Lista della spesa, ovvero la morale della favola imbandita.
La lista: crema evian da 200 ml; salame milano un etto; wc net; cartigienica ecolucart; vino cabernet; biscotti oro saiwa. Una lista semplice, quasi troppo semplice. Accuratamente compilata da mia moglie in modo non fraintendibile. Eppure… eppure, quando entro nel supermercato e la tiro fuori, mi sento un esibizionista. Sì, un maniaco con l’impermeabile, completamente nudo sotto, che ostenta, quando meno ce lo si aspetta, il proprio schifoso flaccidume. Il fatto è che per me il momento dell’acquisto è un fatto intimamente personale. Voglio dire, ma perché tutti devono sapere che compro carta igienica e per giunta ecologica, che costa di più? Che magari sei lì che, colto dal rimorso, valuti se comprarne un altro tipo – non lo farei mai, mia moglie mi farebbe un cazziatone imperiale – ma mettiamo il caso che fossi colto da un raptus di disobbedienza e fossi sul punto di gettare nel carrello un’altra marca, io ne sono sicuro, arriverebbe qualcuno, probabilmente un vecchietto in pensione, che mi guarderebbe storto, facendo di no con la testa, come a dire “Ma che cazzo stai facendo? Non lo sai che tua moglie s’incazza quando fai di testa tua?”. Oppure, più semplicemente, sei sempre lì nel reparto carta da culo ed ecco che la gente passa, spingendo l’infernale gabbia di lucido metallo con le ruote impazzite, perennemente schizzate in direzione ostinata e contraria, guardandoti come se fossi un alieno e schifandoti con la bocca storta ed il naso arricciato che significano una ed una sola cosa: cagone di merda, ma ancora caghi, nel 2009? Ma non lo sai che non va più di moda? E allora io me li guardo, fissandoli negli occhi tra lo stupito e lo scoperto in flagranza di reato, questi scanners mentali, e chiedo a loro, cercando di rendere lucido il pensiero, ma come fate a sapere che ho ancora la brutta abitudine di cagare? No, perché, guardate che io passavo semplicemente di qua ed ero stato incuriosito dai disegni sulle confezioni, mentre loro se ne vanno disinvolti e svoltano in fondo, alle casse, facendo finta di niente e mimetizzandosi perfettamente tra i normali acquirenti. Ma fateci caso. Sono quelli che girano sempre col carrello vuoto e non comprano mai un cazzo. Che poi te li ritrovi fuori, nel momento pre-parcheggio, mentre lecchi il tuo gelato tutta panna che ti regali come premio consolatorio e dispettoso, mentre osservi distrattamente la vetrinetta coi titoli dei quotidiani locali. E allora, anche se loro fanno finta di non guardarti, tu lo fai e, continuando a leccare il gelato, li osservi, per vedere che cazzo di macchina hanno o se qualcuno li sta aspettando, ma niente. Entrano in qualche altro negozio della piazzetta commerciale in finto stile neoclassico, dove anche il gelato sembra di cartongesso, e spariscono. Almeno fino a quando, al mare, diventano i tuoi vicini d’ombrellone e scopri che pensano la stessa cosa di te, che giri mezzora col carrello vuoto per paura di essere giudicato o scoperto a comprare chissà quale prodotto che parla dei cazzi tuoi, come se tu gli avessi dato chissà quale carta bianca della confidenza . Ed allora, e solo allora, capisci che sei un coglione. [ parte seconda]




Uomo e supermercato, accoppiata infernale
(ciao, scomparso)
Inizierò veramente a temere, dal giorno in cui faranno i carrelli coperti per la privacy!!
Io cerco i supermercati ampi ed anonimi dove, possibilmente, eviterei di incontrare chi conosco. Ricordo un giorno in cui mi spuntò dal nulla un mio paziente e mi seguì fino alle casse, per tenermi cortesemente compagnia ed io evitai di comprarmi gli assorbenti igienici!! So’ esperienze che traumatizzano!!
Saamaya’s last blog post.."OGGI SCIOPERO CONTRO IL DDL ALFANO"