Keyra Agustina ha ragione da vendere
Lo ammetto. Più che per le tette, ho un debole per il culo, sia in senso puramente estetico che in quello gravitazional-attrattivo. Coro: “E a noi che cazzo ce ne frega?” Calma, non liquiderò la questione con un semplice de gustibus, perché, come scrisse Nietzsche, se non si discute di gusti, di cosa cazzo volete disquisire, sire?
Ora, è chiaro che ogni nostra preferenza, da quella prettamente culinaria a quelle friggitorialmente sessuali, ha una spiegazione di tipo meccanico-psicologico. Esiste quindi tutta una serie di motivazioni freudiane che riducono i nostri gusti a non risolti conflitti, soprattutto durante l’infanzia e l’adolescenza. Se non sei stato allattato al seno, ti rimarrà per tutta la vita un irrefrenabile impulso a suggere turgidi capezzoli e, magari, per una sorta di mimesi o transfert gastronomico-semantico, tenderai a preferire piatti conditi con tutti i derivati del corbezzolo, non capendo mai il perché ti piaccia così tanto quel frutto così acidulo.
Ma potrebbe anche essere il contrario. Siccome sei stato allattato al seno e ti è piaciuto un sacco, allora ricercherai per tutta la vita di ricreare, per così dire, quell’atmosfera d’estrema intimità lattiero-casearia. Oppure, con un tipo di lettura più olistico-junghiana, siccome a tua madre non gliene fregava un cazzo di te, ed in conseguenza di ciò non ti ha mai allattato al seno, né ti ha mai cagato più di tanto quando strillavi come un neonato affamato, la tua psiche ha subito un trauma e tu cercherai di sopperire a questa lacuna assalendo ogni donna che mostri un minimo di sballonzolamento intra-balconare.
E per il culo, che spiegazioni ci sono? Beh, il culo è come una chiesa: racchiude e protegge qualcosa di sacro (il famoso osso), ragione per cui invita alla profanazione tutti coloro che vogliono vederci chiaro e che sono terribilmente curiosi, nonché selvaggiamente irriverenti nei confronti di tutti i divieti ed i paraventi. Dichiarate qualcosa inviolabile e subito si rizzeranno le orecchie (e non solo quelle) di coloro i quali s’insospettiscono ed intuiscono la pericolosa verità celata da quella parola: un antro oscuro, abitato da creature ctonie potenzialmente letali. Ama quindi il culo l’uomo che ha una predilezione per il rischio e l’avventura. Un uomo che deve sempre mettersi alla prova, in quanto insicuro delle proprie capacità o smanioso di valicarne i limiti, per giungere là dove nessuno è mai giunto (o venuto) prima.
Già, il gusto per il proibito, ma anche la consapevolezza del significato psicologico che la sodomizzazione ha. Soggiogare la donna, dominarla, punirla, farle provare dolore, ma anche piacere. No, dai, sì, no, magari, no, dai, non fare così, basta! Ma che cazzo fai? Perché hai smesso? Continua, fammi del male, fammi godere. Ma vaffanculo!
Ambiguità. Doppiezza. Incomunicabilità. Ossimori. “Ti lascio perché ti amo troppo”. Fa ridere, perché è una verità (ma anche una bugia può essere veritiera, qualora sia svelata). L’amore sconvolge, quindi meglio stare con una persona che troviamo mediamente attraente e che, qualora ci lasciasse per un africano che parla male l’italiano, ma si fa capire pene quando vuole, non ci resteremmo poi così male. Anestesie.
Ed è così che, iniziando dal culo, sono finito a scrivere del cuore, forse perché è il primo che fa battere forte il secondo, evidenziandone una supremazia ontologica assai inquietante, tanto che qualcuno sostiene la teoria dell’uomo come burattino manovrato dai propri ormoni. Concludo, quindi, parafrasando Erasmo da Rotterdam, noto pubblicitario che ha lavorato anche per l’Alfa-Romeo.
Osservate con quanta previdenza la Natura,
madre del genere umano,
ebbe cura di spargere ovunque un pizzico di follia.
Infuse nell’uomo più passione che ragione,
perché tutto fosse meno triste.
Se i mortali si guardassero da qualsiasi rapporto con la saggezza,
la vecchiaia neppure ci sarebbe.
Se solo fossero più fatui, allegri e dissennati,
godrebbero felici di un’eterna giovinezza.
La vita umana non è altro che un gioco della Follia.
Il Culo ha sempre ragione
Ed ecco quindi spiegato cosa c’entra la burrosa e argentina Keyra Agustina in tutto ciò.




Sei sicuro che Nietzsche scrisse proprio le testuali parole?
Bello dal culo al cuore,cmq non sono sicura che quel pizzico di follia sia stato abbastanza per mitigare quella tristezza appiccosa che contraddistingue l’essere umano.
Ciao(mi permetto uno Smiley)(magari anche più di uno)(sono carini non trovi?)(no non trovi).
:rain: :thunder: :rain: :thunder: :deadrose:
Uhm, perché il tuo nick linka ad un sito che non esiste?
Ah, credo tu abbia riempito il campo “sito personale” con un nome, diciamo, di fantasia. Credevo fossi un fake, perché ultimanente ho avuto un sacco di spam.
Rispondo, quindi. La frase di Nice dice più o meno che la vita è tutta una disputa sui gusti. Adesso non ricordo esattamente dove la ho letta, ma sono abbastanza sicuro sulla fonte, cioè me stesso.
Quanto al mitigare la tristezza appiccicosa, io penso di sì. A mitigare, per fare finta che non ci sia.
@admin
perchè non ho un sito,infatti ho scritto “un cellò”.
:cow:
Cancellato coi superpoDeri. :cow2:
Bella porno-introspezione.
La sto studiando :cow2:
E impara da Keyra! Lei sì che ha fatto fruttare il capitale.
Ma sai che non so chi sia ? :alien:
E’ grave ?
Molto. Ti prescrivo delle applicazioni di Google in supposte?
Qualcosa di meno invasivo ma altrettanto traumatizzante ? Un video-messaggio esplicativo di Maria DeFilippi ?
Oppure preferisci un video-massaggio di Rocco Siffredi?
Ma tu li conosci i video “ganzo” o “kenzo” … boh, una cosa così.
Me li ha descritti un’amico di amici, supplente di italiano in una scuola media e proprietario nonchè gestore di una videoteca porno).
Conosci ?
Comunque Rocco è un tantino … fuori scala. :X-P:
No, non conosco, dovrei?
Tzè, dilettante … :victory: