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Resusciteremo su Wikipedia (server permettendo)

All’inizio, era l’idrogeno a conservare memoria dell’illusorio scorrere del tempo. Poi, arrivarono l’elio e tutti gli altri pesantissimi elementi a confondere le acque cosmiche, per farle sembrare più profonde. E nessuno ci capì più un cazzo. Così, quando comparvero forme di vita coscienti, molte di queste anelarono lasciare una traccia del proprio passaggio nella Grande Storia dell’Universo. Dapprima, il metodo più semplice, e anche quello più gratificante, parve quello di tramandare il proprio sapere alla prole, ma non appena ci si accorse che il ricordo svaniva nell’arco di due generazioni, molti pensarono di sporcarsi le mani con pigmenti sgargianti e di imbrattare così i soffitti delle caverne con scene di caccia, di vita famigliare, di sesso, di morte e, per confondere ancora un po’ le idee agli studiosi del futuro, aggiunsero anche qualche simpatica figura astratta.

Poi arrivarono i racconti orali, le tavolette d’argilla, le iscrizioni sul marmo, i papiri, gli amanuensi, la carta stampata, i libri, la fotografia, il cinematografo, le incisioni su supporto magnetico e, infine, anche il web.

Oggi, per sapere se qualcuno è veramente qualcuno, e non uno qualunque, costui deve avere una voce dedicata su Wikipedia. Magari anche solo una riga stringata, ma l’importante è esserci. Tuttavia, ancora non è abbastanza per l’immortalità, anche perché basta che un utente qualsiasi, piuttosto che un amministratore, si registri ed editi (o cancelli) la voce per mandare in fumo qualsiasi proposito di eternizzazione del nostro noi stesso virtuale.

Ma non finisce mica qui. Il prossimo passo sarà magari l’introduzione di voci audio-video in cui verranno sintetizzati i tratti salienti dei personaggi storici ed anche di quelli contemporanei, con un grado di dettaglio, sia verticale (nel senso del tempo), sia orizzontale (con un numero sempre maggiore di persone che avranno un link dedicato), esponenzialmente sempre più elevato.

Man mano che la tecnologia progredirà, le informazioni caricate sui server saranno sempre maggiori e sempre più precise grazie ai riferimenti incrociati che gli utenti si prodigheranno di fornire ai se stessi ed ai conoscenti virtuali. Si arriverà quindi ad un punto in cui la nostra voce su Wikipedia o, più verosimilmente, quella dei nostri pronipoti, sarà divenuta un alter ego simulato che condividerà sempre più ricordi con il noi stesso in carne ed ossa, anche grazie alla sempre maggiore diffusione ed integrazione di registratori audio-video (e non solo, nel senso che i media saranno in grado di riprodurre anche sensazioni tattili, gustative ed olfattive), sino ad oltrepassare la singolarità tecnologica dopo la quale il nostro lemma assumerà coscienza di sé e diventerà un altro noi stesso, del tutto autonomo e libero dalla smania di voler diventare ciò che già è: immortale.

Risorgeranno quindi i morti. Beethoven, Einstein, Nietzsche, Leopardi, Giulio Cesare, Attila, Alessandro Magno, Hammurabi, ma anche Hitler, Mussolini, Napoleone e tanti altri, grazie alla tecnologia, torneranno a vivere dentro a computer così sofisticati che sarà per loro, e anche per noi, davvero difficile comprendere di essere all’interno di sofisticatissimo ologramma… a meno di non andare su Wikipedia ed incappare nella voce “paradigma olografico” (che magari, nel frattempo, qualcuno avrà creato estrapolandola da quella del suo teorizzatore, David Bohm), intuendo che l’universo non è nient’altro che un’immensa e gloriosa simulazione.

“E la voce si fece carne. E la carne divenne di luce. E la luce viaggiò fino alla fine del tempo, per scoprire chi o cosa la avesse generata. E, giunta a destinazione, trovò solo le fauci spalancate del Nulla, coi suoi dodici denti di rame.” – Da Memorie di un fotone putrefatto – Phil  Collins – Ed. Miserabilia.

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  1. January 5th, 2010 at 12:28 | #1

    In effetti questa parte della tecnologia s’è messa a disposizione del desiderio d’immortalità o, quanto meno, d’uscire dall’anonimato. Ognuno a modo proprio.
    E se una notizia non è data dai media, vuol dire che non esiste.
    E se non compari nel web, non sei nessuno.
    Ho visto di recente un vecchio film “Oltre il giardino”, dove un uomo, Chance (che nome..!) diventa all’improvviso celebre, grazie ad una coincidenza e illusione, ma, volendo animare il gossip nazionale ed arricchire i profili e le conoscenze, cercano ovunque notizie e non si capacitano del fatto che non compaia in alcun database, nemmeno dei Servizi Segreti. Ed era il 1979. Ma l’epoca del Grande Fratello era già stata prevista e ben impiantata.
    Difficile essere un uomo qualunque.
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  2. admin
    January 5th, 2010 at 13:00 | #2

    @Saamaya
    Il film non l’ho visto, ma me ne parlò una volta un mio amico. Ecco, con quest’informazione fondamentale, ho contribuito in modo consistente all’immortalità di Peter Sellers.

  3. January 5th, 2010 at 13:20 | #3

    Dopo la mia morte, il mio blog mi vendicherà.
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  4. January 5th, 2010 at 20:37 | #4

    una volta i poeti spargevano fiumi di inchiostro per poter essere ricordati
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  5. January 6th, 2010 at 10:00 | #5

    L’ultimo film di Peter Sellers era particolare magico e molto significante, come se fosse un preludio della sua proprio morte. Interpretava il ruolo di un giardiniere similissimo. C’erano beninteso anche connotazioni con Gesù.

    Io, essendo probabilmente l’uomo più modesto nel mondo, è già immortale, quindi
    non ho più nulla da che fare, tranne lasciare qualche perla di saggezza a favore dell’umanità, si Dieu le veut, a patto che ho il tempo beninteso..

    In ogni modo non mi piace un cavalo il parole ‘blog’. Another invasive and depreciative americanism. ’Annals’ sarebbe stato una possibilità pertinente ai conti annuali. I resoconti degli annali di chiunque. Quindi per i resoconti mediocre e troppo passeggero, occorrerebbe togliere semplicemente un n di troppo.

    Happy new Wednesday, da parte del vecchio Peto
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  6. admin
    January 6th, 2010 at 10:11 | #6

    @Mirino
    Annali sarebbe stato forse un po’ pretenzioso. Diario online?

  7. January 6th, 2010 at 10:18 | #7

    ‘Anali’ è l’altro alternativo evidentemente. Con ‘Diario’ c’è la connotazione ‘Diarrea’ quindi si tratta di un’altra vera possibilità..
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  8. January 6th, 2010 at 23:16 | #8

    @admin
    un tantino esagerato?
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  9. Pupazza
    January 7th, 2010 at 09:21 | #9

    Quindi la materia oscura non sarebbe altro che una pellicola olografica ?

    A che pro, quindi, coniare l’appellativo “realtà” ? A che pro razionalizzare l’irrazionalizzabile ?

    Ma soprattutto, che ruolo ha l’individualità in tutto ciò ?

  10. admin
    January 7th, 2010 at 13:58 | #10

    @Pupazza
    La materia oscura una pellicola olografica? Boh, può darsi

    Tutto è razionalizzabile. Il vantaggio è quello di non doversi affidare alla sorte.

    L’individualità è complementare alla noia dell’unitarietà, quindi direi che svolge un ruolo fondamentale nel rendere il tutto sufficientamente interessante.

  11. January 9th, 2010 at 15:42 | #11

    Da Wikipedia.

    PREPUZIO.
    Il prepuzio è il lembo di pelle scorrevole che copre il glande.
    In presenza di un prepuzio che impedisce di scoprire completamente il glande, si parla di fimosi. La fimosi può essere di vari livelli o gradi a seconda della gravità, generalmente si cura con la circoncisione, quando il prepuzio blocca interamente l’uscita del glande impedendo così il rapporto sessuale si parla di fimosi serrata o completa, che nelle forme più gravi arriva a impedire la fuoriuscita dell’urina.
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  1. January 14th, 2010 at 17:38 | #1
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