Sono entrato nella chiesa del mio funerale indossando il vestito buono dei matrimoni, le scarpe di cuoio nero, come cravatta un nodo scorsoio di velluto grigio. C’erano tutti. Gli amici che non vedevo da anni, i parenti dimenticati e gli sconosciuti curiosi, quelli che non mancano mai ad un grande evento. Ho camminato dritto tra le due file di panche senza guardarmi attorno, ascoltando il rimbombo dei tacchi sul marmo. Avevo la determinazione di chi sa d’aver perso una di quelle rare persone che ti sanno mettere in crisi, intellettualmente stimolanti continua a farla scorrere
February 25th, 2010
admin
Amo la pioggia. Ho sempre amato la pioggia. Ed ora più che mai adoro sentirla bussare sul cofano della cassa. Perché sembra voglia venirmi a trovare, a sciogliere finalmente le fetide carni che ancora mi legano a queste ossa putride. Ecco, sì. Amo la pioggia soprattutto perché nasconde il masticare e lo scivolare dei vermi dentro e fuori le orbite, a pasteggiare col cervello, la lingua e le labbra, ma soprattutto le labbra. Oh, se solo potessi assaporare la pioggia sulla faccia! Dio, come godrei, allora, della sua gelida, tagliente purezza.
Mi ricorda la primavera continua a farla scorrere
February 22nd, 2010
admin
Prepuzio Rattrappito: “Voi giovani d’oggi non capite quanto siete fortunati. Ai miei tempi per trombare si faceva una fatica boia…”
Prepuzio Ciofane: “Mah… non lo so. Se è vero che al giorno d’oggi le zoccole di certo non mancano, lo è altrettanto che il sesso non è più visto come uno dei pochi svaghi possibili, com’era ai tuoi tempi. Voglio dire… se passavi la maggior parte della giornata a lavorare nei campi, alla sera, soprattutto d’estate, le ragazze si concedevano una sana trombata rinfrescante, magari in un fienile…”
PR: “Beh, non hai tutti i torti… però un tempo le famiglie erano molto numerose e c’era sempre qualcuno che… continua a farla scorrere
Più che la bellezza, era stata l’eleganza con cui Lei aveva salito le scale di corsa, a colpire Lui. Sarà forse stato anche lo stato d’animo particolarmente cagionevole, ma quella ragazza dal portamento così sensuale, ma allo stesso tempo ingenuo, quasi infantile, aveva indubbiamente fatto breccia, tanto da riuscire a distoglierlo dal pensiero dell’altra, di cui Lui era ancora maldestramente innamorato.
Dopo quella prima volta, gli capitò spesso d’incontrarla nell’ingresso principale del 5° palazzo. Sempre perfetta, coi capelli a volte raccolti, ora sciolti, a volte con degli occhiali da vista che la rendevano ancora più interessante, indubbiamente sempre bellissima e con tutti quei dettagli, dallo sguardo alle movenze, che non potevano non far supporre che fosse anche simpatica ed intelligente. D’altra parte, è risaputo che gli uomini deducono sempre che una bella ragazza non può non essere anche intelligente e simpatica, simpaticissima. Ma Lei continua a farla scorrere
December 27th, 2009
admin
Io e la Xxxx stavamo bene insieme. Certo, ogni tanto litigavamo, lei mi diceva cose del tipo “sei uno stupido bambino di merda© e sto insieme a te solo perché mi fai pena e temo che tu possa suicidarti col rischio che tu non ci riesca e a me tocchi spiegare a non so chi che io non c’entro un cazzo col fatto che sei solo un bambino di merda© alquanto stupido”, ma poi facevamo la pace e tutto filava liscio sino alla litigata successiva.
Che poi, litigate… non è che fossero le tipiche litigate tra morosi, di quelle in cui ci si rinfacciano tutte le volte in cui si è scesi a continua a farla scorrere
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December 24th, 2009
admin
E così, eccomi qui. Bottiglia – vuota – di whiskey che rotola, al rallentatore, sul tavolino, bicchiere quasi pieno, sigaretta accesa, brace lunghissima, cenere dappertutto. Direi che rientro perfettamente nello stereotipo del fallito che cerca di sopravvivere; o, forse, di fallire anche nel tentativo più sincero che un uomo possa osare: quello di porre fine alle proprie, inutili sofferenze. Eppure, ho avuto una vita praticamente perfetta. Sono nato, come si suol dire, sotto i migliori auspici: famiglia più che benestante, di ottima cultura alto borghese, un po’ radical chic, soprattutto mia madre, ma comunque non posso certo lamentarmi d’aver continua a farla scorrere
December 12th, 2009
admin
Ero davvero innamoratissimo di una ragazza praticamente perfetta. Intelligente, simpatica, socievole, ma non baldracca, disponibile, ma non mignotta, alla mano, ma non smaniosa di menare il can per l’aia con inutili e arzigogolati giri di parole. E naturalmente, bella, bellissima, d’una bellezza quasi commovente, anche se non proprio così appariscente. Anche perché, quelle appariscenti io le ho sempre evitate come la peste tettonica. Ecco, se proprio avessi voluto trovare il pelo nell’ovocita, avrei potuto indagare con un microscopio elettronico il suo utero, alla ricerca del gene di quell’ipertricosi mentale che, in controluce, talvolta, si rivelava in tutta la sua tricotanza. continua a farla scorrere
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Eccomi, sono pronto a consegnarmi alla storia. Di me si parlerà per i secoli a venire come colui che ha mostrato al mondo il volto orrendo della verità. Di me non si potrà tacere l’insolenza, né la ferocia. Sarò a lungo la prima notizia del telegiornale, l’ultima faccia sporca di sangue che vedrete prima di chiudere gli occhi e la prima che vi verrà in mente quando vi sveglierete, urlando, madidi di sudore. Sarò colui che porterà l’alito freddo della morte dentro le vostre, calde case. continua a farla scorrere
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Ed è così che ti ritrovi a cinquant’anni, completamente nuda, esposta alle intemperie degli sguardi della gente ed agli scherni di chi credevi amica, con addosso solo la consapevolezza di aver buttato via i tuoi migliori anni, quelli in cui i grandi della storia hanno cambiato il mondo, mentre tu pensavi a come perderti dentro il tuo castello di carte e a nasconderti dietro i paraventi delle tue stupide scuse.
“Ma questo è il mio modo di fare.” – mi dicevi. Allora non lo capivo, ma avrei dovuto risponderti che un conto è il modo, altro la mediocrità di accettarsi come si è e non far nulla per cambiarlo. Ma non per me, né per nessun… continua a farla scorrere
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November 19th, 2009
admin

Aveva sempre avuto paura degli oggetti. Sin da piccolo, aveva visto nelle cose inanimate una malvagità polverosa, fatta di rumore represso, trattenuto. Gli oggetti, a differenza delle persone, se ne stavano stranamente immobili; e non producevano alcun suono, fintanto che li osservavi. Ma bastava distrarsi un attimo per avvertire, ad esempio, uno scricchiolio sinistro provenire da dietro un mobile o l’impercettibile strofinio di un candelabro sopra il mobile stesso. E allora, quando capitava, voltandosi terrorizzato, andava a controllare, avvicinandosi all’orribile essere con apparente, esagerata circospezione. Ed eccola lì, la prova inconfutabile che aveva ragione! Il candelabro si era spostato di almeno un millimetro! La mezzaluna di non-polvere da una parte e la minuscola duna sull’altro… continua a farla scorrere
Schizzi umidicci