Siamo andati a letto una sera dopo Carosello e…
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… ci siamo svegliati con un controller in mano ed un ping-pong di tipo paleolitico. Un pomeriggio, tornando da scuola, abbiamo ricevuto in regalo il primo computer e le nostre prime bestemmie che ci hanno fatto credere d’essere diventati improvvisamente adulti. All’imbrunire, prima di cena, sono arrivati internet ed il cellulare, il mondo, i mondi in tasca che ci hanno fatto gridare troppo spesso “arrivo subitoooo” quando la tavola era già apparecchiata. Dopo cena, invece di fare due chiacchiere con quelle strane creature che dicono d’averci creato, sono comparse la fotocamera e la videocamera, per immortalare ciò che è mortalmente mortale. E ancora non avevamo finito di scaricare la nostra vita sull’hard-disk, che sono comparsi il navigatore satellitare, il palmare, il media center, il masterizzatore, lo scanner, la fotocopiatrice all-in-one, per avere tutto a portata di mano, per non perdersi mai, per non annoiarsi mai, per non morire mai, in un eterno susseguirsi di loading&tryagain.
Siamo circondati da una quantità esorbitante di strumenti che dovrebbero servire per comunicare, eppure abbiamo l’impressione di non essere mai stati così soli. Perché non ci siamo accorti di essere stati avvolti da un ragno malefico in bozzoli di fili elettrici. Adesso sta arrivando per digerirci con la propria saliva fatta di cristalli liquidi. Sopravvivremo anche all’interno del suo stomaco, disciolti nella grande rete sotto forma di aminoacidi essenziali. L’importante è che, ogni tanto, ci sia un posto comodo, accogliente, non troppo illuminato, in cui fermarsi, dove sia possibile sperare che non appaia mai la scritta: “Ora è possibile spegnere…”




o ancora il più terribile e definitivo Game over….
Ross
si può staccare la spina, di tanto in tanto.
Buona salute, Prep!
Mamma mia il carosello .. cosa mi hai fatto ricordare …
Bentornato :-).
Io sono parzialmente menomata, assorbo la tecnologia per il tempo che mi serve, poi ritorno nell’oblio …
Pupazza