Deodorante al patchouli per ascelle assai commosse
Io e la Xxxx stavamo bene insieme. Certo, ogni tanto litigavamo, lei mi diceva cose del tipo “sei uno stupido bambino di merda© e sto insieme a te solo perché mi fai pena e temo che tu possa suicidarti col rischio che tu non ci riesca e a me tocchi spiegare a non so chi che io non c’entro un cazzo col fatto che sei solo un bambino di merda© alquanto stupido”, ma poi facevamo la pace e tutto filava liscio sino alla litigata successiva.
Che poi, litigate… non è che fossero le tipiche litigate tra morosi, di quelle in cui ci si rinfacciano tutte le volte in cui si è scesi a compromessi per il bene della coppia e si stila una speciale classifica di merito su chi ha contribuito in maggior misura alla longevità del rapporto. No, semplicemente, senza nessun preavviso, Xxxx mi dava del bambino di merda© piuttosto stupido. E insinuava in modo, a dire il vero abbastanza esplicito, che in qualche modo le facevo pena e che se avesse trovato qualcosa di meglio mi avrebbe mollato senza nemmeno pensarci.
Ma tutto sommato io e la Xxxx eravamo una bella coppia, di quelle conflittuali, ma che poi, alla fine, sono sempre quelle che durano di più. Così, quando mi chiese d’andare a convivere, perché “tutte le mie amiche convivono, quindi non rompermi il cazzo e sgancia i soldi dei primi tre mesi d’affitto”, io fui entusiasta e non persi tempo nel mettere mano al blocchetto degli assegni. E andammo a vivere sotto lo stesso tetto.
Devo ammettere che i primi momenti furono difficili. La convivenza, si sa, non è mai semplice, perché mette a nudo tutte quelle piccole manie che da fidanzati si tendono a nascondere. Ma poi le cose si sistemarono, io cedetti alle sue pressioni di lasciare il mio lato del letto al suo cane, trasferendomi sul divano, e il primo anno filò via che quasi non ce ne accorgemmo.
Beh, sì, insomma… ogni tanto rincasava dal lavoro con la luna storta e quando io le chiedevo cosa desiderasse per cena lei mi ricordava di essere un bambino di merda© abbastanza stupido, ma, tutto sommato, se proprio dovessi stilare un bilancio del primo anno di convivenza, non potrei che sottoscrivere un giudizio più che positivo.
Poi, il fattaccio. Un mattino di febbraio vado a fare la spesa come al solito e – orrore e raccapriccio! – non riesco a trovare il mio deodorante preferito. Sconvolto, vago come un pazzo nel reparto profumeria in preda al panico più completo. Ma, niente, nessuna traccia del mio deodorante. Allora cerco disperatamente una commessa, il direttore del supermercato, un esorcista, qualcuno che mi possa aiutare a scoprire dove reperire l’unica cosa di cui mai avrei potuto fare a meno. La notizia mi gelò letteralmente il sangue: ritirato dal mercato in quanto aggiornato alla fragranza “patchouli”. Infatti, eccolo lì. Confezione praticamente uguale, se non per quella scritta in verde subito sotto il nome.
Cercando di riprendermi, soppeso lo spray nella mano, ancora scosso dalla scarica d’adrenalina, lo metto nel carrello, pago in stato di trance e mi dirigo verso casa con uno strano presagio che aleggia sotto le mie assai commosse ascelle: “Mi mollerà”. Me lo sentivo, ma fino all’ultimo non volli crederci. Arrivo a casa e cerco di calmarmi, d’essere razionale. Mi tranquillizzo con dei mantra ipnotici: “È solo suggestione, lei mi ama, il deodorante non c’entra niente.” Vado quindi a farmi la doccia. Esco, mi asciugo ed apro il mobiletto dove da sempre c’era stato un barattolo sotto pressione del mio deodorante preferito, quello che lei adorava; e odorava. Sconsolato, ma cercando di non abbattermi ulteriormente, do due belle spruzzate della nuova fragranza sotto le ascelle, andando ad annusare immediatamente la reazione con la pelle. Cerco quindi di convincermi che, dopo tutto, non è troppo diversa dalla precedente e mi ripeto che, probabilmente, lei nemmeno se ne accorgerà. Mento sapendo di mentire.
Lei ritorna alla solita ora, forse solo qualche minuto più tardi. Dall’espressione, capisco subito che c’è qualcosa che non va. Allora gioco d’anticipo e le dico: “Vuoi lasciarmi, vero?” Lei tace, butta il cappotto sul divano e si chiude in bagno. Esce dopo pochi minuti più corrucciata che mai. Io la guardo in silenzio mentre cammina nervosa per la cucina. Poi lei si volta di scatto e mi fa: “No, idiota, non ti voglio lasciare. Non adesso che sono incinta, almeno.”
La notizia mi riempì il cuore di gioia, lei se ne accorse e non perse tempo per precisare che: “Ma guarda che il padre mica sei tu! Che ti credevi? Io mica sono stupida.” Io non dissi niente. Sapere che comunque non mi voleva lasciare era per me un motivo di grande soddisfazione. Quanto al figlio che aspettava, non mi importava d’esserne anche il padre. L’avrei amato lo stesso. Perché era un essere umano che stava crescendo dentro di lei e questo mi bastava.
Così prendemmo anche una casa più grande. Ci facevamo vedere in giro mano nella mano, come una perfetta coppia felice dell’attesa del loro primo figlio. Gli amici ci fermavano per strada e si congratulavano per il prossimo lieto evento. E la Xxxx, in preda a nausee, crampi e dolori alla schiena, quasi s’era dimenticata di ricordarmi, ogni tanto, che io ero solo uno bambino di merda© non molto scaltro e che stava con me solo perché non aveva trovato di meglio. Ed io ero felice come mai lo ero stato.
Poi nacque Cxxxxxxx e, se possibile, la felicità si accrebbe come mai avrei pensato potesse fare, tanto che mi dimenticai persino di quell’immane tragedia che era stato il ritiro del deodorante. Almeno sino a quel fatidico giorno in cui lei mi lasciò per andare a vivere col padre naturale della bambina, il quale, nel frattempo, aveva trovato il coraggio per lasciare la moglie in comodato d’uso gratuito ad un nano che lavorava nel magico mondo del cinema porno, beato lui.
Uff. Comunque, la Xxxx non lo ammise mai, ma dentro di me io sono assolutamente certo che tra noi due non funzionò per colpa di quello stramaledetto deodorante al patchouli. Che sia maledetto!




Prima che qualcuno o, più probabilmente, qualcuna mi dia del “bambino di merda sufficientemente stupido”, ci tengo davvero tanto a precisare che questo herpes è solo la versione nemmeno troppo caricaturale di tante storielle sentite da amiche, amici, conoscenti vari ed eventuali.
Il patchouli va bene come incenso: sulle ascelle, magari è un po’ fortino. Ma capisco il trauma: a me capitò lo stesso quando eliminarono dagli scaffali il mio preferito deodorante allo zenzero, ma mi consolai pensando che sicuramente era cancerogeno.
Effetti: NULLI.
A quel tempo nessuno annusava quotidianamente le mie ascellle.
Ma mi consenta: se questo riferito amico casuale, è lo stesso degli sms e delle frequentazioni di donne un po’.. discutibili, beh, allora è conciato maluccio.
Saamaya´s last blog ..BUON TUTTO!
@Saamaya
Esiste il deodorante al patchouli nella versione offerta dalla Compagnia delle Indie.
Mmm… non ho capito alla fine se ha più ritrovato il deodorante…
Tonks´s last blog ..Se occupassimo il Natale?
E’ in atto una strumentalizzazione del patchouli a fini politici, una campagna di odio orchestrata da certi signori della sinistra.
Sciuscia´s last blog ..Christmas with the yours
@Tonks
No, è stato terminato in via definitiva. Era all’essenza di tamarindo e gorgonzola.
@Sciuscia
Per me c’entra la Lega, notoriamente a favore di fragranze poco esotiche come il taleggio e l’asiago dop.
Che tristezza!
Welcome to the real world.
Un giorno si renderà conto di dover ringraziare il patchouli per la ritrovata libertà
Paolo´s last blog ..Cattiveria
@Paolo
Non credo. Persone come quella caricaturata nel racconto non si rendono mai conto di niente.
In una delle storie da cui ho preso spunto, lui si è stato lasciato dalla moglie per una serie di motivi, tra cui quello che non fosse mai a casa causa lavoro, ma lui mi ha dato come spiegazione del naufragio matrimoniale il fatto che a lui piacesse leggere a letto e a lei no.
Sarebbe stato meglio “Welcome to Prepuzio’s world” o “Welcome to the world filtered by my personal point of view”
C’è anche altro, dai. A volte mi sembri Leopardi

@Pepes
Beh, io prendo spunto da storie vere. Mica pizza e fichi.
@ admin: Mmm… la gorgonzola doveva essere scaduta evidentemente.
Tonks´s last blog ..Vittimismo e ipocondria, ossia come rendere la vita impossibile agli altri oltre che a se stessi.
@admin

A volte i piccoli problemi e i difetti più insignificanti diventano un lento stillicidio che ti porta, quando ormai l’acqua è alta e non vuoi affogare, a prolungare la permanenza al lavoro.
Forse il tuo amico non ti ha detto una balla.
Paolo´s last blog ..Cattiveria
@Paolo
Sì, capisco, ma un matrimonio non può finire perché lui non vuole comprare una di quelle lucette che si attaccano al libro e permettono alla moglie di dormire, trascurando l’ipotesi più che plausibile che lei si fosse accorta di aver sposato uno stronzo.
Conosco una coppia, descritta da tutti come modello di felicità, che si è separata dopo una furibonda lite.
Sai perché avevano litigato?
Perché lei si era dimenticata di comprare la coca cola
Più le persone sono “perfettine” e più sono insofferenti ai difetti altrui.
Del resto se esiste chi per un posteggio rubato è capace di uccidere, non ci si può stupire di un matrimonio fallito per futili motivi.
@Paolo
Queste cose accadono quando si sta insieme per tutto tranne che per un sentimento. Allora, in questi casi, sarebbe più onesto ammettere che d’amore non c’era mai stata nemmeno l’ombra.
Non so, forse una volta si amavano.
La verità è che l’amore per sempre non può essere una certezza perché le persone cambiano. È proprio la precarietà di questo sentimento a renderlo così ambito e sofferto.
@Paolo
Ma anche e soprattutto accuratamente evitato come la peste bubbonica.
Credi che sia possibile evitare di innamorarsi? Io non lo credo.
Puoi rinunciare alla persona ma non all’amore che provi per essa. Però così facendo ti resta solo il lato negativo dell’amore: la sofferenza.
Magari poi anche la sofferenza passa e finché non incontri un’altra donna che ti “apre” il cuore ritieni di essere felice o perlomeno sereno ma non è così perché in realtà vivi con la paura di poter nuovamente soffrire.
Assolutamente sì, senza alcun dubbio. Le donne sono bravissime in questo. Non si innamorano fintanto che non sono certe di essere corrisposte (a parte qualche rarissima eccezione, ovviamente).
Mah! Io ho visto un sacco di donne che si sono innamorate di stronzi che hanno passato la vita a farle soffrire (e viceversa, naturalmente)
@Paolo
Le donne mentono. Non credere mai ad una donna che si dice innamorata.
@admin
Allora credo che sia influenza intestinale quello che sento.
@Pupazza
Probabile. D’altra parte, i sintomi sono simili.
@ admin
Per quante batoste si possano prendere, non si può evitare, a meno di non fare una vita da asceta.
Tonks´s last blog ..Vittimismo e ipocondria, ossia come rendere la vita impossibile agli altri oltre che a se stessi.
l’importanza del deodorante comunque non si smentisce mai!
Ernest´s last blog ..Una targa anche per noi!
@Tonks
Beh, sì, però si può imparare.
@Ernest
Bravo! Finalmente uno che ha capito il senso del post.
@admin : in effetti il deodorante è il vero protagonista, lo stavo dimenticando.
Tonks´s last blog ..Anche la sottoscritta è stata miracolata