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Hell is now (siamo tutti dei potenziali Adolf Fritzl).

hitlerL’inferno è ora, qui, là, tutto intorno a noi. L’inferno sono gli altri, secondo Sartre, nel senso che homo homini humus. L’inferno è adesso e, per fortuna, non è per sempre. L’inferno è stare in un letto d’ospedale, impossibilitati a muoversi, dovendo dipendere dall’aiuto di terzi, sperando che non siano dei maniaci aguzzini o cattolici integralisti, che eiacular si voglia. Ma è inferno anche stare dall’altra parte della barricata che tutti separa, quel campo di forza che ci rende porzioni singole ad apertura non facilitata. L’inferno è sofferenza, dolore, disperazione, angoscia, il crampo allo stomaco, il mal di testa che non ti dà pace, il tumore che potrebbe dartela, ma che rifiuti, cordialmente, no, grazie, preferisco stare qui un altro po’, perché, in fondo, mi piace, adesso che capisco tante cose e quali sono i veri valori.

Il caso Fritzl, il padre che ha segregato la figlia per anni nello scantinato, stuprandola e smammando (spammando?) i loro, incestuosi figli per le discariche di tutta l’Austria. Facile, troppo, abbandonarsi al giustizialismo ed alle deroghe sull’innamissibilità delle pena di morte. Crimine orrendo che la mente tende a rifiutare, cercando di dimenticarlo al più presto. “Non serve fare un processo, friggetelo e basta!”

Troppo comodo. Per due motivi. Il primo, intriso di un per me sano sadismo, è che uccidendolo cesserebbe di soffrire. Il secondo, che io lo voglio vedere in faccia il più a lungo possibile, un simile individuo appartenente alla stessa specie a cui appartengo io, almeno credo. Voglio capire come è stato possibile che ciò che è avvenuto, sia accaduto. Troppo spesso si è liquidata la questione di tali soggetti affibbiando loro l’etichetta di mostri, sperando che la lapidaria pesantezza ne seppellisse per sempre la colpa e ne impedisse il ritorno. Troppe volte siamo stati delusi. Perché?

Se guardiamo alla storia dell’umanità, è una serie ininterrotta di atrocità, una millenaria scia di sangue versato tra fratelli, consanguinei e vicini di casa. Solo che, nella società multimediale in cui viviamo, ci sembra che le cose siano peggiorate; che oggi ci sia più violenza, rispetto ad un non meglio precisato passato. Ci siamo forse già dimenticati quale tragedia è stata la seconda guerra mondiale? O il Vietnam? O Abu Ghraib? Violenze di stato, forse ancor più gravi, ma meglio digerite dall’opinione pubblica proprio in quanto lontane e quasi senza volto, mentre è facile, facilissimo, scagliarsi contro il maniaco della porta accanto, per ribadire che noi non siamo come lui, no, noi non potremmo mai fare una cosa del genere. Siete davvero sicuri? Occorre quindi guardare le cose con più distacco e non farsi prendere dall’emotività.

Adolf Hitler era tenerissimo coi propri pastori tedeschi. E quando si ritrovava, la domenica, a pranzo coi nipoti, amava tenerli sulle ginocchia, raccontando magari qualche favola. Eppure era uno psicopatico affetto da delirio di onnipotenza, coprofilia e tanti altri simpatici passatempi. Il male è in noi. Siamo tutti dei potenziali Adolf Fritzl. Per questo, dobbiamo tenerlo con noi, tra noi. Per non dimenticarlo mai.

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  1. Pupazza
    March 19th, 2009 at 16:34 | #1

    Concordo, purtroppo.

    Non serve rigettare il mostro, sbatterlo nel luogo più oscuro. Non serve a nulla.

    Per quanto lontano, quel mostro è sempre dentro di noi.

  2. March 19th, 2009 at 17:42 | #2

    Ho un fatto un post praticamente identico nella sostanza parlando di Olocausto.
    E’ un tabù sociale perciò bisogna ripeterlo: il male è dentro noi. Questo è anche il motivo perchè tutti hanno il prurito di linciare i “mostri”, è una sorta di inconscio sacrificio metaforico con cui cercano di distruggere l’odio che vedono negli altri ma che in realtà li divora.
    Le menti belle che vagheggiano scenari bucolici di amore universale, del bene che trionfa sul male fanno solo il gioco dell’orrore

  3. March 19th, 2009 at 22:10 | #3

    Sei riuscito a farmi leggere con scrupolosa attenzione dalla prima all’ultima lettera del tuo post.
    Sono daccordo sul fatto che in potenza ognuno di noi potrebbe fare anche perggio di Fritzl.

    Peppino’s last blog post..SAN GIUSEPPE

  4. March 20th, 2009 at 16:38 | #4

    “Voglio capire come è stato possibile che ciò che è avvenuto, sia accaduto”

    L’uomo è dotato di intelligenza ed è capace di fare le cose in grande, sia quelle positive che quelle negative. Io non mi stupisco più di tanto e concordo sul fatto che c’è un potenziale Fritzl in ognuno di noi.
    La molla che fa “partire” il cervello può flettersi in qualsiasi attimo della nostra giornata e da lì creare situazioni da cui è molto difficile ritornare indietro.

    Sta in chi ci è vicino saper cogliere quei piccoli segnali, quasi sempre presenti, che possono portarci inconsapevolmente nel baratro.

  5. Laura
    March 21st, 2009 at 14:40 | #5

    Bellissime osservazioni.

  6. admin
    March 21st, 2009 at 14:48 | #6

    Grazie. E benvenuta. :highfive:

  7. March 21st, 2009 at 22:08 | #7

    io mi chiedo come quel “mostro” di moglie non abbia visto, sentito, capito…e non ci credo infatti.
    Colpevole quanto lui. Ma di lei non si parla. Ma dove cazzo viveva??? Al piano di sopra mi sembra. E tutti quei ragazziniche gli portava in casa non si chiedeva da dove venissero?
    E’ vero..il mostro è in ognuno di noi e basta un niente per farlo uscire…oppure per farlo tacere, connivente…. 8-)

    Chica’s last blog post..Restiamo umani.

  8. admin
    March 22nd, 2009 at 01:29 | #8

    La codardia è un peccato (in senso laico) piuttosto comune, purtroppo.

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