Idolatria due punto zero (in attesa che youporn venga aggiornato alla 2.1)
Premessa: lasso di tempo che precede la classifica funzione religiosa e che ero solito trascorrere nei bar a giocare con qualche ormai preistorico coin-op.
Dunque, se scrivo su un blog, mi pare logico che tenda ad esprimermi attraverso il gergo tipico del web. Scontato. Ogni ambìto àmbito tende ad affinare un gergo specifico che velocizzi la comunicazione ed impedisca contemporaneamente ai non addetti di comprendere in toto di cosa si sta trattando. Infatti, il linguaggio è sì un mezzo che unisce, ma anche una barriera che divide. Ecco perché non mi sognerei mai d’ordinare al mio maggiordomo di spammarmi il post. Non vorrei si presentasse con una cazzuola analogica e, soprattutto, con l’intenzione d’approfittare impunemente della mia back door.
Questa la premessa che spiega il perché del “due punto zero”. Avrei infatti potuto anche scrivere “idolatria post-industriale” o “idolatria dell’era moderna”, ma siccome scrivo su un blog ho pensato che poteva essere simpatico giocare con un’espressione che di solito sui blog si trova… l’ho scritto, vero, che scrivo su un blog?
Orbene, indiperciòcché dopo l’avvento di Elvis e dei Beatles è apparsa evidente una cosa che forse in pochi sospettavano: le donne tendono all’idolatria. Ok, anche gli uomini, ma il fatto certo ed inconfutabile è che sono le ragazzine le fanatiche dei vari gruppi musicali, dei divi del cinema ed anche dei poltroni (o tronisti) del piccolo schermo.
Spero non abbiate quindi dubbi sul fatto che le femmine dell’homo sapiens sono maggiormente attratte dal personaggio famoso rispetto a quanto i maschi lo siano dalla pornostar o dalla cantante che si diverte a far sparire microfoni e interi stadi all’interno della propria ugola inguinale.
Questo, perché? Perché uno sfigato qualsiasi che si è ritrovato per caso ad un provino per una boyband, che lui manco ci voleva andare, ma era andato solo ad accompagnare il cugino dall’acne putrescente, salvo poi ritrovarsi a fare tournee in giro per il mondo con la scocciatura d’avere sempre uno sciame di groupies attaccate addosso come le mosche alla carta moschicida, ecco, perché questo signor nessuno, pessimo ballerino e inverecondo cantante, deve diventare clamorosamente ricco e condurre il resto della sua esistenza in una reggia con tanto di conigliette di play-boy che gli puliscono la piscina e gli falciano il prato?
Beh, per due motivi, essenzialmente. Il primo è dovuto al fatto che la donna è, per ragioni filogenetiche, attratta non da ciò che un uomo è, bensì da ciò che rappresenta. Esempio 1.0: ottimo cacciatore significa cibo per me e per i figli, quindi buone probabilità di sopravvivenza. Esempio 2.0: macchinone sportivo, abbronzato, palestrato, infradito da trecent’ottanta euro significano vacanze da sogno, gioielli, movimentate attività notturne, buone probabilità di incontrare Flavio Briatore, ergo ottime possibilità di divertimento e d’avere quindici secondi di popolarità su Lucignolo Bella vita.
Il secondo motivo è che è cambiata la prospettiva. Una volta, diciamo fino a prima del boom economico, l’importante era tirare a campare. Adesso non basta più. Ci si vuole – udite udite – anche divertire, realizzare, consacrare.
Vogliamo idolatrare, ma anche essere idolatrati. Vogliamo sognare, ma anche essere sognati. Vogliamo, ma anche essere voluti. No, forse evoluti, no. L’evoluzione è un concetto troppo etereo per chi adora, per chi ha fede, per chi vive una propria metafisica personale, quindi solipsistica, mortale, suicida.
Ma scrivevo delle donne, delle femmine. “Perché punta il dito sempre contro di loro?” – forse qualcuno si starà chiedendo. Beh, perché le amo, ovviamente. Quindi le vorrei perfette e pretendo da loro sempre qualcosa in più che dai miei cavernicoli colleghi di genere.
Ecco che allora quando vedo le donne accalcarsi, fuori di senno e di seno, a transenne che le dividono da cantanti bellocci, ma insulsi, evidentemente e spudoratamente vuoti, falsi, sagome di cartone manovrate da astuti manager discografici, mi faccio prendere dallo sconforto. Perché penso che allora più di duemila anni di lotta all’idolatria non siano serviti a nulla. Anzi, direi che il fenomeno è largamente peggiorato, come se fosse stato compresso ed adesso fosse esploso liberando frotte onnivore di cloni della Gregoraci.
Almeno noi uomini siamo più tradizionalisti. Per noi una vagina è una vagina. Non importa che sia famosa oppure non lo sia affatto. Dai, almeno in questo, in quanto fruitori di democraticissimi servizi 2.0, come quello offerto da youporn, siamo migliori.




Scusa ma quanti ani hai..???Di sicuro ne potrai avere massimo 18, perchè quella è l’età massima a cui puoi ispirarti per prendere come esempio di donne ragazzine che idolatrano aqncora nei modi da te descritti…Ciao Rico
Diciotto o cent’ottanta non cambia nulla. Le donne rimangono affascinate dal divo, dal cantante, dal famoso. E’ così e basta.
Il post è molto, molto divertente. L’”è così e basta.” del commento è miope.
Beh, vorrà dire che quando sarò presbite vedrò le cose nella giusta prospettiva.
Nemmeno da ragazzina son stata attratta da ‘gioielli, movimentate attività notturne, buone probabilità di incontrare Flavio Briatore…’

Ci sarebbe stata speranza per noi due, sigh, non fosse che anche io amo le donne!
Ti leggo sempre con piacere, mi piace questo tuo cinismo scanzonato.
Anche io amo le donne, ma molto pure gli uomini, quindi mi aspetto che siano migliori e superino se stessi.
Non credo che il tuo post abbia dimostrato la superiorità maschile. Innanzitutto, perchè operi una generalizzazione che non racchiude tutto l’universo femminile, e poi perchè anche gli uomini idolatrano cose e persone in modo sciocco.
ne ho visti a decine accalcati sotto il sole cocente, rinchiusi fra gli spalti, osannare ai calciatori del cuore in mero allenamento, sgolarsi in cerca di un saluto, mentre quello che la squadra faceva sul campo altro non era che l’equivalente della redazione di una lettera da parte di una segretaria
Quotta, ogni teorema ammette eccezioni. Grazie.
Donna Cannone, è vero che gli uomini idolatrano i calciatori, ma il mio era un discorso riferito soprattutto all’aspetto sessual-affettivo.
Perchè, secondo te non è sessual-affettivo l’attaccamento ai calciatori?
E’ pura “pruderie” omofobica non riconoscerlo tale…
ciao
La passione per i calciatori non ha a che fare con la sesualità: si tratta di invidia ipocritamente ed inconsciamente camuffata da ammirazione.