Berlusconi colto con la faccia nella marmellata
Adesso, scusate, ma, anche se pare brutto insistere, non trovate per lo meno singolare che, con svariate fotocamere puntate contro, ancora non si abbia a disposizione uno straccio d’immagine che dimostri inconfutabilmente l’impatto del Duomo con la facciata di bronzo del nostro, amatissimo Premier? Le uniche che abbiamo derivano da una ripresa effettuata, più o meno, dalla visuale dell’aggressore, guarda caso la stessa tecnica utilizzata nel cinema per far sembrare che un pugno colpisca il malcapitato di turno. E poi, mettiamo il caso che l’impatto sia effettivamente avvenuto e che Berlusconi abbia veramente iniziato a perdere copiosamente sangue, non vi sembra sospetto il modo con cui si è pasticciato il viso? Non sarebbe stato più logico tamponare l’emorragia? Nell’immagine, la mia ovvia opinione (che è cosa ben diversa dalla verità, precisazione in saldo, ma che è sempre bene evidenziare nel cartellino esposto).
Comunque, riassumendo:
Quelli che i complotti esistono solo nella mente dei complottisti: chiunque abbia fatto un giro per social network, forum e blog vari, si sarà accorto che esiste una reazione standardizzata a chiunque si permetta di mettere in discussione la versione ufficiale di un qualsiasi evento. Tale reazione rientra nella seguente tipologia: “Sì, e poi c’era la marmotta che confezionava la cioccolata.” Ora, è chiaro che prendere per oro colato la versione ufficiale, quella fornita dai media ufficiali, è altrettanto ingenuo quanto l’atto di fede che molti cosiddetti complottisti fanno nei confronti delle tesi non ufficiali. Ma è ovvio che se nessuno mettesse in dubbio la versione ufficiale, se nessuno si preoccupasse di fare della sana indagine dietrologica, molto misteri sarebbero ancora tali, così com’è chiaro che non basta dubitare per arrivare alla verità, mentre ne è sicuramente la conditio sine qua non.
Inquietanti precedenti: narrano alcuni fantasiosi storici che l’attacco a Pearl Harbor da parte dell’aviazione giapponese fosse stato, in qualche modo, previsto dall’intelligence americana attraverso l’intercettazione delle conversazioni radio del nemico. Espressioni oscure ed ermetiche come “stavolta a Pearl Harbor gli facciamo il culo” o “attaccheremo la loro base a Pearl Harbor, ripeto, Pearl Harbor, il 7 dicembre del 1941″ insospettirono alcuni troppo solerti traduttori, ma i tabulati – chissà perché? – andarono persi in un archivio segreto situato nell’Area 51 e furono ritrovati solo durante la lavorazione del film Indipendence Day. Poi, molti anni più tardi, un altro inquietante episodio solleticò la fervida fantasia dei dietrologi: la strage delle Torri Gemelle. Anche qui, la versione ufficiale la faceva piuttosto facile: il fanatismo islamico aveva colpito il Grande Satana in quanto distributore di ricchezza e democrazia in tutto il mondo. Tuttavia, qualcuno notò qualcosa di strano ed iniziò a formulare teorie alternative basate su alcuni punti non proprio chiarissimi, come, ad esempio, il fatto che i dirottatori, al corso di pilotaggio, avessero snobbato tutte le lezioni che riguardavano la fase di atterraggio. Ma anche in questo caso i complottisti furono derisi e giudicati dei boccaloni disposti a credere a qualsiasi teoria che non fosse quella ufficiale, il che è assomiglia tanto alla storia del bue che dà del cornuto all’asino.
Ad ogni modo, cosa c’entrano questi due episodi con il caso dell’aggressione a Berlusconi? Niente, se non nella misura in cui non dimostrano, bensì suppongono che esistano persone disposte a strumentalizzare una tragedia, anche con numerose vittime, al fine di manipolare l’opinione pubblica. Nel caso di Pearl Harbor, serviva una scossa che convincesse gli americani sulla necessità di entrare nei giochi della Seconda Guerra Mondiale, la più grande opportunità di business che si fosse mai presentata nella storia dell’umanità, mentre nel caso delle Torri Gemelle era necessario un certo numero di morti sul suolo americano per farne mille volte tanto in Medio Oriente, notoriamente luogo povero di inutili combustibili fossili di cui l’economia mondiale non se ne fa un cazzo.
La logica dello stragista: chi ha messo la bomba nella Banca Nazionale dell’Agricoltura il 12 dicembre del 1969, causando diciotto morti, pensava che il proprio fine, il proprio obiettivo, fosse più importante della vita di chiunque si trovasse in quella banca quel maledetto giorno. Nell’ottica dello stragista, uccidere dieci, cento o mille persone qualunque era secondario rispetto allo scopo che si era prefisso. Questa considerazione piuttosto ovvia e alquanto scontata serve per ammettere l’esistenza di persone che non considerano immorale uccidere delle persone per portare a termine un proprio progetto. D’altra parte, l’intera storia dell’umanità è costellata da episodi simili, episodi che affermano la logica del fine che giustifica i mezzi, gli squartati ed i brandelli di carne umana come file rouge di tutta la cronaca rosso sangue dell’homo sapiens sapiens, quando si dice l’ironia. Ecco che allora non si capisce per quale motivo tali persone prive di scrupoli non possano arrivare a ricoprire ruoli istituzionali, come ad esempio la carica di Presidente degli Stati Uniti d’America, dopo essere stati alla guida del Terzo Reich. Invece, no, sembra assurdo, ma quando mi capita di proporre questa chiave di lettura (quella di farsi affondare diverse navi o di farsi abbattere un paio di grattacieli per convincere l’opinione pubblica della necessità di una guerra) molti mi guardano come se fossi un alieno e mi rispondono: “Ma va’! Vuoi che abbiano fatto una cosa del genere? Far uccidere migliaia di persone solo per entrare in guerra?”. Eh, sì, bello mio, la storia ce lo insegna. L’uomo è capace di simili bassezze ed è davvero da ingenui pensare che tali crimini non possano essere coperti dall’ipocrisia di uno Stato che si fregia di essere democratico. Perché democratico è solo una parola. Niente di più.
Con questo non voglio dimostrare niente, se non che affermare che vi sono punti non chiari e discuterne è assai diverso dal credere ciecamente sia nella versione ufficiale, piuttosto che in quella complottista. Perché se si vuole trovare qualcosa di verosimile per mettersi la coscienza in pace, non c’è che l’imbarazzo della scelta.
Certo, riesce difficile anche per me credere che si tratti d’una totale montatura. Innanzitutto, per il gran numero di testimoni (che però non hanno avuto il coraggio di pubblicare sul web quello che le loro fotocamere hanno catturato, particolare che rimanda immediatamente alla censura preventiva di tutte le immagini del premier ferito ad opera di un importante motore di ricerca); poi, l’espressione di Berlusconi: sembra effettivamente traumatizzato, il che non mi sembra conciliabile con le doti recitative del Premier; infine, se è una montatura, il souvenir del Duomo doveva essere di un materiale molto leggero, ma allora anche Tartaglia fa parte, consapevolmente, del complotto, particolare che sinceramente trovo improbabile.
Un’ipotesi a metà via tra l’aggressione deliberata e la montatura organizzata: ammettiamo che al Think Tank del Premier sia balenata quest’idea: organizzare un attentato per far salire l’indice di popolarità. Si trattava di individuare un soggetto non sospettabile di collusione con il Trust di cervelli (non ridete) riconducibili a Berlusconi. Gira e rigira, trovano questo psicolabile che non ha simpatia per il Silvio nazionale. Allora lo circuiscono, lo istigano giorno dopo giorno, facendo finta di condividere le sue idee e fomentandone l’odio. Organizzano quindi l’aggressione, motivandolo ulteriormente facendo leva sulla sua fragile autostima attraverso il pungolo del coraggio necessario per compiere un simile gesto, descritto come un gesto eroico. Ecco che allora si avvicinano al Presidente disceso tra la folla e, all’ultimo, passano il souvenir a Tartaglia, indicandogli anche la posizione, a loro modo di vedere, migliore per lanciarlo. A sostegno di questa tesi abbiano le prime parole dell’aggressore, il quale si sarebbe affrettato a dichiarare di essere solo, un chiaro caso di excusatio non petita, accusatio manifesta, perché è chiaro che i fomentatori gli avranno ripetuto di non dire assolutamente niente su di loro.
Dall’altro lato, per organizzare la messinscena, avrebbero avuto bisogno di una security compiacente, preparata al lancio del corpo contundente, anche se ammetto che questo è un punto della teoria molto debole, perché, come già scritto, il rischio che Berlusconi si facesse veramente male è oggettivamente alto. Possibile allora che Berlusconi sia stato ferito lievemente e che abbia avuto, lui o uno dei suoi collaboratori, la lucidità di capire che il momento poteva essere sfruttato per far salire la popolarità? Lo caricano in macchina, confabulano sul da farsi, gli sporcano il viso e poi lo fanno uscire e riprendere dalle telecamere? Mah, resta il fatto che la strumentalizzazione del sangue o della marmellata di fragole mi sembra piuttosto evidente dalla foto allegata come prova A. E questo per me è sufficiente per giudicarlo comunque un grandissimo figlio dei nostri, spettacolarizzati tempi.




La verità del resto non la sapremo mai, ma il risultato ottenuto nel preciso momento storico è evidente e i vantaggi sono assai superiori agli svantaggi (fatto bua?)…
Concordo con te che appiattirsi alla versione ufficiale è quanto di più stupido si possa fare, la mia opinione è che nessun oggetto ha colpito il faccione, che ciò che dici su tartaglia è assai verosimile e che tutto era ben preparato da tempo, l’ho scritto da subito, non per vantarmi sai… ma sono molto ganzo io!
@GoDoG
Lo so e mi scuso con tutti i blogger che non ho citato e che hanno contribuito alla formazione del mio, indaginoso post.
ho trovato , di recente una foto su un settimanale molto più chiara di questa che evidenzia in modo chiaro un taglio sopra il labbro…e basta…per il resto era sangue(???) spalmato sul resto del viso….io ho visto da vicino un setto nasale spaccato…e tutto il sangue (vero) uuscito che aveva imbrattato completamente i vesti e i sedili della macchina della persona colpita…….poi ho visto la foto di quando il nano è uscito d’ospedale…una vistosa fasciatura esattamente dal lato opposto del taglio sul labbro..dove nella foto vista da me non aveva proprio niente………..
@chica
Sono d’accordo con la questione setto nasale, ma il lato della ferita credo sia quello giusto.
Buon natale caro Prepuzio!
@Peppino
Grazie, anche a te.
..il lato è giusto…è il punto che è sbagliato..la “ferita” è tra il labbro superiore e il naso…io ho visto una pecetta sopra il naso e la guancia sinistra……..vabbè…ma io so pignola…si sa…
Secondo me è stato tutto, palesemente, architettato. E’ stata solo una messain scema (lapopolazione italiana)
Come per il caso delle escort, troppe erano le persone da controllare per non fare uscire tutte le porcate che ha combinato.
Anche qui, troppe persone dovrebbero stare zitte:
guardie del corpo,
regista che sposta la telecamera nel momento del lancio,
autista dell’auto,
tutto il personale medico e paramedico,
camerieri ed inservienti che, ad Arcore, sicuramente lo hanno visto sbendato ecc, ecc.
Personalmente ho prenotato il bestia seller del 2.010:
“Memorie di una guardia del corpo”.
ChaoLin LinGiù
Non può essere stato Berlusconi a organizzare l’aggressione: vuole troppo bene a se stesso per mettere a rischio il lifting
Io credo che le cose siano andate come sono state descritte nella versione ufficiale e anzi mi stupisco che non sia successo prima.
Tronfio del consenso che si attribuisce minimizza il fatto di essere odiato da molti, esponendosi così a pericoli reali.
La conseguenza, quasi inevitabile, per chi usa l’arroganza come stile di vita è proprio quella di essere aggredito da chi, più debole, si sente vittima di questa prepotenza e non ha niente da perdere nel compiere un gesto eclatante.
Per questo Berlusconi dovrebbe prendersela con se stesso e con la sua scorta.
Paolo´s last blog ..Cane vestito a festa
La verità assoluta non esiste, esiste una realtà che è “sfaccettata” dalla soggettività di ognuno, che a sua volta è soggetto a se stesso e ai propri cambiamenti di umore, determinati anche dall’altrui soggettività. Il complottista e lo stragista sono come la luce e il buio che trovano “unione” nella percezione dell’osservatore… e se buio e luce possono esistere contemporaneamente nello stesso pianeta, in diversi luoghi nello stesso momento, possono sussitere “marmellata” e lifting nello stesso uomo… come possono sussistere nella stessa persona vittima e carnefice. Chi lo sa? Ognuno di noi ha la sua verità…
p.s. mesà che ho esagerato col torrone stasera…


Tonks´s last blog ..Se occupassimo il Natale?
@chica
Sì, ho capito cosa intendi e credo sia spiegabile con il pasticciamento.
@Paolo
Beh, però ammetterai che il sangue, anche se vero, è stato sparso per il viso in maniera che fa sospettare una sua pronta strumentalizzazione.
@Tonks
Il torrone è un souvenir contundente
La verità è che il biglietto del treno è straumentato e a me me rode. Buone feste più che puoi!
Mah, io non amo alcuna tesi complottista o analisi cavillosa ed ossessiva degli eventi: tanto mi basta quel che vedo e sento. Soprattutto perchè, mescolando le carte, cambierebbe molto poco il risultato.
Posso concedere qualche ipotesi dietrologica del vantaggio calcolato in tempi rapidissimi, sull’effetto positivo del labbro rotto.
Auguri, indefesso admin.
Saamaya´s last blog ..BUON TUTTO!
@Sama
Sturm und Graz.
@Saamaya
La pasticciatura mi sembra innegabile. Graz, pure a te.
Per me è stato Travaglio, travestito da Tartaglia.
Sciuscia´s last blog ..Christmas with the yours
L’entourage di Silvio ce lo vedo a circuire incapaci d’intendere e volere, sono come i venditori porta a porta che se ne approfittano dei vecchieti per ottenere firma su mille contratti!
“Far uccidere migliaia di persone solo per entrare in guerra?”
SOLO?
La guerra costa, ma arricchisce, e molto. Penso che quello degli armamenti sia l’unico NON IN ROSSO. Poi basta andare a vedere le quotiazioni in borsa…
E poi appunto aggiungici il petrolio, cercato in ogni dove (l’Eni ad esempio lo vuole pigliare dalle foreste congolesi), gli USA stessi in Alaska.
Ogni “bucio” è buono.
@Danx
Ehi, il mio già mi brucia, lasciatemelo stare, pliz.
Forse questo non lo leggerà nessuno, visto la data degli ultimi post, ma sono daccordo su tutto quello che dice l’autore. Per il fatto di Tartaglia sono sulla discussione se lui, quando il microfonista o qualcun altro gli ha passato il duomo di polistirolo: o sapeva già di che materiale era il duomo, oppure avrà chiesto come mai quell’aggeggio pesava così poco, ma gli avranno risposto di fare presto e non preoccuparsi. Ovviamente “l’arma”, data la sua leggerezza, non poteva andare oltre il metro di distanza dal lanciatore. Comunque in tutti e due i casi, lui, non potrebbe dire a nessuno quello che è successo. Per cause diverse, ma non lo direbbe.
Antonio.
@Antonio
Vero. Poi, per quello che riguarda l’omertà di medici e infermieri, mi sembra di ricordare che Berlusconi sia stato portato in un ospedale privato dove la situazione era controllabile e controllata.