La frase echeggia nella testa come una palla da flipper impazzita. Stonata, malata nella propria costruzione sintattica, forse infetta, probabilmente secreta da un cervello lobotomizzato, incancrenito, arrugginito, corroso da acidi desossiribonucleici avariati e da rancide basi azotate, stipate, chissà da quanti millenni, in barili ricoperti di muffe, muschi e licheni.
“Al di là di come uno possa continua a farla scorrere
Non ho visto la puntata incriminata di Anno Zero e, a posteriori, non trovo alcun valido motivo per cui avrei dovuto vederla. Per cosa? Per informarmi rispetto a quale grande e scomoda verità? Che l’edilizia abruzzese faccia cagare, come quella di gran parte del centro-sud d’Italia, è il segreto di Pulcinella. Eppure, ho visto gente che ancora s’accapigliava sull’eterno dilemma tra sabbia di mare o non di mare, sull’armatura che deve essere zigrinata e non liscia, sul cemento che era più friabile di un frollino inzuppato nell’acido desossiribonucleico. Discorsi da bar, da ufficio, del “massì, dai, è uno schifo, robe che non stanno né in cielo né in terra”, proferito con tono saccente e… continua a farla scorrere
Categories: politica Tags: abruzzo, anno zero, anomalia berlusconiana, appello del martedì, asino di buridano, bue muschiato, carillon, longa manus, mediaset, processo del lunedì, qualunquismo, rai, santoro, televisione
Schizzi umidicci