Vado… ramazzo e torno
Peccato non sia un film. Ma se lo fosse, che film sarebbe? Non un horror, perché, anche se la paura di un ritorno del fascismo, sotto forma di olio di ricino digitale e di manganelli inseriti in poltrone massaggianti, è tutt’altro che immotivata, non c’è la tensione che predispone all’acme dello spavento, bensì, semmai, all’acne da eccesso di battute grasse e di gaffe così unte da poter far diventare trasparenti anche i muri di Palazzo Chigi.
Ma, a ben guardare, non è nemmeno una commedia. Manca il tatto tipicamente desichiano e, anche se c’è il doppio senso, quello presidenzial-governativo è ben più greve delle scollacciate pellicole anni settanta con Alvaro Vitali e la Fenech.
Allora è forse un film di denuncia? Un documentario alla Michael Moore in cui si descrive lo stato d’abbandono in cui versa l’Italia dopo due anni di governo Prodi? Sì, ok, Mortadella ha fatto un sacco di cazzate, tra cui quella smerdata alluvionale dell’indulto (votato anche da Forza Italia, però), tuttavia mi riesce un po’ difficile credere alla schifosa parzialità ed immodestia del regista in questione.
Porno, no. Qui si tratta di millantato credito e di viagrose elezioni truccate da un sistema mediatico più monopolistico di uno che gioca da solo a Monopoli.
E nemmeno uno spaghetti western, perché è vero che Trinità era un ottimo baro e Bambino un razziatore di cavalli coi controcazzi, aspetti d’illegalità che troviamo anche nell’esecutivo, ma i protagonisti di “Vado…ramazzo e torno” mancano di quella verve e di quell’innata simpatia dei beniamini di cui sopra, quindi, decisamente, il paragone mi sembra oltremodo sacrilego.
Cosa rimane? Il filone demenziale sullo stile di Top Secret! e de Una pallottola spuntata. Perché di demenzialità ce n’è a iosa (come quella che vede un ministro mandare a fanculo la capitale in cui governa) e la comicità, anche se involontaria, fa ridere tutto il mondo, anche quelli che non capiscono l’italiano.
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lo odio…fortissimamente lo odio
mentre il mondo ride siamo noi a vergognarci e piangere!
ciao Gà
un bacino
Vero
Ciao Veronichetta. Grazie del passaggio e scusa se non ho fatto goal.
Sei un grande.
Per dirla alla cinese: Un glande….
….ma non sono cinese…
Vabbè ci siamo capiti…
Glazie.
Siamo due artisti che creano mediante Second Life.
La madre di tutti i problemi della nostra Italia è come è sempre stata gestita l’informazione, secondo noi.
Abbiamo cercato di rappresentare questo problema realizzando questo video sull’informazione e la libertà in Italia.
“Virtual Information versus Real Information: speciale di TELE :-(” Il video è disponibile qui
(uno dei “commentatori”:-) del TG di TELE:-( è Sabina Guzzanti)
SPECCHI E SECOND LIFE
Un caro saluto
Neupaul Palen aka Paolo Palmacci
&
Papper Papp aka paola Pandolfini
TELE :-(