
L’alito pesante, occorre essere chiari, può dare adito a spiacevoli equivoci, del tipo “Scusate, ma qualcuno deve aver pestato una merda” – “No, tranquilli, sono io che soffro di alitosi” – “Ah, beh, allora tutto ok”, con la creazione di un’atmosfera – come dire? – un po’ stantia, vagamente rafferma, sostanzialmente inconcludente, soprattutto sul fronte amical-scopereccio. Ecco che allora potrebbero risultare forse utili alcuni semplici consigli per vincere, finalmente, l’alitosi e la sua ingombrante prosopopea.
- Se sei goloso del salame dolce ed i tuoi amici, che conoscono questa tua debolezza, sono dei simpatici burloni, presta particolare attenzione qualora tu voglia affettarne uno lasciato inspiegabilmente
Categories: scienza e dintorni Tags: alito, alito pesante, alitosi, cia, colluttorio, denti, fossa biologica, gengive, gerard pique, grigliata, iperidrosi, nas, pediluvio, prosopopea, ris, salame dolce, sodomizzazione, spurgi, ventilatore, zlatan ibrahimovic
Una chicca. Una fonte assolutamente inaffidabile, che naturalmente vuole rimanere assolutamente anonima, mi ha confidato che una delle intercettazioni telefoniche più succulente riguardanti il Premier di una delle tante Repubbliche delle Banane di Zoccolandia sarebbe quella in cui la Ministra per le Pari Opportunità Marzia Carfregna telefona alla Ministra dell’Istruzione Maria Asteroide Zermini, per spiegarle come praticargli, al Premier, l’iniezione di Cantaridina nello scroto, al fine di procuragli una mostruosa erezione. Titubante, la Ministra Zermini si sarebbe sentita dare dell’incompetente dalla ben più esperta Carfregna. continua a farla scorrere
Questo post giaceva tra le bozze da almeno una settimana. Non è granché, ma mi dispiaceva gettarlo via.
Einstein sosteneva che se si è veramente compresa una teoria, allora si deve essere in grado di spiegarla a chiunque, anche ai non addetti ai lavori. Credo avesse ragione e se è vero che la prova del nove sta nell’elaborazione di metafore convincenti, allora ho provato a pormi qualche continua a farla scorrere
Da sempre, ma soprattutto da quando un incosciente ha avuto la sciagurata idea d’inventare il righello, il maschio dell’homo sapiens desidera un pene più lungo. Ecco che allora la scienza ci fornisce cinque semplici metodi, assolutamente non chirurgici, per allungare il nostro amato pene:
Metodo del righello personalizzato. Occorrente: un’asta piatta di legno o plastica, una matita, un righello standard. Prendete l’asta piatta e sagomatela, tagliatela, scartavetratela e, all’occorrenza, dipingetela sino a farla assomigliare, per dimensioni, aspetto e levigatezza, al righello standard. Fatto? continua a farla scorrere
Per l’anno del Signore 2010, che nel momento in cui sto iniziando a scrivere quello che sto scrivendo, cioè che per l’anno del Signore 2010, che nel momento in cui sto iniziando a scrivere quello che sto scrivendo, cioè che per l’anno del Signore 2010, che nel… ma che cazz! Allora, per il 2010, Auguro a tutti i quanti di passare ad un livello energetico superiore. E, sì, dico a te, elettrone che non sei altro: su con la vita, non essere sempre così negativo solo perché ti assegnano particelle minori quando tu vorresti busoni di primo piano. Vedrai che arriverà anche per te il tuo momento. E allora lo chiamerai Spin. E quando starà male, chiamerai gli Spin Doctors. continua a farla scorrere
Per l’inconfutabile legge della doppia negazione che afferma, la parodia di una parodia finisce per produrre la realtà in cui viviamo. È il caso dell’epidemia di notizie allarmanti sulla pandemia da influenza suina prontamente smentite da altrettante rassicurazioni tese a controllare l’onda anomala di panico creata dalle prime, un po’ come se la costruzione paratattica e l’abuso delle congiunzioni avversative avessero preso il sopravvento sulla semplice e banale verità.
“Siamo in pandemia, però…” “L’influenza A è meno virulenta del previsto, ma…” “Non vogliamo creare panico, tuttavia…” continua a farla scorrere
Ora, che io sia un po’ fissato con questioni masturbatorie e con quei taglienti accessori da macellaio pazzo che sono le seghe mentali è cosa piuttosto risaputa tra chi legge questo blog da più di settemila anni, secolo più, secolo meno. Su come la masturbazione in senso stretto sia un passatempo utile e anche, talvolta, dilettevole, credo di aver già scritto qualcosa, ma non mi costa praticamente niente ripeterlo: masturbarsi regolarmente sino al raggiungimento delle contrazioni eiaculatorie è un vero e proprio toccasana per prostata, produttori di callifughi, kleenex e indotti vari. In alternativa, ci si può dare alla promiscuità selvaggia, coordinata e continuativa, ma, in tutta onestà, dal mio piccolo bagagliaio rivestito in moquette sintetica, ve la sconsiglio: troppi i rischi d’infezioni sentimentalmente assistite. continua a farla scorrere
Mi piace il brivido provocato dall’orripilazione, fenomeno ancestrale comunemente conosciuto come pelle d’oca. Sostanzialmente, mi fa sentire più vivo della media standard giornaliera grazie all’esaltazione dello stato di veglia cosciente. Questo è quindi il motivo che, ieri sera, mi ha spinto a guardare Silent Hill, sulla famigerata rete che ospita anche Studio Aperto. Superato quindi l’imbarazzo, ed anche qualche cognato di gomito dileguatosi per improrogabili impegni continua a farla scorrere
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Il modello matematico di Lotka-Volterra descrive l’evoluzione della popolazione in un sistema preda-predatore. Prendiamo allora in esame uno scenario ideale, si fa per dire, in cui esistono solo due specie: i peni e le vagine. Chiamiamo quindi p(t) il numero di peni al tempo t e v(t) quello delle vagine. Considerando che il tasso di erezione dei peni [la derivata p'(t)] dipenda dal numero di vagine che i peni riescono a incontrare e/o inanellare, avremo che il numero di erezioni è proporzionale alla popolazione di peni e vagine, quindi al continua a farla scorrere
February 26th, 2009
admin
Il tema è di scottante attualità, nonostante il rigor mortis sia sopraggiunto già da parecchi giorni. Il dibattito ferve e la polemica furoreggia, almeno lontano dagli stadi, dalle tribune calcistiche, dal Canile di Biscardi, dai bar sport della penisola e, in definitiva, in ogni luogo non raggiunto dal viral marketing delle più blasonate squadre di calcio del vecchio continente e non, perché non dimentichiamo che i campionati sudamericani sono sempre un discreto spettacolino di golassi e papere di portiere.
Bene, stabilito che il calcio, da noi, cade sempre sui sessanta milioni di maccheronici allenatori della nazionale più nazionalizzata d’Italia, io credo che, alla fine, la battaglia di Beppino Englaro si trasformerà in un clamoroso e involontario autogol. Cioè, quello che accade normalmente nelle rianimazioni e nelle terapie intensive, piuttosto che negli ospizi e tra le mura domestiche, non potrà più accadere o, se accadrà, rischierà di portare qualcuno nelle patrie galere. continua a farla scorrere
Schizzi umidicci