La topa da appartamento (con cui sarebbe proficuo appartarsi)
Camminava patatonzcarponi davanti a me, come una fiera fiera selvaggia, animal-esca topa da appartamento senza amo, né amor che potesse essere celato dall’inconsueto incedere, ma a cui ero solito abboccare come un pesce fuor d’acqua; o come un uccello sceso a patti con la patta dopo esservi rimasto penosamente incernierato, dopo il proverbiale e repentino ricambio idraulico. D’altra parte, sono mestieri “orbi” mica per niente.
Paratatunz! Flickr, spum, spam. Attraversare una stanza al buio non è mai una cosa facile, soprattutto se la casa non è tua e devi tenere un profilo a bassissimo rilievo, quasi egiziano, ma non gerontoglifico, bensì svelto e assurdamente veloce, quasi come quello di un eiaculator precoce che soffre di prostatite tachionica. Infatti, la procellosa mandò in frantumi un vaso di porcellana e si accesero, prontamente, le luci del salotto. Glande fu l’imbarazzo nel vedere che la donna della polizia era lì ad aspettarci, con una ramazza di chiavi in mano ed un solo paio di manette, la sadica.
“Ma se la sa, dica pure!” – mi alzai di scatto e proferii queste parole. Che poi, parole è una parola grossa. Diciamo che furono più dei grugniti, dei rantoli che uscirono dalla mia bocca a ritmo di tarantella, quindi dei tarantoli. Infatti, la smanettatrice non rispose. Se ne stava lì, immobile, mentre la mia roditrice iniziava a rovistare dappertutto, alla ricerca del prezioso botulino.
Stratascamorz! La mia donna tirava avanti e indietro i cassetti delle cassapanche così violentemente che iniziai a sospettare che non fosse solo una gran scassapalle, mentre io ero ancora intento a girare intorno alla statua della poliziotta in divisa sadomaso, incurante del fatto che, ormai, dall’esterno poteva vederci chiunque, anche un ceco attaccato come un geco al trentaduesimo piano del grattacielo di fronte.
“Eccolo!” – così gridò il mio amore. Ed io subito corsi a guardare fuori dalla finestra, per vedere che razza di ventose usasse il ceco che ci stava spiando. Ma lei mi prese per la collottola, mi fece voltare e poi mi baciò, entusiasta per quel pendaglio antivampiro che faceva penzolare sopra la testa. Poi, corse via, senza voltarsi per vedere se la stessi seguendo, mentre io, ancora inebetito, guardavo il suo fondoschiena ballonzolare gaudente all’interno dell’aderente tuta nera che, solo pochi minuti prima, aveva lasciato intravedere i turgidi prodromi della sua, folgorante bellezza interiore.
Fu l’ultima volta che la vidi. Mi accesi una sigaretta e mi versai del buon whiskey in un bicchiere di ghiaccio. Mi sedetti sul divano e mi misi a guardare il vaso rotto, la stanza in disordine. Ne era valsa la pena? Ne era valsa la pena farsi svaligiare la casa per il premio assicurativo? In quel momento, pensai di no, ma quando lessi che lei era stata arrestata per ricettazione di antichissime ricette per cucinare la carna bollita, cambiai idea. Che lesse, le donne.




Un post alla “Bergonzoni light”?
Sciuscia´s last blog ..Vacanze pezzenti: la Trombonave [parte 2]
@Sciuscia
Bergonzoni è un grande giocoliere. Ti ringrazio per l’accostamento.
Ps: ti ho linkato.
tutta ‘sta tiritera arrapante, per un Bollito?!?!?

Saamaya´s last blog ..Chiudimi le labbra
Mitttttticoooo!!!
Franz´s last blog ..Influenza A: 200.000 casi. Gli 11 morti erano tutti già in condizioni patologiche.
@Franz
Thanks.
Fammi il piacere, non scrivere più niente, salveresti l’ umanità