Un fastidioso prurito anale non è sufficiente a farmi sedere sugli allori e nemmeno sui talvolti.
In tanti, sicuramente in troppi, lo danno già per essiccato, triturato in polvere finissima e imbustato in comode confezioni salvafragranza di reato. Qualcuno pensa che ce lo ritroveremo spammato sugli scaffali dei supermercati, accanto ai borotalchi e alle pomate per quel fastidioso prurito anale che ci piace tanto e che fa tu-tu tutù non dur. Qualcuno spera che strappando la bustina, lungo la linea personalmente tratteggiata da Massimo D’Alema intingendo i baffi nell’inchiostro simpatico prodotto sulle sue barche da un esercito di migranti finlandesi, si sentirà l’aroma dei misfatti più antichi: il dopobarba al muschio selvaggio di Totò Riina, deodorante allo stallatico manganiano, sudore scrotale craxiano, caccole pillitteriane, alito pestilenziale dellutriano, dermatite seborroica previtiana e, naturalmente, mousse alla candida vaginale di Ministra continua a farla scorrere




Schizzi umidicci