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Amicizia Uomo-Donna: una malattia da cui oggi è possibile guarire

February 3rd, 2010 admin Leave a comment Go to comments

amicizia uomo donna

Mettiamo le cose in chiaro. Se si vuole veramente comprendere il valore dell’amicizia (soprattutto quella uomo-donna), la si deve ripulire da ogni schizzo d’ipocrisia residua ed accettare quindi che tale sentimento è sempre il frutto di un interesse intimamente personale. L’amicizia non è quindi nient’altro che il nome dato ad una cura, ad un lenitivo per la nostra coscienza, di cui sentiamo estrema necessità a causa di quella  meravigliosa malattia originale che è la solitudine. Accettato quindi che si cerca la compagnia degli amici in quanto non abbastanza forti per restare soli, si può liberare il rapporto da ogni malinteso e renderlo così eterno, indissolubile, assolutamente puro.

Non azzardatevi quindi nemmeno a pensare di poter puntare il vostro ditino accusandomi d’essere uno squallido opportunista, uno schifoso materialista, una persona che vede i rapporti umani nell’ottica dell’interesse personale. Ficcatevelo piuttosto nel culo, il vostro ditino, perché voi vi appellate al valore dell’amicizia ritenendolo un qualcosa che va al di là del calcolo e dell’interesse personale, non sapendo che non fate altro che tentare di difendere voi stessi da ogni possibile accusa di fare calcoli per il vostro, personale interesse.

Esempio pratico: una sera a cena tra maschi single ed una nostra, per così dire, amica, che chiamerò Ermenegilda, tale amica afferma di aver scoperto solo recentemente che Caio, un ammogliato, aveva un debole per lei. A quel punto, Tizio, senza alcuna malizia, tira fuori che anche Sempronio, vecchio membro dell’antica compagnia, covava per lei qualcosa di più di una semplice amicizia, affermazione per me del tutto condivisibile, se non addirittura scontata, giacché proprio Sempronio mi aveva confidato, diversi anni fa, d’essersi dichiarato a Ermenegilda e di aver ricevuto da lei il più classico dei due di picche: una roba del tipo restiamo amici, insomma. D’altra parte, che Sempronio avesse un interesse per Ermenegilda, che andava al di là dell’amicizia, era piuttosto evidente, tanto che spesso, quando si andava in giro per locali e ristoranti, non era raro che li scambiassero per fidanzati o addirittura per marito e moglie, suscitando non poca ilarità in noi, maliziosi osservatori.

Ma quando Ermenegilda ha sentito l’affermazione di Tizio ha negato tutto; e siccome Tizio insisteva, si è rischiata la lite. Secondo lei, Sempronio era ed è sempre stato solo un amico, “perché lui quando c’era bisogno c’è sempre stato”. Grazie al cazzo, ho pensato tra me e me. Comunque, la questione è stata messa a tacere e si è cambiato argomento cercando di aerare il locale dall’imbarazzo generale.

Ma perché Ermenegilda ha negato l’evidenza, facendo fra l’altro, senza rendersene conto, una di quelle proverbiali figure di merda che mi fanno letteralmente screpolare i testicoli e atrofizzare istantaneamente la minchia? Il motivo è presto scritto: siccome dopo il due di picche Sempronio aveva continuato ad essere “amico” e a fare il taxista, scarrozzandola in giro per tutta Italia e trascorrendo anche vacanze nello stesso appartamento, allora Ermenegilda sentiva la necessità di difendere se stessa da ogni possibile accusa di aver sfruttato il debole di Sempronio per riempire le domeniche pomeriggio e risolvere le vacanze andate a monte a causa di qualche bidone da parte di uomini che le interessavano per fini riproduttivi.

Il meccanismo è comprensibile: per tentare di togliere ogni possibile sospetto sull’ambiguità del suo rapporto con Sempronio, Ermenegilda ha fatto appello a tutto il potenziale pregiudiziale che il termine “amico” si porta appresso dalla notte dei tempi. Perché le parole sono tanto più potenti quanto più su di esse si è depositato il peso della polvere della storia. Si dice amico (o amica) e subito s’immaginano le risate, gli scherzi, le battute e le complicità, ma anche i conflitti, le fatiche, i rospi ingoiati che stanno dietro quella relazione. Certo, questo non basta per capire il grado e la complessità del rapporto, ma il termine amico getta una base ritenuta erroneamente più che solida per costruire enormi castelli di speranze e aspettative, le quali sono sempre quindi a rischio di essere dolorosamente deluse.

Ecco che allora noi maschi, spero me lo concediate, siamo più onesti e maggiormente disposti ad ammettere la pura e semplice verità: gli amici ci servono perché da soli ci romperemmo assai il cazzo. Ma siccome la cosa è reciproca, essa funziona senza tanti sbattimenti e scuse, senza spiegazioni così articolate da manifestare la loro evidente falsità, nella pressoché totale assenza di bugie e ridicole arrampicate sugli specchi.

La donna, invece, no. Simili, aberranti negazioni della realtà manifesta le ho sentite solo da donne. Solo le donne sono totalmente prese dalla difesa della propria caratura morale, del tipo che “io no, mai e poi mai potrei prenderti in giro perché ci tengo troppo a te e non vorrei mai che la gente pensasse che sono una mangia-uomini rovina-famiglie dedita alla vampirizzazione della turbominchia o autostima maschile”. Solo le donne mettono al primo posto la salvaguardia della loro immagine di brave e dedite mogliettine, anche quando coniugate non sono. Solo le donne, quindi, sono costrette ad equilibrismi logici degni di un teologo omosessuale a cui però piace anche, di tanto in tanto, andare a puttane. E siccome non tutte le donne sono più intelligenti degli uomini, è inevitabile che la sempre più complessa impalcatura per il restauro della loro bella immagine di facciata, prima o poi, ceda rovinosamente.

Naturalmente, come già scritto varie volte, il motivo di tale differente approccio con i sentimenti risiede, principalmente, nel diverso ruolo evolutivo, quindi di conseguenza anche sociale e culturale, tra maschio e femmina. Il primo è più lineare, quindi meno ipocrita, in virtù del proprio algoritmo semplificato (“ma qui a figa come siamo messi?” ), il secondo, invece, risente ancora purtroppo del peccato originale, dovendo quindi ricorrere troppo spesso al potere detergente dell’ipocrisia, spesso con risultati molto discutibili. Anche perché in una società ancora in larga parte maschilista è fortissimo il giudizio e anche il pregiudizio nei loro confronti, quindi elle cercano disperatamente di difendersi, anche preventivamente, dagli attacchi morali scagliati spesso per ripicca ad un due di picche.

Comunque, di ragazze come Ermenegilda ce ne sono tantissime. Praticamente prive d’autoironia, non sono quasi mai in grado di ridere dei propri sentimenti, quindi nemmeno di comprendere la dimensione ironica dell’esistenza, finendo spesso per perdersi una buona fetta del piacere annesso ed intristendosi, inacidendosi, inzitellendosi. Ecco perché piuttosto che stare con una come Ermenegilda mi ammazzerò di seghe vita natural, prima, dopo e durante.

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  1. chica
    February 4th, 2010 at 16:42 | #1

    ehehehehehhehehe..

  2. admin
    February 4th, 2010 at 17:14 | #2

    Minchia, mi siete finiti in doppia pagina credo sia la prima volta

    Più tardi rispondo al resto

  3. admin
    February 4th, 2010 at 17:53 | #3

    Pupazza :

    In realtà ho un fratello che mi “costringeva” a guardare i cartoon di mtv. Solo con Alexander mi sono rifiutata. Però NGE e Cowboy bee bop erano bellini

    Tutta la mia solidarietà a tuo fratello

    @fabrax
    Mannò, che dici? Tutte le coppie che stanno insieme sono tenute insieme da amore disinteressato

    Tonks :

    Il personaggio migliore era il pinguino di Misato, altro che cinismo!

    Se non ricordo male, era un tantinello apatico Comunque, sul lasciarsi andare, non ne vale la pena. Il rischio è troppo grande rispetto alla posta in gioco.

    Pepes :

    Allora resta nel tuo buco, uff

    Dai tanto lo so che non vedi tutto nero. Il nero lo vedi solo negli altri.

    Guarda, sono sincero. Nel mio buchetto non è che si sguazzi nella felicità, ma quello che vedo fuori non è tanto meglio, anzi. E poi preferisco stare solo piuttosto che accompagnarmi con una solo per trombare, visto che poi, per il resto, me la cavo da solo.

    GoDoG :

    Minchia che querelle…
    ma alla fine si tromba o no?

    Io no, ma non ne faccio un dramma. Al giorno d’oggi esistono surrogati lenitivi assai sfiziosi ed economici.

  4. admin
    February 4th, 2010 at 18:00 | #4

    Comunque, rendetevi conto di una cosa. Il nostro cervello non è tanto diverso da quello di un babbuino: un elaboratore elettrochimico che, per quanto complesso possa sembrare, rimane pur sempre un meccanismo, quindi condizionato e condizionabile.

    L’unica cosa che ci rende un tantino “speciali” è la coscienza, quindi la consapevolezza del nostro essere. Ma non pensiate a chissà quali mirabolanti capacità. La consapevolezza non ci fornisce nessun superpotere, se non la capacità di comprendere che tutto il nostro agire, quindi anche sentimenti ed emozioni, sono condizionati e condizionabili. Assiomatico.

    D’altra parte, se ci pensate, la stragrande maggioranza della letteratura e della produzione cinematografica mondiale che ci è stata sparata nel cervello sin dalla più tenera età parla tutta di quanto sia grande ed imponderabile l’amore. Logico che la maggior parte delle persone pensi quindi che l’amore sia grande ed imponderabile. L’approccio riduzionista è marginale rispetto al mainstream del volemose ben e che gli altri si fottano.

  5. February 4th, 2010 at 18:54 | #5

    Sicuramente meno apatico di Rei Ayanami, meno represso di Shinji, meno complessato di Asuka, meno schizzato di Misato, meno smargiasso di Gendo e meno vendicativo di Ritsuko. Dimenticavo Kaji! Nonostante la sua fine, personaggio interessante.
    Mah, guarda, ti auguro di trovare una grande gnocca (in senso estetico e mentale) che ti renda appagato. Sicuramente ti starai grattando, ma te lo auguro lo stesso!
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  6. admin
    February 4th, 2010 at 20:38 | #6

    @Tonks
    Una grande gnocca difficilmente è appagante

    Grazie lo stesso, comunque

  7. February 4th, 2010 at 22:25 | #7

    Occorre che le donne siano superficialmente belle (con culo e senza cervelli) per così comportarsi. L’amore è altra cosa. Ma è anche possibile di innamorarsi con un’idea di qualcuno(a). Si può così vivere un genere di menzogna senza neppure saperlo per parecchi anni, a volte una vita intera. Si persuade dunque che la persone che si ama ha le qualità che si vuole darle/gli, e questo fenomeno deve essere reciproco per potere funzionare e durare.
    Tanto che la misteriosa attrazione fisica continue a stimolare queste convinzioni, una tal relazione può durare indefinitamente. In somma l’uomo e la donna si riguardano un po’ come se ciascuno guardava in uno specchio, non vedendo che ciò che vogliono, aspettando che un giorno quelle qualità fioriranno di colpo. Ma l’illusione è temprato dalla realtà, e beninteso il tempo. Forse è comunque l’amore, l’essenza propria dell’amore, un’illusione personale, una bellissima menzogna che durerà tanto di tempo che si vogliono accordarle.
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  8. admin
    February 4th, 2010 at 22:57 | #8

    @Mirino
    Quoto. Solo che c’è chi è in grado di vivere nella menzogna e chi no.

  9. February 5th, 2010 at 06:55 | #9

    Admin :
    Guarda, sono sincero. Nel mio buchetto non è che si sguazzi nella felicità, ma quello che vedo fuori non è tanto meglio, anzi. E poi preferisco stare solo piuttosto che accompagnarmi con una solo per trombare, visto che poi, per il resto, me la cavo da solo.

    Eh, era lì che volevo arrivare con “il nero lo vedi solo negli altri”, “sei il primo a non vivere le cose nel modo in cui le descrivi” e tutte le altre storie. E può anche starci che una gran parte delle persone si comporti esattamente nel modo da te descritto nel post. Ma non tutte insomma… qualche eccezione c’è.

    E ti dirò che mi piacerebbe parlare con una di quelle persone che decide consapevolmente di passare la sua vita con un’altra che non ama, solo perchè ha paura di restare sola o per altri motivi di convenienza. Consapevolmente, perchè se ti autoinganni ovviamente diventa tutto più facile. E’ che non capisco come facciano… io faccio fatica anche a passarci un’ora con una persona che non mi piace e al 99% dei casi, se posso evito. Ma anche con amici e conoscenti… è raro che abbia mezze misure, o uno mi piace oppure no. E se non mi piace evito ogni tipo di contatto. Cioè boh, deve essere proprio una vita di merda, ma mi piacerebbe capire come fanno e cosa passa loro nella testa ogni santo giorno.

    Per quanto riguarda la concezione dell’amore dato dalla società, basta che ti sposti un po’… ci sono talte culture dove non è nemmeno contemplato e il matrimonio non è altro che un mero fatto economico (vedi per esempio la poliandria in Tibet: nessuno dice che devi amare tutti i tuoi mariti -anche perchè te ne scegli uno e in automatico devi sposarti tutti i suoi fratelli- semplicemente vivono in condizioni ambientali avverse, a circa 4000mt dove i terreni scarseggiano e in questo modo la terra non viene frazionata tra i vari figli ma resta tutta allo stesso nucleo familiare). Convenienza dichiarata, e sta bene a tutti. Poi magari lei si innamora del primo che incontra nei boschi

    Ma basta andare indietro nel tempo, nell’800 i matrimoni erano tutti per convenienza e a molte donne ’stava bene’ così. Sposo uno ricco = vivo bene. Non sposo nessuno = sono nella merda perchè non posso lavorare e i miei genitori sono obbligati a dare la dote a mio fratello/sorella, a chi si sposa insomma. Quindi era più che logico cercarsi qualcuno con i soldi. Eppure c’era sempre quella che si innamorava e una volta provato l’amore, di passare tutta la sua vita con un tizio solo per mantenersi non ne voleva sapere… vedi Jane Austen -e non parlo dei suoi libri ma della sua vita-.

    Hanno fatto anche un film poco tempo fa, dubito ti piacerà ma guardalo lo stesso autobiografico, Becoming Jane
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  10. admin
    February 5th, 2010 at 10:13 | #10

    @Pepes
    Confido nella bontà de I Bellissimi di Rete 4

  11. February 5th, 2010 at 10:27 | #11

    Poco tempo fa, non di quando sei nato tu sei così banale a volte
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  12. admin
    February 5th, 2010 at 10:52 | #12

    @Pepes
    Appunto. Confido che non lo acquistino mai

    Ah, per tua informazione, sono allergico ai noleggiatori di DVD e anche a Emule

  13. Pupazza
    February 5th, 2010 at 10:57 | #13

    E’ uno spasso passare il tempo a comprendere i comportamenti altrui.

    Perchè la coscienza ha un limite oggettivo: la soggettività.

    Comprendere i propri sentimenti alla fine significa mutarli, e mutandoli entrano in gioco altre dinamiche di comprensione.

    E’ un magnifico circolo vizioso. Ora comprendo perchè il saggio viene descritto con sostanzialmente privo di emozioni. Solo su una tabula rasa, su un equilibrio, si posso registrare i cambiamenti.

    Partendo dallo zero, dal nulla. Come è nullo il nostro punto di vista verso gli altri, certo solamente se non falsato dal pregiudizio.

    Solo dal nulla si mettono in moto dinamiche comportamentali “pure” !!!!

    Arghhhhh !!! Ho scritto un commento orgasmico !!! U A U

  14. February 5th, 2010 at 12:16 | #14

    @admin
    Tutti sono in grado di farlo perché nessuno sa che sta vivendo una menzogna. Sono amorosi. È solo dopo (se non mai) a volte una metà di una vita è quando si ha infine un vero base di paragone che retrospettivamente ci si è resi conto che si ha svolto un ruolo incoscientemente, provando di essere quello/a amato/a, anche per fare piacere all’atro/a.
    In tali casi l’amore non è accettare senza condizione l’altro/a per ciò che sia, è di essere molto attirati fisicamente, proprio incantati in questo riguardo, ed a tale punto di essere anche amorosi di un’idea, o piuttosto un ideale che si proietta di questa persone inconsciamente.

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  15. Io e basta
    February 5th, 2010 at 19:30 | #15

    Pur riconoscendo che il Suo post, per i contenuti espressi, è abbastanza vicino alla realtà ma non assiomatico, mi permetto di essere in disaccordo con Lei su alcuni aspetti e su alcuni concetti trattati nel tema.

    In un qualsiasi rapporto uomo-donna non vincolato da forti legami “interessati”, l’equivoco fondamentale nasce dall’uso improprio ed abusato della parola “amico/a”.
    Un uomo ed una donna, al di là della loro specificità di genere sono due persone e come tali possono tessere tra loro dialoghi, sani confronti e complicità; senza per questo creare scandalo o sospetti.

    Spesso in un rapporto di questo tipo e lo sostengo da un’ottica squisitamente femminile, dove non giochino un ruolo importante attrazione fisica o sentimenti amorosi, ci si può accorgere che è di gran lunga preferibile ed anche onesto avere in un uomo un confidente fidato ed un interlocutore leale piuttosto che un ..compagno di vita.
    Perchè il sentirsi attratti e conquistati dalla fisicità e dall’intelligenza dell’altro è una cosa ben diversa.

    Mi permetto di essere in disaccordo anche su un altro punto laddove Lei stigmatizza alcuni comportamenti femminili, a Suo dire, più simili ad “equilibrismi logici” che meglio sarebbe stato chiamare incongruenze ed opportunismi.
    La Sua valutazione del comportamento femminile mi sembra, al solito, troppo severa e rigorosa più di quanto risulti necessaria ma Lei avrà sicuramente le sue brave motivazioni per averla espressa.
    Il mio suggerimento è che se ne faccia una ragione.
    Se da qualche parte non avesse serenamente dichiarato che questo blog e le sue chiacchierate sono per Lei un piacevole sfogo personale, le sue parole sarebbero apparse ancor più stridenti e persino incomprensibilmente ingiuste.

    L’ipocrisia è un tratto diffuso di questa nostra società civile; non ne farei una questione di minore quantità da attribuire agli uomini e di maggiore quantità alle donne.

    Riguardo alla solitudine, “malattia originale” mi conceda di sottolineare quanto sia difficile per tutti, anche per Lei, documentare e dimostrare, per davvero, che [...] “Si cerchi la compagnia degli amici in quanto non abbastanza forti per restare soli”. C’è da discuterne.

    Chi sceglie di stare solo fisicamente senza sentirsi tale, viene spesso visto dagli altri con scetticismo misto ad invidia ma anche accolto con solidarietà. Il tentativo è quello di sottrarlo alla sua solitudine ed…esorcizzare la paura di restare soli, perchè incapaci di farsi carico dei vuoti da colmare.

  16. admin
    February 5th, 2010 at 21:49 | #16

    Pupazza :

    E’ uno spasso passare il tempo a comprendere i comportamenti altrui.

    Tutto giusto, ma in particolar modo questa frase

    Io e basta :

    Spesso in un rapporto di questo tipo e lo sostengo da un’ottica squisitamente femminile, dove non giochino un ruolo importante attrazione fisica o sentimenti amorosi, ci si può accorgere che è di gran lunga preferibile ed anche onesto avere in un uomo un confidente fidato ed un interlocutore leale piuttosto che un ..compagno di vita.

    Questa è la fregatura suprema. Lei ti ammorba con le sue paturnie e poi si fa trombare da altri. Ecco perché mi tengo alla larga da qualsiasi rapporto che presenti anche solo timidi segnali di masochismo.

  17. admin
    February 5th, 2010 at 21:50 | #17

    @Mirino
    Tutto molto bello e condivisibile, ma la mia realtà è differente.

  18. February 5th, 2010 at 22:56 | #18

    @admin
    Ciascuno ha la sua realtà come la sua verità, ma ci occorre tempo per capirla e conoscerla, e anche se non si capirà mai, non importa, la vita è sempre bella.
    Mirino´s last blog ..The sky My ComLuv Profile

  19. February 6th, 2010 at 04:09 | #19

    wow che dibattito!
    @admin
    premesso che sottoscrivo il tuo post praticamente in toto, aggiungerei la variante della… “gattamorta”
    trattasi di esemplare umano di sesso femminile che si struscia a destra e a manca (senza darla ma facendolo credere) pur di sentirsi al centro dell’attenzione in cerca di affermazione, rafforzamento del proprio ego e… antidoti alla solitudine.
    Ora, nel caso capitasse di rimanerne invischiati nella ragnatela… ovviamente il due di picche è assicurato!
    Nel caso si accettasse il ripiegamento sul ok restiamo amici… l’esito comportamentale rimarrà lo stesso: ricerca di affermazione e rafforzamento del proprio ego!
    Nel malaugurato “risveglio” però il maschio in questione prenderà consapevolezza di esser solo una ruota di scorta da utilizzarsi in mancanza temporanea di altri maschi più interessanti quale “oggetto di ricerca di affermazione e rafforzamento del proprio ego, di lei”.
    Ovviamente, è evidente quindi la risposta del “risvegliato”
    ma naturalmente lei negherà assolutamente di aver mai approffittato o dato adito a equivoci di sorta
    anzi rinfaccerà che tale reazione nasce solo dall’incapacità, di lui, di accettare il due di picche
    Ma il “risvegliato”, per definizione, vede tutto più chiaramente

  20. admin
    February 6th, 2010 at 08:19 | #20

    @Mirino
    Ho qualche dubbio sull’ultima affermazione

    @RoHiWi
    Sostanzialmente d’accordo. Ermenegilda non è una gatta morta, ma conosco la specie.

  21. February 6th, 2010 at 10:24 | #21

    @admin
    La vita è sempre bella per quelli che lo credono.
    Mirino´s last blog ..The sky My ComLuv Profile

  22. admin
    February 6th, 2010 at 10:41 | #22

    @Mirino
    Molto meglio

  23. February 6th, 2010 at 11:18 | #23

    @ pupazza & admin : O.T. Riguardo NGE, non so se avete visto The end of evangelion, ma è la prima volta che per capire un anime ho dovuto ricercare alcune cose della Cabala ebraica.
    Tonks´s last blog ..L’abrogazione più veloce del selvaggio West My ComLuv Profile

  24. admin
    February 6th, 2010 at 11:27 | #24

    @Tonks
    TEOE non l’ho visto, merita?

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  1. February 7th, 2010 at 11:02 | #1
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