Tori a rischio estinzione
Dopo i dinosauri, scomparsi, secondo l’ultimissima e scientificissima teoria proposta da un gruppo di studiosi dell’ANO (Accademia Nani Onicofagi), a causa dell’insano passatempo che si erano inventati per combattere la noia, cioè incendiare le scoregge dei brontosauri, anche i tori potrebbero fare la stessa fine.
Pare infatti che sia in atto, ormai da alcuni decenni, una vera e propria proliferazione di consuma-tori. I consuma-tori sono quei bizzarri, ma leggiadri esseri che infestano gli ipermercati, soprattutto nei sabato pomeriggio, ed il cui apice spermogenetico sopraggiunge a ridosso delle festività natalizie.
I consuma-tori sono simili ad orde di cavallette fameliche che divorano tutto ciò che è apprezzato dai Cartellini, cioè quella specie di farfalle che amano posarsi sui vestiti indossati da manichini anoressici o palestrati che riposano nelle vetrine dei negozi. E più la livrea del Cartellino indica una discrepanza abissale tra il valore effettivo del capo d’abbigliamento o dell’accessorio ed il suo valore di mercato, più i consuma-tori si scannano per farsi derubare della propria tredicesima.
Perché i consuma-tori non s’accontentano di cavalcare bovini meccanici coerentemente alla propria nomea, bensì strabordano, eccedono, valicano i confini del paniere Istat. E non si fermano davanti a niente. Nemmeno all’evidenza che, a forza di consumare, non rimarrà di loro nemmeno l’ombra d’essere esistiti.




Schizzi umidicci