava non crearli invece di giocare a biglie con gli asteroidi?)
No, non mi sembra un gran progetto … per niente!
P.S.: Per aiutare gli altri non è necessario credere in alcun Dio.
Tutte le religioni sono basate sul concetto “fai questo (o non fare quest’altro) e sarai ricompensato”; io quando posso aiuto gli altri senza aspettarmi nessuna ricompensa e nessun aiuto dall’alto.
Dio è stato creato dagli uomini, per paura della morte , per poter credere che dopo la vita ci sia qualcosa, che tutto non finisce con la nostra morte. Questo lo posso anche capire è umano, ma su questo bisogno si sono inserite le religioni, e in particolare quella cattolica che aprofittando di ciò, è riuscita nei secoli, ed ancora lo fa ad accumulare enormi ricchezze e potere politico mentre i poveri muoiono di fame.
Dio è Dio mentre la vita è vita.
C’è chi prega contro un male, chi bestemmia, chi piange, chi s’incaxxa.
Io credo (andrò all’inferno, lo so) che Dio non possa fare nulla, purtroppo. Le cose accadono, e basta.
D’altra parte è molto più logico pensare ad un big bang caotico che ad un Dio capriccioso è volubile, no ?
Determinismo? Nahh… è solo un modo per lavarsi la coscienza.
Perchè scrivi questo ?
Mi stai dando della codarda ?
Sì, problemi?
Si, problemi ?
Neanche mi conosci e stai qui a fare il giudicello.