Questa mattina, spaparanzato sul divano a guardare prove, piuttosto malriuscite, di Formula Uno, in attesa che quella ufficiale faccia il suo esordio alla Corrida del compianto Corrado, mi sono addormentato. Ed ho sognato. Sì, ho sognato Emilio Fede che sognava.
E cosa sognava, lo scodinzolatore nazionale? Sognava di guidare una Formula Uno, nera come la pece, ma con quell’enorme alettone anteriore di cui dispongono le vetture quest’anno. Antiesteticissimo, ma utilissimo se devi correre al Circo Massimo, proprio durante la maniNfestazione indetta dalla CGIL.
Utilissimo, se costruito non con del friabilissimo carbonio o policarbonato del cazzo, bensì in acciaio inox 18/10. Ed affilato, affilatissimo, aguzzato personalmente da Silvio nella propria officina, come solo un mastro arrotino saprebbe fare. Tagliente. Provvidenziale per potare quella schifosissima erba che sono i maniNfestanti comunisti. Arti che volano a destra e a manca, mentre Emilio, come una trottola impazzita, continua a battere il continua a farla scorrere
Schizzi umidicci