La mediocrità non uccide
Ed è così che ti ritrovi a cinquant’anni, completamente nuda, esposta alle intemperie degli sguardi della gente ed agli scherni di chi credevi amica, con addosso solo la consapevolezza di aver buttato via i tuoi migliori anni, quelli in cui i grandi della storia hanno cambiato il mondo, mentre tu pensavi a come perderti dentro il tuo castello di carte e a nasconderti dietro i paraventi delle tue stupide scuse.
“Ma questo è il mio modo di fare.” – mi dicevi. Allora non lo capivo, ma avrei dovuto risponderti che un conto è il modo, altro la mediocrità di accettarsi come si è e non far nulla per cambiarlo. Ma non per me, né per nessun altro, semmai solo per chi non ha potuto scegliere.
Tu eri esattamente come sei e quella era la tua forza, ma ora, ora scopri che la mediocrità, purtroppo, non uccide. No, di mediocrità non si muore. La mediocrità ti lascia in vita e ti tortura lentamente, con pigrizia, sino a consumare la dignità della gioventù, quando, ostinatamente, la difendevi da ogni accusa e la rendevi quasi onesta, praticamente inattaccabile.
Ed ora io ti vedo per quello che sei: la parte di me che più odiavo. Sarà per questo che ti sogno, ancora, la notte? Dopo tanti anni, non è ancora svanito quel sentimento che non voglio nemmeno nominare. Non ce n’è bisogno, vero? No, non è l’amore, bensì qualcosa che ha a che fare con un enorme e angosciante rimorso, quello di non essere riuscito a salvarti dall’inevitabile destino che io vedevo e che tu non hai voluto ascoltare. Sarà per questo che, adesso, non provo più niente per te? Sarà perché anch’io, ora, mi ritrovo nudo, con addosso solo l’infamia di una mediocrità da cui sempre sono fuggito e che invece cresceva in me come un’ombra, man mano che il nostro sole tramontava?
Ed ora, ecco, che tramonta.




Niente è mediocre e tutto è mediocre. La mediocrità è solo una sensazione. Inutile, aggiungerei.
La vita ha un valore intrinseco o siamo noi a darle quel valore ? Rispondi.
leggo il primo paragrafo e penso: ‘Azzo!! ma sonoio??..impossibile..non mi conosce!
..al secondo ho detto “nooooooooo…mica son così IO!! Mediocre!! ma quando mai!!..io..io..son sempre “troppo”!! troppo questo..troppo quello…”…al terzo son tornata ad essere ancora io….ma anche tu..lui..l’altro…e ancora….
Mediocre sembra essere una parola brutta. Credo che ognuno di noi respinga l’idea di esser mediocre. Ma, respingere un idea non significa non esserlo.
E allora..forse..ecco, si…sono anche TROPPO mediocre?!?!?!
ps: questo blog invita alle “introspezioni microencefaliche” …o pippe menali che dir si voglia…
Sinceramente genioso dopo il post precedente. Per rispondere, alla toscana, a CHica…. “Altro che seghe!”
@Pupazza
La vita ha anche un valore intrinseco, spesso trascurabile. Ma non vedo cosa c’entri con la mediocrità.
@Chica
Ecco, forse ho sbagliato categoria… forse andava messo in “colonscopie”
@RasoioD’Ockham
Genioso?
@admin
Beh, chi dà valore al nostro vivere ? Al nostro tempo ? Noi stessi. E’ una contraddizione. Noi possediamo un valore intrinseco che si chiama vita.
La mediocrità è solo una scusa. Se non ti piace la tua vita, cambiala. Anche solo cambiando gli occhi con cui ti guardi allo specchio.
Ed aggiungo che, secondo me, la mediocrità è totalmente personale e soggettiva. Quindi il tuo post è presuntuoso.
@Pupazza
Ah, beh, sì: io amo essere presuntuoso, così gli altri possono rinfacciarmelo e sentirsi migliori
@admin
Ho scritto che il tuo post è presuntuoso … ma si, in effetti lo sei anche tu
Non centra essere migliori o peggiori, è una questione di valutazione della qualità della vita.
Tu non puoi valutare la vita di un’altra persona, semplicemente perchè non ne sei in grado, non conoscendo fino in fondo le sue dinamiche mentali e psicologiche.
La puoi giudicare, secondo il tuo metro, per carità.
Ma ovviamente non puoi realmente valutarla.
Complimenti per il pezzo. Parole che fanno riflettere.
Un saluto
Ernest´s last blog ..Il confine tra la politica dei fuori onda e quella vera
Mai valutarci al di sopra della nostra mediocrità.
George Steiner
Sinonimi di mediocre: cattivo, comune, corto, grossolano, insignificante, limitato, banale, anonimo, ignoto, modesto, ordinario, passabile, scadente, scarno, scarso, piccolo, dozzinale, basso, centrale, esiguo, misero, insufficiente, inabile, incapace, inetto, intermedio, mediano, di mezzo, magro, dappoco, mezzano, di poco valore, insipiente, insoddisfacente || Vedi anche: andante, corrente, cheap, a buon mercato, ottuso, tonto, di seconda scelta, di buon comando, pedestre, piatto, rozzo, accettabile, ammissibile, decente, sopportabile, tollerabile, brutto, meschino, povero, tirato, breve, esile, giovane, leggero, lieve, minimo, minuscolo, nano, piccino, stretto, commerciale, economico, vile, effettivo, grigio, naturale, normale, quotidiano, regolare, solito, volgare, base, capitale, chiave, essenziale, fondamentale, importante, vitale, debole, deficiente, miserabile, rado, raro, ridicolo, casalingo, moderato, popolare, semplice, umile, bisognoso, elementare, gracile, infelice, sciagurato, schifoso, borghese, relativo, locale, parziale, tardo, invalido, ignorante, impotente, pessimo, innocuo, volante, discreto, secondario, tipo, secco, sottile
Pensa, c’è anche nano tra i sinonimi.
Sfido chiunque a non riconoscersi in almeno uno dei suoi significati.
Tutti siamo mediocri ma chi cerca di distinguersi, giudicando la mediocrità altrui, lo è ancora di più perché lo fa con l’intento di sentirsi migliore, dimostrando così infelicità
Paolo´s last blog ..Auto elettrica
@Ernest
Grazie. Ciao.
@Paolo
Ti rispondo quotando un pezzo del post:
Il protagonista si rende conto di non essere migliore di chi giudica. Infatti:
@admin
Ma dove fuggi ? Dove fuggi …
Questi tentativi di giustificare la miserabilità umana sono futili, fanno sorridere
Consapevolezza, ragazzo mio. Sta tutto lì, il problema.
@Pupazza
Ti ricordi ? Tu mi scrivesti che l’inperfezione umana è solo una scusa per giustificare la pochezza umana.
Beh, questa fantomatica mediocrità non lo è ?
Uff … iMperfezione, pardon
@admin
La mediocrità non è un problema e neppure una tortura. Perché odiarla quando sappiamo benissimo che è parte della nostra natura?
È l’ambizione che fa impazzire le persone, portandole a far terra bruciata attorno ad esse
@Pupazza
Non ricordo, ma se te lo ho scritto, ho scritto una cazzata tautologica. L’imperfezione è ambivalente: può essere un modo per giustificarsi (“sono fatto così, cosa ci posso fare?” ), oppure per cambiare attraverso la consapevolezza della stessa, come giustamente scrivi.
Ad ogni modo, e così rispondo anche a Paolo, il post voleva porre l’accento su due possibili momenti della vita: uno in cui si disprezza e si giudica, ed uno successivo in cui ci si rende conto di non essere migliori di chi si è giudicato.
A quel punto, sopraggiunge l’amarezza ed il rimorso per aver perso delle occasioni che non ritorneranno più.
Quanto all’ambizione, senza di essa l’uomo è un mero esecutore di istruzioni non solo genetiche. Certo, il rischio di bruciare e di bruciarsi c’è, ma l’ambizione uccide e dà la vita, la mediocrità, no.
“Ed è così che mi ritrovo a cinquant’anni, completamente nuda, esposta alle intemperie degli sguardi della gente ed agli scherni di chi credevo amica, con addosso solo la consapevolezza di aver buttato via i miei anni migliori, quelli in cui i grandi della storia hanno cambiato il mondo, mentre io pensavo a come perdermi dentro il mio castello di carte e a nascondermi dietro i paraventi delle mie stupide scuse.
“Ma questo è il mio modo di fare.” – mi dicevo. Allora non lo capivo, ma avrei dovuto rispondermi che un conto è il modo, altro la mediocrità di accettarsi come si è e non far nulla per cambiarlo. Ma non per me, né per nessun altro, semmai solo per chi non ha potuto scegliere.
Io ero esattamente come sono e quella era la mia forza, ma ora, ora scopro che la mediocrità, purtroppo, non uccide. No, di mediocrità non si muore. La mediocrità mi lascia
in vita e mi tortura lentamente, con pigrizia, sino a consumare la dignità della gioventù, quando, ostinatamente, la difendevo da ogni accusa e la rendevo quasi onesta, praticamente inattaccabile.
Ed ora io mi vedo per quello che sono e la parte di me che più odiavo. Sarà per questo che ti sogno, ancora, la notte? Dopo tanti anni, non è ancora svanito quel sentimento che non voglio nemmeno nominare. Non ce n’è bisogno, vero? No, non è l’amore, bensì qualcosa che ha a che fare con un enorme e angosciante rimorso, quello di non essere riuscita a salvarmi
dall’inevitabile destino che io vedevo e che non ho voluto ascoltare. Sarà per questo che, adesso, non provo più niente per te? Sarà perché ora, mi ritrovo nuda, con addosso solo l’infamia di una mediocrità da cui sempre sono fuggita e che invece cresceva in me come un’ombra, man mano che il nostro sole tramontava?”
Mi si perdoni l’utilizzo improprio di una riflessione che non mi appartiene ma che trovo utile ed..applicabile a qualsiasi individuo.
Di tanto in tanto ad essere onesti…si guadagna e se la lezione che viene da altri può aiutarci a comprendere meglio la nostra condizione ma anche …la nostra “mediocrità”, ben venga.
@admin
Assolutamente d’accordo
Ma non comprendo/approvo l’amarezza di questo post: la consapevolezza, per quanto dolore comporti, è sempre un punto di arrivo e, di conseguenza, di partenza.
Perchè il dolore ?
@Pupazza
Perché se fosse arrivata prima sarebbe cambiato tutto. Il problema è che, a volte, non è che non vi è consapevolezza, ma che non si vuole essere consapevoli, la si rifiuta consapevolmente, per avere un alibi che si rivela poi inutile se non addirittura dannoso. Lo so, è un po’ contorto, ma credo che l’amarezza derivi proprio da questa contraddizione.
@admin
Quindi si può tradurre in rimpianto ?
@Pupazza
No.
@admin
Perchè no ?
@Pupazza
Perché sì.
No, dai, è no perché non è solo rimpianto, bensì una sensazione che ha a che fare con la morte in senso cosmico.
@admin
Ah beh, adesso è tutto chiaro …
Ciauz, simpaticone