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Da Postalmarket a youporn

postalmarketSecondo le statistiche, sono davvero pochi gli uomini che riescono a masturbarsi senza un aiutino esterno; voglio dire, senza un’immagine, un foglio di giornale, un video, una finestra socchiusa che lasci intravedere un mano che carpisce un asciugamano, un saliscendi per doccia in acciaio molibdeno. Il motivo di questa mancanza di autarchia eccitatoria è da ricercarsi essenzialmente nell’importanza che il senso della vista ha avuto per l’evoluzione del maschio dell’homo sapiens da quando assunse la postura eretta e fu costretto a risolvere quiz da settimana enigmistica del tipo “trova le 27 differenze tra un ungulato disneyano che bruca placidamente dell’erba ed un rinoceronte incazzato che ti punta col mirino laser montato sul corno”.

Ecco che allora l’immagine ha per il maschio dell’homo sapiens un ruolo centrale per la sopravvivenza, quindi anche per l’eiaculazione, visto che, fino a prova contraria, in teoria, l’unico fine dello sperma è quello di perpetuare la specie, nonostante fior di nutrizioniste ne esaltino le qualità organolettiche e pure quelle emollienti.

Ora, è ovvio che l’uomo è in grado di ri-produrre da sé immagini più o meno eccitanti di femmine a gambe divaricate o a pecorina che ammiccano con aria vogliosa, mentre con una mano perfettamente frenchmanicurata si massaggiano la patonza, ma perché faticare tanto quando la società mediatica ti mette a disposizione una serie pressoché infinita di soluzioni già pronte all’uso? Sì, in pratica, il cinema porno ha avuto successo grazie alla pigrizia mentale dell’homo segaiolus comunis, scommetto che non lo avreste mai sospettato, attribuendone invece le fortune a chissà quali strategie dell’industria della carta assorbente.

Ma per chi come me è nato negli anni settanta, prima dei videoregistratori VHS e ben prima di internet, le prime esperienze onanistiche sono avvenute grazie ad un insospettabile come Postalmarket. Sì, quel grosso catalogo di vestiario e articoli per la casa (?) che arrivava per posta (strana coincidenza con la prima parte del nome, vero?) alle nostre mamme e che puntualmente finiva per essere sfogliato anche da noi bimbi, dapprima per semplice curiosità laterizia, giacché ne valutavamo le possibilità edili, in seguito, diciamo dal 1986 in poi, per le foto di splendide modelle in biancheria intima, roba che a volte si vedeva anche un capezzolo o – non fatemici pensare – persino un po’ di pelo sub-addominale.

Sì, le prime seghe me le sono tirate con Postalmarket, e allora? Non sono il solo, che credete? E comunque, guardate che questo è il sintomo di un sano appetito sessuale, sopravissuto alle mortificazioni ed ai divieti del catechismo. Attraverso la masturbazione si scopre il proprio corpo ed è assolutamente normale darci dentro quando gli ormoni vengono sobillati dalla pubertà. D’altra parte, è risaputo che anche i neonati, bambini, bambine e persino i feti amano toccare i propri genitali per trarre piacere dallo sfregamento delle mucose protettive.

Ma per arrivare ad eiaculare con Postalmarket si doveva lavorare molto di fantasia, ragione per cui era un ottimo esercizio per la mente, mentre da quando il porno è stato sdoganato dal VHS tutto è diventato più meccanico, automatico. L’immagine in movimento, infatti, se da una parte è più fedele alla realtà, dall’altra inibisce la coscienza ed il lavoro di “collimazione” che invece deve fare nel caso di immagine statica. Con Postalmarket la coscienza doveva integrare con fotogrammi archiviati nella memoria per realizzare un mini-film mentale in cui ci si immaginava interagire a stretto contatto con l’ignara modella di turno, mentre col film porno lo sforzo era senz’altro minore e, spesso, bastava seguire il ritmo delle battute al minuto per venire letteralmente a capo del montaggio analogico.

Ma forse, ancor prima del VHS, anche se non ci giurerei, sono arrivate le chat line, le pubblicità delle linee erotiche a pagamento, quelle con un gigantesco numero in sovraimpressione che non lasciava intravedere praticamente nulla, anche se poi quelle più esplicite hanno fatto la propria comparsa ed anche la propria porca figura. Anche in questo caso, l’immagine di una donna in slip o addirittura senza, che mostrava di soffrire terribilmente il caldo, bastava ed avanzava, anche se la scomodità di dover attendere la mezzanotte non ricompensava del tutto l’attesa.

Poi è arrivata internet. E se dapprima ci si doveva un po’ fare furbi per evitare dialer e ricercare immagini porno fornite solo da alcuni motori di ricerca, con l’avvento di pornotube, youporn e simili, Postalmarket è stato definitivamente soffittizzato, anche se noi trentenni ne conserveremo sempre un appiccicosissimo ricordo.

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  1. June 6th, 2009 at 19:31 | #1

    Altri maschietti hanno avuto questo torbido passato di manipolazione di pagine del catalogo. Vabbè, fate vobis, ma, al solo ricordo di certi modellini estratti dal medesimo, a me sarebbe passata ogni ardita fantasia.

    Saamaya’s last blog post..ciao…

  2. June 7th, 2009 at 22:16 | #2

    Confermo. Su PostalMarket ho perso una decina di decimi per occhio.

  3. admin
    June 11th, 2009 at 12:26 | #3

    Preciso però una cosa. Il materiale masturbatorio migliore proviene dalle persone con cui abbiamo a che fare ogni giorno.

    Almeno, per me è così. La contiguità del reale vince su quella del virtuale.

  4. June 22nd, 2010 at 23:27 | #4

    Io negli anni 90 con poster di A.Merz e A.Marcuzzi..le mie amorine fedeli AHAHAH
    DANX´s last blog ..Te lo meriti Alberto Sordi E noi ce lo meritiamo D’AnnunzioMy ComLuv Profile

  1. June 6th, 2009 at 12:34 | #1
  2. June 15th, 2009 at 00:32 | #2
  3. September 24th, 2009 at 09:20 | #3
  4. October 15th, 2009 at 14:37 | #4
  5. February 16th, 2010 at 13:47 | #5
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