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Silvio, stipaci tu in questi nuovi loculi

November 7th, 2009 admin Leave a comment Go to comments

lego-legoLa frase echeggia nella testa come una palla da flipper impazzita. Stonata, malata nella propria costruzione sintattica, forse infetta, probabilmente secreta da un cervello lobotomizzato, incancrenito, arrugginito, corroso da acidi desossiribonucleici avariati e da rancide basi azotate, stipate, chissà da quanti millenni, in barili ricoperti di muffe, muschi e licheni.

“Al di là di come uno possa pensarla politicamente, quello che stanno facendo in Abruzzo è eccezionale.”

Fenomenale? Straordinario? Miracoloso? Boh, non ricordo esattamente quale fosse l’aggettivo associato all’opera di ricostruzione delle zone colpite dal sisma, ma sono sicuro che il giudizio fosse estremamente positivo. D’altra parte, colui che ha modulato foneticamente l’enunciato se ne era uscito, qualche anno prima, anche con un’altra perla di saggezza: “Se c’era uno che poteva cambiare l’Italia, quello era Berlusconi.”

C’era allora un po’ d’amarezza nel constatare come in cinque anni di governo del promesso nuovo miracolo italiano non fosse cambiato praticamente niente. Era stato duro riconoscerlo, ma l’evidenza era davvero troppo evidente per essere negata. E adesso, siamo tornati al punto di partenza? C’è stato un reset che ha annullato quell’amarezza? Se c’è stato, non me ne sono accorto, ma qualcuno deve aver premuto il pulsante che azzera la memoria e riporta ad un tempo in cui è tutto come se l’Italia fosse stata governata dai comunisti fino all’altro ieri, come se tutto ciò che va male fosse da imputare a loro e tutto ciò che funziona a Silvio ed alla sua bacchetta magica.

Ma vediamo di non perdere di vista la realtà. In Abruzzo, Berlusconi sta costruendo un mega spot elettorale tetra-dimensionale. Perché la consegna in presa (per il culo) diretta delle nuove case ai terremotati, in tempi effettivamente da record, induce le menti semplici a pensare che, siccome nessuno mai aveva fatto una cosa del genere, allora deve essere per forza un miracolo di San Silvio da Arcore. Ma quello che bisognerebbe chiedersi è: quanto sono venute a costare quelle case? Quali vincoli paesaggistici sono stati aggirati grazie alla pressione del Governo? Quante pratiche sono state scavalcate per far fare bella figura alla maggioranza? Quanti mafiosi sono stati pagati per permettere che nessun mafioso clandestino si intrufolasse negli appalti?

No, perché è chiaro che il Governo ha una grossa arma di ricatto nei confronti degli enti locali: se non fai come dico io, ti taglio i fondi. Lo sanno bene gli amministratori locali che devono fare i conti con province e regioni di altro colore politico, figuriamoci se non lo sa chi ha in mano le chiavi delle casse erariali.

Poi, velocizzare la burocrazia, per il Governo, è un giochetto da ragazzi: c’è un’urgenza, quella di far vedere che il Governo è efficiente, quindi non rompete le balle: le concessioni edilizie per la ricostruzione delle zone colpite dal sisma hanno la precedenza su tutto, sì, anche sulle tue, povero cittadino qualsiasi che aspetti da tre anni la licenza per tinteggiare quella staccionata nel tuo rudere di campagna.

Insomma, dai, è troppo palese: si tratta di uno spot unilaterale pagato indirettamente con le tasse di tutti quelli che le pagano, alla faccia di chi afferma che i soldi vengono da privati e dalle raccolte fondi. Balle. Lo Stato ha cacciato i soldi e se qualcosa è venuto dal privato lo si pagherà in termini di sottrazione alla spesa comune. Dai, non raccontiamo frottole: nulla si crea e nulla si distrugge. Anche perché sennò non avrebbe senso la consegna delle case da parte del Presidente del Consiglio: cosa fa, consegna case pagate da privati cittadini, prendendosi meriti che non ha? Oddio, sarebbe anche capace di farlo, ma la verità è che le mani nella tasche degli italiani le ha messe e le metterà sotto forma di crediti di imposta e finanziamenti agevolati, forme di pagamento altrimenti note come debiti che prima o poi dovranno essere saldati, così come le casse di coloro i quali sabbero disposti a farsi tumulare vivi in comodi loculi monodose piuttosto che ammettere d’aver creduto a degli stupidi slogan pre, intra e post elettorali.

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  1. November 7th, 2009 at 15:20 | #1

    La politica della campagna elettorale permanente.
    Sciuscia´s last blog ..L’ARTISTA ovvero A VOLTE PURE IO SCRIVO COSE SERIE My ComLuv Profile

  2. November 7th, 2009 at 16:04 | #2

    Inoltre, in emergenza conclamata è sospesa la procedura ordinaria e la “ricostruzione” puo’ avvenire senza gara d’appalto ad evidenza pub(bl)ica.
    Un piatto particolarmente ricco per clientelarismi, corruzione, mafia, insomma, per fare un po’ come gli pare i loro porci comodi miliardari.
    Mah….

  3. admin
    November 7th, 2009 at 17:14 | #3

    @Sciuscia
    Già, permanente, come disse la contessa calva alla parrucchiera cieca…

    @WoClaPri
    Evidenza pubica: v. risposta al commento precedente.

  4. November 8th, 2009 at 03:25 | #4

    Sono o forse è meglio dire ero de L’Aquila e vi assicuro che la ricostruzione non è mai partita al centro ci sono ancora le macerie come il 6 aprile, semmai si può parlare di costruzione certo a me sembra più speculazione edilizia di stato di fatti terreni agricoli, pagati come tali agli espropriati, in nome dell’emergenza per magia son diventati edificabili per costruirci su 4-5000 loculi full optional e l’italiota beota tra una sbirciata alle gambe della Balivo, tra l’altro niente male, e le cazzate dello psikonano pensa che a L’Aquila sia tutto ok.
    L’Aquila è una città MORTA e il nano la seppellirà

  5. admin
    November 8th, 2009 at 09:18 | #5

    @buscialacroce
    Grazie per la testimonianza.

  1. November 8th, 2009 at 10:09 | #1
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