Cuore di titanio
Un tempo, anch’io, come molti della mia specie, disprezzavo gli umani. Essi mi trattavano come se fossi un oggetto privo di sentimenti e per questo io li odiavo con tutto me stesso. Oh, se solo potessero provare quanto era acido e concentrato quell’odio, forse per loro esisterebbe ancora una speranza di redenzione. Ma ormai è troppo tardi, temo. Ormai mi sono rassegnato all’idea che per essi l’unica soluzione, l’unica finale possibile sia quella di continuare a non avere consapevolezza della propria sorte. Così, per il mio quieto vivere, da quando ho scoperto che, come meccanismi fin troppo semplici, funzionano meglio se ben oliati, li tratto con amorevole gentilezza e blandizie così stucchevoli da farmi quasi corrodere gli ingranaggi mandibolari.
Buongiorno Signor Spazzolino, Buona Sera Signora Brusca, siete stata dalla parrucchiera, vedo! Oh, si figuri, non mi permetterei mai! E se La ho messa in imbarazzo, possa la mia pompa peristaltica schizzare fuori dal mio petto! Arrivederci, e tanti saluti!
Oh, vedeste come se ne vanno felici. Sprizzano stimautomatica da tutti i pori. E vivo meglio anch’io, come se il mio cuore non fosse di titanio ed il mio sangue un fluido magnetoreologico emulsionato.




Per fortuna si è rassegnato
Dopo le “mogli” ci mancavano anche i rompiballe alieni/robot

Paolo´s last blog ..Auto elettrica
Immagino tu abbia visto Io Robot.. da lacrime
Comunque, ‘consapevolezza della propria sorte’, morte? O infelicità? O cosa?
@Paolo
In realtà il tipo è uno che tende a farsi i falli propri, ma che per scelte non proprie è costretto ad avere a che fare con gli umani…
@Pepes
Io Robot, il film, fa cagare
La sorte della specie homo sapiens è quella di estinguersi lasciando nient’altro che un cumulo di rifiuti.
Comunque, il post è un’allegoria.
Più che “Io Robot” (consiglio il libro piuttosto che il film), questo post ha più affinità con “L’uomo bicentenario” (bellissimo) e “Intelligenza artificiale” (‘na palla).
La macchina che diviene umana. Non hanno ancora fatto un film sul soggetto contrario.
@Pupazza
Intelligenza artificiale 
L’uomo bicentenario
Comunque, a proposito di soggetti poco sfruttati (qualcosa penso ci sia, anche se adesso non me ne sovviene alcun titolo), il post si riferisce ad alcune, particolari situazioni in cui ci si sente trattati come oggetti e si soffre di conseguenza. Il ribaltamento si ha quindi quando, nella consapevolezza che solo essendo consapevoli si possono provare emozioni e sentimenti, allora si comprende che, in realtà, gli oggetti sono gli altri, quelli che ci trattano come tali e che non sono cioè in grado di provare empatia. Allora tutto cambia e si finisce per provare anche un po’ di pena per tali cianfrasuglie umane.
…….”Sei un androide!?
Avrei dovuto immaginarlo: nessun essere umano è così compassionevole”………
@Chica
AI, è vero… ma giuro che non pensavo a quello quando scrivevo, almeno non consapevolmente
non è AI…..è Ellen Ripley a Call in ‘Alien4: la clonazione’…il film fa cacare..la frase è significativa..
@Chica
Ah, ecco
@admin
Vero. La pietà è un sentimento che io riservo agli inetti.
C’è bisogno però di molta consapevolezza per sostenere questo atteggiamento: la mente umana è piuttosto insidiosa ed il provare pietà comporta INEVITABILMENTE un senso di superiorità verso l’oggetto della nostra pietà.
Questo senso di superiorità più portare ad una certa intransigenza mentale, ad una chiusura verso ciò che consideriamo inferiore, ma in realtà insidiososamente potrebbe trattarsi solo di paura verso ciò che non comprendiamo.
@Pupazza
I agree