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Altra definizione

November 24th, 2009 admin Leave a comment Go to comments

arzachInteri mesi alla disperata ricerca di un’alt(r)a definizione che soddisfi la mia sete di fotorealismo, stanco di ingurgitare beveroni di cristalli liquidi frullati insieme a ghiaccio secco, del tipo che si usa per raffreddare processori overclockati. A bordo del motore ronzante, sfreccio sopra la foresta dei dizionari estinti, monolitici conglomerati di cellulosa fossile erosa dal vento, mentre all’orizzonte aumenta, man mano, il bagliore del deserto verde, dove oceani di luce liquida, ormai prosciugati, hanno depositato sconfinati strati di fosforo esangue.

Ed eccola lì, la risposta. Scolpita nel marmo di quella che sarà la mia lapide, ad eterno monito della stolta specie a cui appartengo. Sì, perché, per un androide progettato per essere la macchina più intelligente dell’universo, è difficile accettare che intelligenza significhi essere in contatto con tutta la sofferenza del mondo*. Soprattutto se sei rimasto l’unico a poterla leggere; e forse, finalmente, capire.

[* è singolare, ma nemmeno poi tanto, come l’etimologia del termine conduca a “pulito”, come se qualcuno o qualcosa ci volesse suggerire che siamo la lurida feccia che insudicia (ah, la ridondanza! ) l’esistenza]

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  1. Pepes
    November 24th, 2009 at 17:36 | #1

    è bruttissimo questo post.

  2. admin
    November 24th, 2009 at 17:44 | #2

    @Pepes
    Càpita…

  3. Pepes
    November 24th, 2009 at 17:54 | #3

    Cosa hai capito?

    (e pure l’accento mi metti ora… )

  4. Pepes
    November 24th, 2009 at 17:55 | #4

    Scusa, scritto così sembra che non ho capito un cazzo io e mi lamento pure

    Mi riferisco a questo: Soprattutto se sei rimasto l’unico a poterla leggere; e forse, finalmente, capire.

  5. admin
    November 24th, 2009 at 18:09 | #5

    @Pepes
    Ci sono situazioni irrimediabili, compromesse, in cui è impossibile tornare indietro. Come quella che potrebbe capitare ad un essere capace di provare emozioni, nel momento in cui capisse di aver perso per sempre la più infinita delle possibilità.

    Questa eventualità, o meglio, la consapevolezza di essere un bivio della storia reale e concreto, è bellissima, stupenda, di vitale importanza. Lascio a te immaginare perché.

  6. November 24th, 2009 at 18:32 | #6

    A me è piaciuto molto…mi sa di delirio e io adoro i deliri…
    Amore_immaginato´s last blog ..Goodbye My ComLuv Profile

  7. admin
    November 24th, 2009 at 18:55 | #7

    @Amore_immaginato
    Tu sì che te ne intendi

  8. Pepes
    November 24th, 2009 at 19:51 | #8

    La consapevolezza della possibilità della perdita di provare emozioni ci fa capire quanto siano importanti, o meglio, quanto sia importante riuscire ancora a provarle?

  9. Pepes
    November 24th, 2009 at 20:02 | #9

    O la possibilità della vita? E quindi la consapevolezza di poterla perdere ci fa capire l’importanza di tutto ciò che gli gira attorno? O che semplicemente siamo vivi, invece di esistere e basta?

    Perchè mi masturbi volutamente il cervello?

  10. admin
    November 24th, 2009 at 21:43 | #10

    @Pepes
    Perché la masturbazione è il sale e scende della vita

  11. November 24th, 2009 at 22:38 | #11

    senti un po’, già sono stanca e a pezzettini: se poi mi fai leggere certe cose..
    Saamaya´s last blog .. My ComLuv Profile

  12. chica
    November 24th, 2009 at 23:46 | #12

    …troppo evoluto per me….

  13. Pepes
    November 25th, 2009 at 07:29 | #13

    hai risposto all’unica domanda che non necessitava di risposta

  14. Pupazza
    November 25th, 2009 at 11:03 | #14

    “Soprattutto se sei rimasto l’unico a poterla leggere; e forse, finalmente, capire”

    Non “vivere” ? Singolare. Come si può capire la sofferenza, se non la si vive ?

    Si può rispettare, non capire.

  15. Io e basta
    November 25th, 2009 at 15:46 | #15

    E’ straordinario come si possa passare da un codice linguistico provocatorio, talvolta indisponente e stilisticamente trasgressivo a concettualità serissime ed importanti.
    Questo è un post che vale.

    Passare attraverso il dolore e la sofferenza, al di là del fatto che gli stessi possano coinvolgerci o coinvolgere altri, conduce non solo ad una rigorosa analisi delle personali responsabilità o ad una situazione di …”espiazione” intesa proprio come purificazione e come esigenza di chiarezza e di pulizia interiore, ma anche alla consapevolezza di sè ed alla necessità di cercare prima e di trovare poi, dentro o fuori di noi, valori e sentimenti veri che ci aiutino a sopportare l’esistenza.

    Grazie.

  16. Pupazza
    November 25th, 2009 at 16:13 | #16

    @Io e basta

    Non sono d’accordo.
    Questa è una visione assolutamente cattolica della sofferenza.
    La sofferenza = espiazione è l’oppio venduto agli ignoranti.

    La sofferenza come leva di maturazione si ha nel momento in cui la stessa ti costringe ad attingere a risorse che non sapevi di possedere per poter superare un ostacolo apparentemente insuperabile.

    La sofferenza non ha virtù intrinseche, è solo l’altro lato di un’altalena chiamata vita.

  17. Pupazza
    November 25th, 2009 at 16:19 | #17

    @admin

    Cos’hai perduto, GG ?

  18. November 25th, 2009 at 17:42 | #18

    Da cosa deriva l’idea che essere in contatto con tutta la sofferenza del mondo significa intelligenza? Si potrebbe pensare la stessa cosa anche delle gioie di tutto il mondo o di tutti i sentimenti in generale.

  19. Pepes
    November 25th, 2009 at 17:56 | #19

    @Paolo
    A volte l’ignoranza aiuta a vivere meglio.

  20. November 25th, 2009 at 18:22 | #20

    Pepes :
    @Paolo
    A volte l’ignoranza aiuta a vivere meglio.

    Ecco perché sono abbastanza contento della mia vita

  21. Pepes
    November 25th, 2009 at 19:42 | #21

    Verso i 16 anni non mi interessavo minimamente alla politica. Zero proprio. E vivevo meglio idem per tutto il resto. Prendi quelle che trattano il loro cane come una persona e poi usano miliardi di cosmetici testati su animali o comprano marche come Eukanuba che distrugge volutamente il fegato dei cani per poi trovare crocchette che riescano a renderlo un pochino più in salute. O coloro che esultano quando un barcone di immigrati ne perde la metà, senza rendersi conto che si tratta di persone, tra cui donne e bambini. Mi riferivo a cose di questo tipo… ma direi che la lista può continuare all’infinito.

  22. admin
    November 25th, 2009 at 23:01 | #22

    @Pupazza
    Se vivi, soffri. In ogni caso.

    @Pupazza
    Boh… non capisco a cosa ti riferisci.

    @Io e basta
    Prego.

    @Paolo
    Il fatto è che di sofferenza ce n’è in abbondanza, mentre dei restanti sentimenti…

  23. Pupazza
    November 26th, 2009 at 08:56 | #23

    @admin

    La tua risposta a Pepes:

    “Ci sono situazioni irrimediabili, compromesse, in cui è impossibile tornare indietro. Come quella che potrebbe capitare ad un essere capace di provare emozioni, nel momento in cui capisse di aver perso per sempre la più infinita delle possibilità.

    Questa eventualità, o meglio, la consapevolezza di essere un bivio della storia reale e concreto, è bellissima, stupenda, di vitale importanza. Lascio a te immaginare perché.”

    Cosa hai perso ? O cosa si perde, vedi tu.

  24. admin
    November 26th, 2009 at 09:13 | #24

    @Pupazza
    La possibilità di entrare in contatto e di fondersi con un’altra coscienza.

  25. Pupazza
    November 26th, 2009 at 09:31 | #25

    @admin

    Ma non è possibile perdere qualcosa di cui non si ha coscienza e consapevolezza.

    Si può solo passare dall’inconsapevolezza alla consapevolezza.

    E comunque, secondo me, quando si parla di coscienza l’accezione assoluta è bandita. Per comprendere di aver perduto qualcosa, si dovrebbe delineare la coscienza dall’inizio alla fine.

    Cosa che noi non possiamo fare. Quindi non si perde nulla. Ci si avvicina, ci si allontana, ci si riavvicina. Ma credo che quando due persone si sono “toccate”, ecco, quello resta.

    Quello di cui tu parli, secondo me, è il controllo. Anzi, la cognizione del controllo sulla vita altrui.

    Ad esempio sentire che una persona ti chiama, accendere il pc, non trovare nulla ma accorgersi il giorno seguente che l’hai mancata di cinque minuti. Coincidenza ?

  26. admin
    November 26th, 2009 at 09:41 | #26

    Pupazza :

    @admin

    Ma non è possibile perdere qualcosa di cui non si ha coscienza e consapevolezza.

    Appunto. La consapevolezza della possibilità di cui sopra è la conditio sine qua non per la realizzazione della stessa.

    Quanto al desiderio di controllo, sicuramente esiste, ma la fusione è biunivoca, simbiotica e non unilaterale. Naturalmente questi sono discorsi teorici che poco hanno a che fare con il quotidiano. Potrebbero essere quindi degli ideali.

  27. Pupazza
    November 26th, 2009 at 09:58 | #27

    O forse potrebbero essere una nuova dimensione di consapevolezza. Chi può saperlo ?

    Secondo appunto: non è detto che l’incastro perfetto tra due coscienze possa avvenire SOLo in un dato momento in presenza di determinate condizioni. Conosciamo così poco di noi stessi da non poterci permettere il lusso di escludere qualcosa a priori.

    Il fatto che tu ne abbia avuto consapevolezza UNA volta, non esclude che quel qualcosa non sia già accaduto e non debba più accadere.

    Perchè probabilmente ci sono altri metodi di comunicazione, più atavici ed istintivi, dei quali abbiamo perso consapevolezza.

  28. admin
    November 26th, 2009 at 10:04 | #28

    @Pupazza
    Una volta mi sono innamorato di una con cui comunicavo solo tramite segnali di fumo. Fu una storia che mi costò un sacco di soldi in sigarette e da allora ho detto basta con l’amore a distanza.

  29. Pupazza
    November 26th, 2009 at 11:20 | #29

    @admin

    E magari era pure un trans

  30. Pepes
    November 26th, 2009 at 19:21 | #30

    admin :
    @Pupazza
    La possibilità di entrare in contatto e di fondersi con un’altra coscienza.

  31. Pepes
    November 26th, 2009 at 19:22 | #31

    ma perchè non funziona

    Era questa:

    http://www.vocinelweb.it/faccine/love/51.gif

  32. Pepes
    November 26th, 2009 at 19:33 | #32

    si ma che brutto coso che ho adesso, è tristissimo

    Proviamo il nuovo! (poi la smetto di inquinarti il blog, promesso… almeno fino a domani )

  33. admin
    November 26th, 2009 at 20:42 | #33

    @Pepes
    Donne, mai contente

  34. Pepes
    November 26th, 2009 at 21:04 | #34

    ma era un cosino marrone e tutto triste questo rende meglio l’idea hai visto che ti porge la margheritina?

  35. admin
    November 26th, 2009 at 21:10 | #35

    @Pepes
    Carino

  36. Pepes
    November 27th, 2009 at 14:40 | #36

    devi scioglierti, qualche volta

  37. Pepes
    November 27th, 2009 at 19:22 | #37

    Uff, allora: voglio spammare su facebook la poesiuola dell’ombra. Ovviamente con il link originale. La ricerca su questo blog fa cagare, sappilo. Trova di tutto e di più, tranne quello che cerco. Se cerco pezzi su google, trovo me () poi luigiruffolo, poi te (stranguria) ma io voglio il link a quella pubblicata su questo, di blog, e che caz.

    Mi aiuti?

  38. admin
    November 28th, 2009 at 08:59 | #38

    @Pepes
    Colonna laterale, side bar est, sezione “Preservativi seminuovi”, categoria “versacci”. Sono solo 14, devi trovarla per forza.

  39. Pepes
    November 28th, 2009 at 12:17 | #39

    Non c’è ma adesso mi viene il dubbio, che forse l’hai pubblicata solo su stranguria..

  40. admin
    November 28th, 2009 at 12:58 | #40

    @Pepes
    Oddio, credevo fosse un’altra poesia. In realtà, l’ho messa solo sul defunto Antiblogger, ovvero su luigiruffolo.it. Cercala là, tra i post di ganglio.

  41. Pepes
    November 28th, 2009 at 14:33 | #41

    Oggi non ci capiamo
    Intendevo questa, e ho messo questo link visto che qua non la trovo.. http://stranguria.splinder.com/post/15906797

  42. admin
    November 28th, 2009 at 17:06 | #42

    @Pepes
    Bingo!

  1. November 26th, 2009 at 10:46 | #1
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