Il proibizionismo, lo sanno anche i pampini, ha effetti contrari alle intenzioni
La Storia non ha mai insegnato un cazzo. Durante il proibizionismo, i dati ufficiali sul consumo di alcol indicarono un crollo procapite da ventisette a quattro litri di bevande consacrate a Bacco, ma siccome esplose il fenomeno del contrabbando e del conseguente consumo clandestino è lecito supporre che, in realtà, la quantità media somministrata a ciascun cittadino fosse uguale se non addirittura maggiore, il che induce una sostanziosa parte del mio corpo a sperare che proibiscano il commercio della figa a basso costo.
Comunque, pulsioni represse a parte, anche se è lampante il motivo per cui le donne, un tempo, tendevano a negarsi, il meccanismo per cui il proibizionismo ha effetti contrari alle intenzioni è assai semplice e noto anche ai tarli cocainomani della scrivania di un qualsiasi psicologo di provincia dedito alla lucidatura delle preziose pepite di mucosa essiccata che rinviene in quella meravigliosa miniera cartilaginea che è la narice ghiandolarmente assistita: se vieti il consumo, l’utilizzo o anche solo la visione di una mercanzia, di un servizio o di un’idea, la curiosità verso tale bene aumenta esponenzialmente al vigore con cui tale divieto viene fatto rispettare.
Il fenomeno può essere essenzialmente ridotto al perenne conflitto – o nonflitto – tra coscienza ed istinto. La prima tende a desiderare la libertà, mentre il secondo ama viaggiare entro limiti prestabiliti, ma siccome la coscienza, una volta valicato un confine, si ritrova spaesata e va in crisi, l’istinto le va in soccorso confinandola all’interno di percorsi cortocircuitati in cui può scorazzare a briglia sciolta, ma facendosi spesso del male.
In altri termini, se a me, adolescente che cerca di emanciparsi, com’è giusto che sia, mettendo in discussione l’autorità genitoriale, viene proibito di consumare alcolici in quanto ritenuto immaturo per gestirne la pericolosità, sarò indotto a voler dimostrare il contrario, in quanto sto vivendo proprio quella fase della vita in cui metto alla prova me stesso come adulto responsabile e consapevole del proprio agire.
È poi quindi ovvio che, se il numero di adolescenti che compie questi riti di iniziazione è piuttosto alto sul totale di giovani che escono dalle loro camerette soprattutto nei week end, i problemi, i disordini, gli schiamazzi e, purtroppo, anche i decessi, saranno non del tutto trascurabili agli occhi degli adulti che hanno a trasmesso a loro i valori dello sballo e dell’esagerazione.
Non c’è assolutamente da stupirsi, quindi, che per le vie di Milano abbiano iniziato a circolare sospetti personaggi con trolley al seguito da cui vengono estratte bottiglie di birra e superalcolici. Era matematico. Come soluzione alternativa non vedo altro che una rieducazione radicale al piacere della rinuncia, ma sarebbe come proporre un rave ad un gruppo di fanatici dell’Opus Dei che si accinge ad un cilicio party.




Mmmmm … non sono affatto convinta. Il gusto del proibito.
Più hai controllo su qualcosa, più il tuo interesse scema, meno controllo hai più il tuo desiderio cresce.
E’ tutta una questione di controllo.
” la coscienza, una volta valicato un confine, si ritrova spaesata e va in crisi, l’istinto le va in soccorso confinandola all’interno di percorsi cortocircuitati in cui può scorazzare a briglia sciolta, ma facendosi spesso del male”
Questa frase è strana, comunque.
Se una cosa ti viene proibita, ne hai il controllo o desideri averlo?
Probabilmente hai la percezione di aver perso il controllo e quindi lo rivuoi, lo desideri.
Che tu l’abbia mai posseduto è un altro paio di maniche.
(ma la smetti di giocare con me ? cattivo)
Admin, mi trovi totalmente d’accordo sulle politiche proibizioniste ed i loro effetti “contrari” agli obiettivi ma dove si parla di minorenni e di applicazione di una Legge già esistente, allora io condivido il principio della proibizione. Poi, non chiamandomi Letizia, io non avrei mai proprosto tutto questo clamore intorno ad un vincolo che già è norma e che sta, appunto, suscitando l’effetto contrario; mai porrei l’accento sulla pena e sulla repressione che è quanto di più scontato, banale e inutile sappia offrirci questo governo (non solo comunale) e serve solo ad accalappiare i voti di quelli-che-ben-pensano.
La prevenzione ha ben altri strumenti ma afferisce a menti che non mi pare siedano nè a Palazzo Marino, nè a Palazzo Graziol… :culo: oooppss volevo dire p. Chigi
Ma tu credi che a loro interessi la salute dei ragazzi?
@Saamaya
Beh, ovviamente sono anch’io per non somministrare alcolici a neonati e lattanti, anche se col whiskey il succo di mucca prende tutto un altro sapore…
@Paolo
Non escludo vi sia qualcuno a cui interessa come terza, quarta priorità dopo poltrona, posto macchina riservato, visagista personale e ingressi omaggio alle sale bingo…
in fondo sei un ottimista :)
Inguaribile… :P
anche io anche io al Cilicio party!!