E comunque non è detto che se un uomo morde un cane questa debba essere la notizia che tutti vorrebbero fosse data loro in pasto, come se i telespettatori fossero un branco, affamato, di canidi bavosi e macilenti pronti a dilaniarsi sino all’ultimo sangue. No, decisamente, il telespettatore medio è attratto anche da altre coscie.
E comunque, così, nella mia più che trentennale missione esplorativa della galassia televisiva, mi sembra che ciò che fa notizia, nel senso di quelle nius che colpiscono l’immaginario collettivo, ferendolo, commovendolo o anche solo facendolo fermare un attimo causa sindrome del curioso che non ha un cazzo da… continua a farla scorrere
Che chi dice che il dolore fa maturare. Soffrire aiuterebbe quindi ad avere una visione della realtà meno infantile. Perché? In seguito a quale processo dovrebbe avvenire ciò?
Vediamo. Un bambino che riceve uno schiaffo si mette a piangere e soffre, perché non comprende il motivo di quel gesto. Lui credeva che dipingere le pareti di casa con dei simpatici pennarelli indelebili fosse la cosa più spassosa del mondo. Ma il genitore la pensa diversamente, perché nella sua concezione di casa sono previste pareti linde che comunichino ordine, pulizia, quindi anche rigore mentale da parte del proprietario, ergo rispetto da parte della società. Di… continua a farla scorrere
… e le femmine la vagina. E fin qui, ci siamo, anche se ci sono dei casi incerti che, per comodità, sempre che non vi dispiaccia troppo, scarterei senza chiedermi chi li abbia incartati con una delle peggiori mani che la storia del poker ricordi.
Tralascerei anche ogni sofisma sulla necessità imprescindibile che, prima o poi, ogni uomo avverte ed estrinseca in sfrontate uscite di cordelle metriche con cui verificare la lunghezza del proprio arnese da falegname, ed anche su come troppo spesso quest’operazione rappresenti una vera e propria tragedia con ripercussioni intra e sovra nazionali (vedi guerra in Iraq). La letteratura è… continua a farla scorrere
Sostanzialmente, non c’è niente da fare, se la donna è essenzialmente una scimmia, l’uomo è fondamentalmente puttaniere. Sì, ok, forse qualcuno che si discosta dalla banalità della definizione c’è, ma è incontrovertibile che il 99,9% dei maschi dell’homo sapiens sia un inguaribile donnaiolo, a tutte le età e a tutte le ore, tutti i santi giorni dell’anno.
Oc lengua e man i g’ha sempar vint’an, cioè occhi, lingua e mani hanno sempre vent’anni. In questo sintetico detto o motto natural-popolare è circoncisa tutta la verità di cui ogni uomo è intimo ed ipocrita custode. Sì, perché mi… continua a farla scorrere
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Remake del celebre “Mi faccio la barca“, classico esempio di commediucola anni ottanta, disimpegnata e scollacciata, ma con un’infarinata di critica sociale così pretestuosa da risultare più ridicola delle salaci battute della sceneggiatura, “Mi faccio il vibratore” è, al contrario, e per fortuna, un film assolutamente volgare e politicamente scorretto.
Si tratta infatti della storia di una quarantenne che ha gettato alle ortiche i migliori anni della propria vita, tra fidanzati che la maltrattano e datori di lavoro che la sottopagano, e la sottomettono alle scrivanie con la scusa di farle togliere i chewing-gum che qualche dipendente dispettoso si divertirebbe a lasciare… continua a farla scorrere
Mentre ero in strane faccende stranamente affaccendato, si è formata nella mia mente una domanda: una mente semplice tende a semplificare una realtà complessa o una mente complessa tende a complicare una realtà semplice? Forse per risolvere il dilemma può aiutare sapere che le faccende in cui ero affaccendato erano le tende e la loro giustapposizione post-detersione in elettrodomestico dotato di centrifuga e cestello dosatore per detersivi ed ammorbidenti, nonché di una simpatica manopola per la selezione di vari programmi e cicli combinati, tra i quali non posso proprio fare a meno di citare i colorati, i delicati, i chiari, gli scuri, i mezzi… continua a farla scorrere
Beh, c’è da dire che l’eredità lasciata dalla sinistra all’entrante governo di centro destra è davvero disastrosa. Roba da mettersi le mani nei capelli, da far accapponare la pelle e da atrofizzare anche i testicoli di quel mostro di virilità che è Giulio Tremonti, facendolo assomigliare ad un castrato, dall’aspetto vagamente efebico, che parla che con la erre moscia .
Ma dobbiamo stare tranquilli. Nonostante la voragine lasciata da Prodi e dal suo fido scudiero Tommaso, autori di quel pessimo cortometraggio che è “Prendi i soldi e Schioppa”, il paniere Istat dovrà essere, nel giro di un paio d’anni, totalmente rivoluzionato. Perché saremo
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Forse non tutti sanno che l’etimologia del termine ci conduce nell’antica Grecia, dove un attore, o meglio, un imitatore, venne appellato ipocrita, in quanto riusciva ad ingannare gli spettatori con la modulazione della voce e pure con le movenze del corpo, donando l’impressione d’essere ciò che non era.
Ipocrita è quindi colui che simula (letteralmente deriva da ypò, sotto, e kritès, spiegazione). Adesso, dimenticate per un attimo l’accezione negativa con cui il termine viene troppo spesso usato, e pensate a come è facile per noi mentire, ovvero creare realtà parallele, distorte, mezze bugie camuffate da mezze verità.… continua a farla scorrere
Sono sempre stato qui.
Sulle mie bucce è scritta tutta la storia del mondo,
il mio respiro è fatto di polifenoli,
i miei succhi hanno attraversato miliardi di faringi,
ma il mio cuore non ha mai bevuto una sola singola goccia,
mai.
Sono un mosto.
Mi nutro di vinaccioli.
Essere pigiato dal prossimo è il mio mestiere,
ingannare gli infelici la mia arte.
Tutto ciò che rappresento è alcolico,
smisuratamente distorto dalle bocche vuote che riempio.
Ho molti nomi, ma nessuno conosce quello che pronuncio quando entro in una nuova gola,
nessuno lo saprà mai.
Lo porterò con me,
dentro la botte,
ben nascosto dalla luce del sole,
bandito per sempre da quella faccia di culo dell’oste.
Quel… continua a farla scorrere
… e nemmeno ve ne siete accorti. Da millenni giacete sotto spesse coltri di polvere, consunti, raggrinziti, probabilmente morti. Ma quello che spaventa, quello che stringe le budella, è che davvero non ve ne siete accorti. Si capisce dall’espressione indifferente, mortalmente anonima, la stessa che avevate quando eravate vivi.
Quello che vi ha ucciso è la brama di potere, di successo, di denaro ed anche di popolarità. Quello che più desideravate nella vita era essere famosi, riconosciuti dalla gente comune, ammirati ed invidiati dal maggior numero possibile di persone. Perché non c’è niente di peggio che essere uno qualunque, pensavate. Lo avevate persino sentito in un film ed avete sperimentato su voi stessi il peso di… continua a farla scorrere
Schizzi umidicci