
- Ismaèl? Ismaèl? Vieni, finalmente qualcosa d’interessante. -
Con le lunghe e magre membra penzolanti, dinoccolando la testa in modo annoiato, Ismaèl volò nello stretto corridoio che collegava la cabina di pilotaggio al laboratorio, atterrando poi dolcemente all’aumentare della gravità artificiale.
- Cosa diavolo [1] c’è, adesso? -
Gabriel era stranamente eccitato e, senza sfilarsi gli occhiali tunnellizzati, invitò il compagno di missione ad osservare le dianegative che lo avevano così desossiribonucleicamente impressionato. continua a farla scorrere
- Lo vedi quel moscerino che continua a volarmi davanti agli occhi? Lo vedi? Beh, quello è mio papà che sta cercando di farsi riconoscere. Probabilmente starà anche chiedendo aiuto, ma senza corde vocali… -
Avevo questo cugino malato di mente a cui andavo a far visita tutti i secondi sabati del mese. Di solito, lo trovavo nella sua stanza, pulita e ordinata, come si confà ad un istituto che chiede tremila dollari al mese per la retta. Indossava sempre la sua vestaglia bordò e le ciabatte regimental, mentre se ne stava seduto in poltrona a guardare fuori dalla finestra. Sul tavolo c’erano il solito vaso di fiori continua a farla scorrere
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La corte dei giurati, nelle loro tonache bianche, entrò in fila indiana, andando a prendere posto ai piedi della tribuna emiciclica, mentre il giudice fu annunciato da un cupo squillo di tromba. Il pubblico, compostamente seduto sulle gradinate, fu fatto alzare da un cenno dell’attendente in alta uniforme, impassibile all’ondeggiare del lungo pennacchio sulla feluca, come se il vento alzatosi improvvisamente avesse voluto sottolineare la drammatica teatralità dell’evento. E anche se tutt’intorno al Tribunale s’estendeva un abbacinante continua a farla scorrere
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Fu nel giorno della Ruggine Stellare che gli Dei ritornarono su Arret, come avevano promesso duemila anni prima e come era stato inciso sulla superficie delle Sette Sfere.
Il loro carro di fuoco discese sulla cima del Monte Nikton, con assordante rumore di tuono e col fragore di mille temporali, scuotendo la terra sino ai confini del Grande Reame Orientale; ed oltre. Furono allora convocati i Ministri del Culto e tutti i rappresentanti delle Gilde Imperiali, nonché i Grandi Ingranaggi del Feudo Meccanico; e tutti coloro che avevano sempre creduto nella profezia continua a farla scorrere
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E va bene, mi avete scoperto. Sono uno di quei tipi attempati che vedete girovagare per lounge bar e fashion cafè, tra ragazze taccospillate e ragazzi così gonfi che basterebbe un’improvvisa scarpata, o un dirupo a tradimento, per farli volare via come palloncini a reazione. Forse mi avete visto spesso con in mano un bicchiere di plastica riempito di Mojito: foglie di menta, rum bianco, zucchero di canna raffinato, succo di lime e soda. Ok, quello che ti servono in questi posti non è nemmeno lontano parente dell’originale cubano, ma fa tendenza, poiché contribuisce alla formazione d’una scialba illusione di vacanza e di caraibi, anche se ti trovi in una zona industriale a ridosso d’un allevamento intensivo di maiali.
[sorso]
Vedete, il mojito mi fa sentire quasi come gli altri. Con un bicchiere di mojito in mano puoi dimostrare dieci, forse quindici anni di meno. E quando nei hai cinquantuno, ma soprattutto quando vuoi cercare continua a farla scorrere
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Qualcuno ha detto: “Ogni grande amore è tragico.” Ogni grande amore ti brucia dentro, senza ucciderti, aggiungo io. Questo è quello che penso oggi, alla luce della pira funeraria in cui Lei ancora arde. Ma oggi è anche il giorno più felice della mia vita. Perché so d’aver vissuto. Sì, io ho vissuto. Perché oggi ho scoperto il motivo per cui le cose accadono. Non per volere divino, non per caso, né per la nostra incapacità di governarle. Semplicemente, le cose accadono perché devono accadere. Tutto si bilancia, tutto si compensa. E quello che io ho ricevuto era troppo. Così, è stato equilibrato. Non da Dio, non dal Fato, ma dalla banale e scontata esistenza delle cose. Ecco perché ora gioisco del mio dolore. Il fatto di continua a farla scorrere
Sono entrato nella chiesa del mio funerale indossando il vestito buono dei matrimoni, le scarpe di cuoio nero, come cravatta un nodo scorsoio di velluto grigio. C’erano tutti. Gli amici che non vedevo da anni, i parenti dimenticati e gli sconosciuti curiosi, quelli che non mancano mai ad un grande evento. Ho camminato dritto tra le due file di panche senza guardarmi attorno, ascoltando il rimbombo dei tacchi sul marmo. Avevo la determinazione di chi sa d’aver perso una di quelle rare persone che ti sanno mettere in crisi, intellettualmente stimolanti continua a farla scorrere
February 25th, 2010
admin
Amo la pioggia. Ho sempre amato la pioggia. Ed ora più che mai adoro sentirla bussare sul cofano della cassa. Perché sembra voglia venirmi a trovare, a sciogliere finalmente le fetide carni che ancora mi legano a queste ossa putride. Ecco, sì. Amo la pioggia soprattutto perché nasconde il masticare e lo scivolare dei vermi dentro e fuori le orbite, a pasteggiare col cervello, la lingua e le labbra, ma soprattutto le labbra. Oh, se solo potessi assaporare la pioggia sulla faccia! Dio, come godrei, allora, della sua gelida, tagliente purezza.
Mi ricorda la primavera continua a farla scorrere
February 22nd, 2010
admin
Prepuzio Rattrappito: “Voi giovani d’oggi non capite quanto siete fortunati. Ai miei tempi per trombare si faceva una fatica boia…”
Prepuzio Ciofane: “Mah… non lo so. Se è vero che al giorno d’oggi le zoccole di certo non mancano, lo è altrettanto che il sesso non è più visto come uno dei pochi svaghi possibili, com’era ai tuoi tempi. Voglio dire… se passavi la maggior parte della giornata a lavorare nei campi, alla sera, soprattutto d’estate, le ragazze si concedevano una sana trombata rinfrescante, magari in un fienile…”
PR: “Beh, non hai tutti i torti… però un tempo le famiglie erano molto numerose e c’era sempre qualcuno che… continua a farla scorrere
Più che la bellezza, era stata l’eleganza con cui Lei aveva salito le scale di corsa, a colpire Lui. Sarà forse stato anche lo stato d’animo particolarmente cagionevole, ma quella ragazza dal portamento così sensuale, ma allo stesso tempo ingenuo, quasi infantile, aveva indubbiamente fatto breccia, tanto da riuscire a distoglierlo dal pensiero dell’altra, di cui Lui era ancora maldestramente innamorato.
Dopo quella prima volta, gli capitò spesso d’incontrarla nell’ingresso principale del 5° palazzo. Sempre perfetta, coi capelli a volte raccolti, ora sciolti, a volte con degli occhiali da vista che la rendevano ancora più interessante, indubbiamente sempre bellissima e con tutti quei dettagli, dallo sguardo alle movenze, che non potevano non far supporre che fosse anche simpatica ed intelligente. D’altra parte, è risaputo che gli uomini deducono sempre che una bella ragazza non può non essere anche intelligente e simpatica, simpaticissima. Ma Lei continua a farla scorrere
Schizzi umidicci