Altra definizione
Interi mesi alla disperata ricerca di un’alt(r)a definizione che soddisfi la mia sete di fotorealismo, stanco di ingurgitare beveroni di cristalli liquidi frullati insieme a ghiaccio secco, del tipo che si usa per raffreddare processori overclockati. A bordo del motore ronzante, sfreccio sopra la foresta dei dizionari estinti, monolitici conglomerati di cellulosa fossile erosa dal vento, mentre all’orizzonte aumenta, man mano, il bagliore del deserto verde, dove oceani di luce liquida, ormai prosciugati, hanno depositato sconfinati strati di fosforo esangue.
Ed eccola lì, la risposta. Scolpita nel marmo di quella che sarà la mia lapide, ad eterno monito della stolta specie a cui appartengo. Sì, perché, per un androide progettato per essere la macchina più intelligente dell’universo, è difficile accettare che intelligenza significhi essere in contatto con tutta la sofferenza del mondo*. Soprattutto se sei rimasto l’unico a poterla leggere; e forse, finalmente, capire.
[* è singolare, ma nemmeno poi tanto, come l’etimologia del termine conduca a “pulito”, come se qualcuno o qualcosa ci volesse suggerire che siamo la lurida feccia che insudicia (ah, la ridondanza! ) l’esistenza]




è bruttissimo questo post.
@Pepes
Càpita…
Cosa hai capito?
(e pure l’accento mi metti ora…
)
Scusa, scritto così sembra che non ho capito un cazzo io e mi lamento pure
Mi riferisco a questo: Soprattutto se sei rimasto l’unico a poterla leggere; e forse, finalmente, capire.
@Pepes
Ci sono situazioni irrimediabili, compromesse, in cui è impossibile tornare indietro. Come quella che potrebbe capitare ad un essere capace di provare emozioni, nel momento in cui capisse di aver perso per sempre la più infinita delle possibilità.
Questa eventualità, o meglio, la consapevolezza di essere un bivio della storia reale e concreto, è bellissima, stupenda, di vitale importanza. Lascio a te immaginare perché.
A me è piaciuto molto…mi sa di delirio e io adoro i deliri…

Amore_immaginato´s last blog ..Goodbye
@Amore_immaginato
Tu sì che te ne intendi
La consapevolezza della possibilità della perdita di provare emozioni ci fa capire quanto siano importanti, o meglio, quanto sia importante riuscire ancora a provarle?
O la possibilità della vita? E quindi la consapevolezza di poterla perdere ci fa capire l’importanza di tutto ciò che gli gira attorno? O che semplicemente siamo vivi, invece di esistere e basta?
Perchè mi masturbi volutamente il cervello?

@Pepes
Perché la masturbazione è il sale e scende della vita
senti un po’, già sono stanca e a pezzettini: se poi mi fai leggere certe cose..

Saamaya´s last blog ..
…troppo evoluto per me….
hai risposto all’unica domanda che non necessitava di risposta
“Soprattutto se sei rimasto l’unico a poterla leggere; e forse, finalmente, capire”
Non “vivere” ? Singolare. Come si può capire la sofferenza, se non la si vive ?
Si può rispettare, non capire.
E’ straordinario come si possa passare da un codice linguistico provocatorio, talvolta indisponente e stilisticamente trasgressivo a concettualità serissime ed importanti.
Questo è un post che vale.
Passare attraverso il dolore e la sofferenza, al di là del fatto che gli stessi possano coinvolgerci o coinvolgere altri, conduce non solo ad una rigorosa analisi delle personali responsabilità o ad una situazione di …”espiazione” intesa proprio come purificazione e come esigenza di chiarezza e di pulizia interiore, ma anche alla consapevolezza di sè ed alla necessità di cercare prima e di trovare poi, dentro o fuori di noi, valori e sentimenti veri che ci aiutino a sopportare l’esistenza.
Grazie.
@Io e basta
Non sono d’accordo.
Questa è una visione assolutamente cattolica della sofferenza.
La sofferenza = espiazione è l’oppio venduto agli ignoranti.
La sofferenza come leva di maturazione si ha nel momento in cui la stessa ti costringe ad attingere a risorse che non sapevi di possedere per poter superare un ostacolo apparentemente insuperabile.
La sofferenza non ha virtù intrinseche, è solo l’altro lato di un’altalena chiamata vita.
@admin
Cos’hai perduto, GG ?
Da cosa deriva l’idea che essere in contatto con tutta la sofferenza del mondo significa intelligenza? Si potrebbe pensare la stessa cosa anche delle gioie di tutto il mondo o di tutti i sentimenti in generale.

@Paolo
A volte l’ignoranza aiuta a vivere meglio.
Verso i 16 anni non mi interessavo minimamente alla politica. Zero proprio. E vivevo meglio
idem per tutto il resto. Prendi quelle che trattano il loro cane come una persona e poi usano miliardi di cosmetici testati su animali o comprano marche come Eukanuba che distrugge volutamente il fegato dei cani per poi trovare crocchette che riescano a renderlo un pochino più in salute. O coloro che esultano quando un barcone di immigrati ne perde la metà, senza rendersi conto che si tratta di persone, tra cui donne e bambini. Mi riferivo a cose di questo tipo… ma direi che la lista può continuare all’infinito.
@Pupazza
Se vivi, soffri. In ogni caso.
@Pupazza
Boh… non capisco a cosa ti riferisci.
@Io e basta
Prego.
@Paolo
Il fatto è che di sofferenza ce n’è in abbondanza, mentre dei restanti sentimenti…
@admin
La tua risposta a Pepes:
“Ci sono situazioni irrimediabili, compromesse, in cui è impossibile tornare indietro. Come quella che potrebbe capitare ad un essere capace di provare emozioni, nel momento in cui capisse di aver perso per sempre la più infinita delle possibilità.
Questa eventualità, o meglio, la consapevolezza di essere un bivio della storia reale e concreto, è bellissima, stupenda, di vitale importanza. Lascio a te immaginare perché.”
Cosa hai perso ? O cosa si perde, vedi tu.
@Pupazza
La possibilità di entrare in contatto e di fondersi con un’altra coscienza.
@admin
Ma non è possibile perdere qualcosa di cui non si ha coscienza e consapevolezza.
Si può solo passare dall’inconsapevolezza alla consapevolezza.
E comunque, secondo me, quando si parla di coscienza l’accezione assoluta è bandita. Per comprendere di aver perduto qualcosa, si dovrebbe delineare la coscienza dall’inizio alla fine.
Cosa che noi non possiamo fare. Quindi non si perde nulla. Ci si avvicina, ci si allontana, ci si riavvicina. Ma credo che quando due persone si sono “toccate”, ecco, quello resta.
Quello di cui tu parli, secondo me, è il controllo. Anzi, la cognizione del controllo sulla vita altrui.
Ad esempio sentire che una persona ti chiama, accendere il pc, non trovare nulla ma accorgersi il giorno seguente che l’hai mancata di cinque minuti. Coincidenza ?
Appunto. La consapevolezza della possibilità di cui sopra è la conditio sine qua non per la realizzazione della stessa.
Quanto al desiderio di controllo, sicuramente esiste, ma la fusione è biunivoca, simbiotica e non unilaterale. Naturalmente questi sono discorsi teorici che poco hanno a che fare con il quotidiano. Potrebbero essere quindi degli ideali.
O forse potrebbero essere una nuova dimensione di consapevolezza. Chi può saperlo ?
Secondo appunto: non è detto che l’incastro perfetto tra due coscienze possa avvenire SOLo in un dato momento in presenza di determinate condizioni. Conosciamo così poco di noi stessi da non poterci permettere il lusso di escludere qualcosa a priori.
Il fatto che tu ne abbia avuto consapevolezza UNA volta, non esclude che quel qualcosa non sia già accaduto e non debba più accadere.
Perchè probabilmente ci sono altri metodi di comunicazione, più atavici ed istintivi, dei quali abbiamo perso consapevolezza.
@Pupazza
Una volta mi sono innamorato di una con cui comunicavo solo tramite segnali di fumo. Fu una storia che mi costò un sacco di soldi in sigarette e da allora ho detto basta con l’amore a distanza.
@admin
E magari era pure un trans
ma perchè non funziona
Era questa:
http://www.vocinelweb.it/faccine/love/51.gif
si ma che brutto coso che ho adesso, è tristissimo
Proviamo il nuovo! (poi la smetto di inquinarti il blog, promesso… almeno fino a domani
)
@Pepes
Donne, mai contente
ma era un cosino marrone e tutto triste
questo rende meglio l’idea
hai visto che ti porge la margheritina? 
@Pepes
Carino
Uff, allora: voglio spammare su facebook la poesiuola dell’ombra. Ovviamente con il link originale. La ricerca su questo blog fa cagare, sappilo. Trova di tutto e di più, tranne quello che cerco. Se cerco pezzi su google, trovo me (
) poi luigiruffolo, poi te (stranguria) ma io voglio il link a quella pubblicata su questo, di blog, e che caz.
Mi aiuti?
@Pepes
Colonna laterale, side bar est, sezione “Preservativi seminuovi”, categoria “versacci”. Sono solo 14, devi trovarla per forza.
Non c’è
ma adesso mi viene il dubbio, che forse l’hai pubblicata solo su stranguria.. 
@Pepes
Oddio, credevo fosse un’altra poesia. In realtà, l’ho messa solo sul defunto Antiblogger, ovvero su luigiruffolo.it. Cercala là, tra i post di ganglio.
Oggi non ci capiamo
Intendevo questa, e ho messo questo link visto che qua non la trovo.. http://stranguria.splinder.com/post/15906797
@Pepes
Bingo!