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Facebook è una lavatrice (enormi e mozzarellose tette ti perseguitano?)

November 23rd, 2008 admin Leave a comment Go to comments

facebook tetteNe sento parlare, ne vedo scrivere, ne avverto la presenza all’interno della mura domestiche; ne annuso l’odore di naftalina che sublima da sotto i cappotti degli amici, come vecchi maglioni tarmati di cui si sono cibate farfalline transgeniche ghiotte d’idrocarburi; ne apprezzo la corrugata pergamenosità di vecchio volume ingiallito scovato in soffitta durante la puntata riassuntiva tipica di ogni serie televisiva che abbia superato almeno la quarta stagione, quella in cui i protagonisti rimangono intrappolati in luogo di cui non dispongono di chiavi ed allora, per passare il tempo, ripercorrono gli episodi più significativi della loro squallida esistenza televisiva, di modo che si fa ampio uso del flash-back ed allora la puntata non costa praticamente un cazzo, un po’ come vivere di ricordi o di pettegolezzi, insomma.

Non so. Forse sono io che sono nichilista, oppure, davvero, è da masochisti iscriversi ad un social network per scoprire che quel tuo caro amico del liceo (quello che, seduto dietro di te, ti appiccicava muco nasale essiccato sul maglione tarmato, compiendo un’encomiabile opera di restauro termicamente e termiticamente apprezzabile) si è sposato con quello che ti sedeva a fianco ed era incredibilmente geloso quando tu stuzzicavi invece la tettona della prima fila, la stessa che, durante l’ora d’educazione fisica, tu ed i pochi eterosessuali rimasti vi divertivate ad osservare mentre, allegra e spensierata, ballonzolava di godurioso moto alternato rispetto alle sue enormi e mozzarellose tette.

Perché se veramente avessi tenuto a lui, con quell’amico saresti rimasto in contatto e nessuno mi toglie il sospetto che gioire per averlo ritrovato su Facebook non sia altro che una sorta di placebo per farti sentire meno stronzo di quello che sei in realtà.

Una sorta di lavatrice delle coscienze, per ripulirle dal senso di colpa d’aver perso i contatti con chi avevamo illuso e, in parole povere, preso in giro, parlando di amicizia e scambiandosi le convenevoli promesse d’imperterrita faticità prossemica (“Sì, dai ci sentiamo, eh! Non facciamo come gli altri che promettono promettono e poi si perdono di vista!” ).

Non parlatemi di legittima curiosità, per cortesia! Questa è solo l’ennesima e clamorosa balla, perché la verità è che, sapere che fine hanno fatto le persone con cui abbiamo condiviso spazio e tempo, serve solo a distrarci dalla nostra miseria quotidiana e a trarne un paragone, una classifica aggiornata di quella che, segretamente, ognuno di noi aveva stilato in base ad aspetto fisico, potenzialità di successo sociale ed alopecica tendenza al diradamento tricotico sovracraniale.

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  1. Saamaya
    November 23rd, 2008 at 14:40 | #1

    Però manca il candeggio (della coscienza).

    Io avverto, oltremodo, quello stesso clima di scuse che nasce quando senti parlare di un reality (o Berlusconi): nessuno le vede per davvero, o lo segue assiduamente (o lo vota), ma chiunque conosce i partecipanti, le dispute, gli amorazzi e le corna. Sempre per puro caso, tra uno zapping e l’altro,…

    Così è per Facebook: nessuno sembra essersi iscritto volontariamente; tutti son stati costretti da indefinite circostanze e inviti non rifiutabili; ne parlano male; ma ci sono tutti.

    Boh.

    per questo dico: al prossimo giro, butta la varechina!!!

  2. Anonymous
    November 24th, 2008 at 02:47 | #2

    UN APPLUASO !!!

    Condivido pa-ro-la per parola !

    Alla fine, mio caro, facebookare è solo un vicendevole mandarsi a gagare in modo molto “cool” e glitterato.

    Pupazza

  3. Anonymous
    November 24th, 2008 at 04:59 | #3

    GG, posso farti una domanda che non centra nulla ?

    Stanotte, nelle mie elucubrazioni notturne, ho cominciato ad interrogarmi sul perchè io abbia così tanta paura del demonio. Io ho una paura fottuta ed inspiegabile del demonio, che mi nasce da dentro. Non guardo film, non leggo libri, non parlo del demonio. Effettivamente, come faccio solitamente ed in modo molto maturo, affronto in tal modo i miei problemi: evito di pensarci. Per poi ritrovarmi alle tre di mattina ad interrogarmi curiosamente su questo aspetto di me stessa.

    Ed arrivare ad una risposta talmente semplice da risultare anche offensiva ai miei occhi :

    ho paura di me. O meglio, ho paura di quella parte di me che non riesco a percepire, a sentire. Perchè ti insegnano, quando sei piccola, che il demonio ti tenta, quindi fa leva sulle tue debolezze. Non crea nulla, fa solo emergere da dentro te delle cose malvagie che sono sepolte.

    Quindi, per certi versi, potrei ipotizzare che il demonio è la consapevolezza di me. Strano vero ?

    Secondo te ha un senso questo mio pensiero ?

    Pupazza

  4. progvolution
    November 24th, 2008 at 14:23 | #4

    Sussurri obliqui ti assegna il premio Dardos. Complimenti!
    Sussurri obliqui

  5. Prepuzio
    November 25th, 2008 at 03:39 | #5

    @Saamaya, grazie per i consigli antistrap.

    @Pupazza, assolutamente sì.

    “Dio è il male della coscienza e la coscienza quello dell’uomo.”

    Il senso è che la coscienza è duale: senza di essa saresti un automa incapace di provare emozioni, ma con essa puoi anche sbagliare, commettere errori, quindi soffrire, per cui siamo tentati dal Diavolo di rinunciarvi.

    Il Diavolo è quindi una metafora per l’ignoto e le sue insidie, mentre Dio è la conoscenza infinita, quindi priva di dolore, cosa che, se ci pensi, assomiglia tanto alla morte.

    @Progvolution, grazie.

  6. Anonymous
    November 25th, 2008 at 10:04 | #6

    Ma per te coscienza = consapevolezza ?

    Secondo me non sono la stessa cosa.

    La coscienza è attiva, la consapevolezza passiva.

    Pupazza

  7. Prepuzio
    November 25th, 2008 at 10:23 | #7

    Per me la consapevolezza è una, quindi non l’unica, conseguenza della coscienza.

  8. Anonymous
    November 25th, 2008 at 12:21 | #8

    Conseguenza ? Hai ragione, chissà perchè la consideravo una “cosa” a sè stante. Forse perchè influenza in modo più evidente la mia vita. Più evidente, ma non più importante.

    Interessante …

    Grazie per la pazienza non so perchè ma sei l’unico che riesce ad udire … grazie

    Pupazza

  9. Prepuzio
    November 25th, 2008 at 12:31 | #9

    dovere.

  10. Elia
    December 17th, 2008 at 03:26 | #10

    Avete parlato di metafora…satana non è una metafora…è una persona, tanto furba da far credere agli uomini non spirituali di “non esistere”…non vi offendete potete essere uomini e donne di alto livello intellettuale…ma non spirituali…che il Signore vi dia pace e salvezza!

  1. May 23rd, 2009 at 09:44 | #1
  2. November 19th, 2009 at 23:41 | #2
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