Seghe circolari e politica della stitichezza come reazione alla pressante richiesta di uomini-fuco racchiusi in comode confezioni salva freschezza
Diciamo le cose come stanno. Chi ha acquisito una manualità di primordine nel maneggiamento del proprio arnese, chi si diletta nell’autoreferenzialità sessuale, chi dimostra di saper raggiungere orgasmi accademici di tutto rispetto, chi fa dell’eiaculazione pornograficamente assistita un vanto o chi, addirittura, riesce ad eccitarsi con la sola fantasia, insomma, chi si ammazza di seghe spaventa la donna in quanto non ricattabile con la classica minaccia della serrata vaginale.
Così è se vi pare e piace. Da sempre, la donna non ha avuto remore nell’usare la propria, proverbiale arma di ricatto. Ed ora, consapevole del potere contrattuale concessole dall’evoluzione, ora che si è liberata dal giogo dell’economia di sussistenza, si trova nella posizione di poter tiranneggiare a piacimento e di poter attingere ad un vasto bacino di uomini-fuco da cui suggere tutte le risorse d’autostima di cui necessita.
Infatti, quello dell’uomo-fuco è un chiaro ed esplicativo esempio di come il maschio dell’homo-sapiens non si differenzi poi così tanto dal ruolo evolutivo tipico di altri animali apparentemente meno scaltri. Vediamone le analogie.
- Come il fuco, il maschio della specie umana è grosso e ricoperto da una folta peluria;
- Come il fuco, deve essere nutrito dalle api operaie in quanto allergico al materiale con cui sono costruite stoviglie e tegami;
- Come il fuco, non può bottinare, cioè non può andare a raccogliere il polline, così soggiorna in località lontane da quei chiassosi alveari che sono i mercati, i negozi di parrucchiera, di estetista e da tutte quelle attività commerciali che prevedono l’ampio e smodato uso delle carte di credito troppo spesso a lui intestate.
- Come il fuco, il suo unico e quasi reale scopo è quello di fecondare l’ape regina quando questa ne faccia implicita richiesta, cioè quando arriva per la donna emancipata il momento di fare i conti con l’istinto materno e, soprattutto, con la pressione sociale da questo derivata (“come farò se mi troverò a fronteggiare un repentino desiderio di maternità senza uno straccio di uomo?).
- Come il fuco, non possiede pungiglione. Non fatevi ingannare dalle apparenze. Infatti, nonostante qualche uomo-fuco ne millanti, puntigliosamente, la puntigliosità, il pene maschile è un’arma spuntata totalmente innocua dal punto di vista perforativo ed è solo nell’immaginario collettivo che ne sopravvive la fama di formidabile sventra preservativi a forma di papera.
- Come il fuco, il maschio umano muore subito dopo l’accoppiamento anche non procreativo, nel senso che può essere scaricato a piacimento senza alcun senso di colpa, giacché la sua funzione è proprio quella di essere usato e basta. Punto.
Ecco perché il segaiolo spaventa. Sono tutte balle quelle che vorrebbero il segaiolo scartato a priori in quanto segaiolo, ergo inetto all’accoppiamento per la nomea di pessimo scopatore calcificatisi nei millenni. In realtà, la donna ricerca l’uomo-suino poiché quest’essere immondo è facilmente e simpaticamente ricattabile, in quanto dimostra, in modo lapalissiano, di non essere in grado di resistere al V-Power, mentre il segaiolo col cazzo che lo manovri come ti pare e piace grazie al semplice abuso dello sventolamento del buso.
Politica della stitichezza è quindi la risposta a questo ricatto che dura da troppo, troppo tempo. Cagatele poco, defecatele niente, queste api che si credono regine. Resistete alle loro avances, anche a costo di fare la figura dei finocchi. Non cedete, non mollate, fate finta di non essere sensibili ai loro sguardi da ungulati disneyani. Mostratevi tetragoni e sempre soddisfatti della sola pratica masturbatoria. Perché chi lo ha duro, vince sempre, mentre chi lo ha moscio, non può nemmeno giocare a quel meraviglioso passatempo che è la guerra dei sessi.




Ho preso appunti…!!!
Dopo questa, Pupina ti strangola….!!!!
:-)
Segaioli, emanciati e pallidi come mozzarelle.
Un po’ sciapi da soli, ma accompagnati ad un po’ di pepe … mmm …
El, lascio che il bambino si culli nell’illusione di essere colui che controlla il gioco.
Tanto il girl-power non ha rivali :-) Parola di Spice.
Maneggio sempre molto volentieri la carota, ma la patata continua a non aver rivali.
Will*’s last blog post..La censura deforma, informa e fa quel cazzo che le pare
Enzo, ma tu non sei felicemente accompagnato? Questi suggerimenti valgono, in teoria, per chi è ancora libero da impegni mondani.
Pupazza, la tua idea di segaiolo deve essere aggiornata.
Will, al di là della mia boutade/provocazione, il fatto è che io odio qualsiasi forma di dipendenza.
Io non DEVO nulla.
Ah, su questo sono totalmente d’accordo.
Will*’s last blog post..L’eco di Narciso