Soggetto antropologicamente differente colto in stravaganza di reato
Ok, ormai lo hanno passato in molti, ma questo filmato è davvero troppo clamoroso per non cercare d’aggiungere qualcosa di nuovo a quanto già scritto. Ebbene, credo che questo spezzone, un giorno, sarà visionato nelle scuole e nelle università di tutta la Via Lattea, ne sono convinto. Diverrà il più fulgido esempio di come non si debba fare informazione, il punto più basso raggiungibile dal giornalismo universale, la Fossa delle Marianne della dignità umana, il prezioso campione della cloaca maxima della vomitevole, pretestuosa indecenza che ha purtroppo riempito i canali televisivi italiani, ormai famosi in tutto il mondo per essere vere e proprie fogne a Studio aperto in cui galleggiano schiere compatte di formazioni fecali smaniose d’eseguire solo gli ordini (”Ne vedrete delle belle” ) di un defecatore pazzo affetto da diarrea alluvionale parossistica, un incontinente totale e tracimante, lo schifo eletto a maggioranza di Guttalax concentrato e olio di ricino endovenoso, senza trascurare l’endemica malafede con cui tutto ciò viene spacciato per libera espressione di legittime opinioni, quand’è ovvio, conclamato, che si tratta invece di screditare, infangare, distruggere la reputazione di una persona rea d’aver osato toccare il sacro portafoglio dell’uomo pecuniariamente più masturbativo del mondo.
Comunque, non è da tutti confezionare un servizio del genere. Perché occorre avere una cosa che non tutti hanno: l’intestino intracranico (v. immagine). L’intestino intracranico è una mutazione genetica comparsa sul finire degli anni settanta, ma che solo negli ultimi sette/otto anni ha avuto modo di farsi conoscere per la propria, petante prosopopea. Massimi esponenti di quest’evoluzione dell’homo sapiens sono ovviamente i giornalisti in seno a Mediaset e ormai ben introdotti anche nei sacri orifizi della RAI (Ragadi Anali Internisti).
La peculiarità di questi mutanti è quella di riuscire a realizzare servizi basati sul nulla più assoluto, riuscendo a mutarlo in rancida e vermiginosa merda.
Eccone un esempio:
Sono passate poco più di ventiquattro ore da quando con la sua sentenza ha condannato la Fininvest ad uno dei risarcimenti più alti della storia giudiziaria d’Italia, settecento cinquanta milioni di euro in favore della CIR di Carlo De Benedetti. Ed eccolo, in giro per Milano, il giudice Raimondo Mesiano, nel suo week end lontano dalle scartoffie del Tribunale e dagli impegni istituzionali, sveste la toga e si cala nei panni di comune cittadino, certo non di cittadino qualunque. Alle sue stravaganze, siamo ormai abituati.
Siamo ormai abituati? Suppongo che la prima persona plurale si riferisca a tutti gli italiani, quindi il giudice Raimondo Mesiano sarebbe una specie di superstar della stravaganza che ha ormai assuefatto milioni di liberi cittadini a non meglio precisate abitudini assolutamente non comuni, fuori dall’ordinario. Leggiamole, quindi, queste stranezze comportamentali.
Passeggia, l’uomo Raimondo Mesiano per le strade milanesi. Davanti al negozio del suo barbiere di fiducia, attende il turno, è impaziente, non riesce a stare fermo. Avanti e indietro, si ferma, aspira la sua sigaretta e poi ancora, avanti e indietro. Forse non sa ancora che il CSM lo sta promovendo con un bel sette, che per un magistrato equivale ad un trenta e lode universitario, insomma, il massimo dei voti e un bell’aumento di stipendio. Lui va avanti e indietro, avanti e indietro, si rilassa solo al momento di barba e capelli. Finita la toilette continua la sua passeggiata. Due sole volte si sofferma: una al semaforo, l’altra a pochi metri dal passaggio pedonale per accendere l’ennesima sigaretta della mattina, come fosse uno spot all’incontrario. Prima di uscire dal nostro campo visivo, ci regala un’altra stranezza. Guardatelo seduto su di una panchina: camicia, pantalone blu, mocassino bianco e calzino turchese, di quelli che in tribunale non è proprio il caso di sfoggiare.
Annalisa Spinoso e Claudio Brachino mi aprono un mondo che non conoscevo. Fino a ieri, io ero assolutamente convinto che passeggiare per le vie di una città fosse una cosa normale, invece oggi scopro che è una stravaganza. Inoltre, apprendo che la possibilità di poter invertire il senso di marcio è una caratteristica tipica di soggetti antropologicamente differenti, il che mi induce a pensare che la maggior parte dei bipedi della specie homo sapiens o sono giudici sotto mentite spoglie oppure qualcuno di loro ha pestato un’incredibile e gigantesca merda. Infine, pare che essere impazienti sia sintomo di conclamato squilibrio mentale da curare tramite TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio), il che, se fosse vero, creerebbe non pochi problemi di sovraffollamento negli strutture ospedaliere della nazione.
Ma il bello è che il giudice Mesiano istiga i giovani al più brutto e dannoso dei vizi: no, non il fumo, bensì il calzino turchese, vera e propria piaga sociale che fa arretrare il tasso di civiltà del nostro paese ai livelli del Burundi e del Burkina Faso, dove, per altro, gli indigeni hanno almeno il buon gusto di non indossare camicie mentre sono seduti su davvero troppo pacchiane panchine.
Che altro aggiungere? Per comprendere l’avanzato stato di decomposizione morale a cui siamo giunti si deve avere la forza di guardare programmi come Mattino Cinque, magari con un buon anti-emetico a pronta portata di mano.
[Originariamente, il titolo di questo post doveva essere Una vita da Mesiano, ma la solita ricerca preventiva ha evidenziato che giunsi secondo. Peccato, mi sarebbe piaciuto divertirmi a parodiare la celebre canzone di Ligabue... una vita da Mesiano, a recuperar milioni, nato senza neuroni, lavorare sui faldoni, una vita da Mesiano, con dei gomiti precisi, a scrivere sentenze, a multare i mafiosi... sempre lì, lì nel vezzo, finché ce n'hai stai lì... una vita da Mesiano, da chi ruba sempre poco, che il voto devi darlo a chi somatizza il loco, una vita da Mesiano, che natura non ti ha dato né lo sputo della giunta, né del premier che peccato... ]




Comunicazione di disservizio igienico sanitario: a causa di problemi con il server su cui questo blog è gentilmente seduto sono andati persi gli ultimi tre o quattro commenti. Chi dovesse ripassare di qui e magari se li ricorda, volendo, può ridepositarli sulla linda ceramica dei miei post. Scusate per il disagio.
Hai tirato lo sciacquone?
Questo è un gran bel post. Il problema è che il merito una volta tanto non è tuo, non è nelle tue mani. Qui non importa fare ironia, basta trascrivere quello che hanno detto.
Incivili.
Una vita da Mesiano era una genialata, e giuro, una genialata.
Mi ha impressionato il livello “aggressivo-purgativo” (?) raggiunto nel primo paragrafo…
(Per la [diarrea] cronica, io ho ripristinato a manona grazie al feed dei commenti, generale, al quale mi sono autoiNscritto… li ricevo anche via email, si sa mai… sì, sono un po’ maniaco
).
@Riciard
Già, ormai è come sparare sulla Croce Rossa…
@yngnrjnwrrnrynwr
Sì, un paio di commenti li ho nelle mail di notifica… appena mi si libera la manona, li ripristino… comunque, grazie.