February 20th, 2010
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Wolfman. Non andate a vederlo. Motivo 1: non aggiunge niente al mito del lupo mannaro. Se volete vedere un buon film sul genere, rimane impareggiabile Un lupo mannaro americano a Londra. Motivo 2: gli effetti speciali non sono niente di che. La trasformazione da uomo a lupo mannaro parte bene, ma si conclude con un aspetto davvero troppo pupazzo di peluche anni ottanta. Motivo 3: la storia manca di spessore. Ci sono buoni spunti che ruotano tutti attorno al protagonista Benicio Del Toro (il manicomio, un padre misterioso che ha girato il mondo, una madre forse di origini gitane, un fratello fidanzato con una bella gnocca), ma nessuno di questi viene approfondito a continua a farla scorrere
Categories: cinema Tags: anthony hopkins, benicio del toro, emily blunt, film, fossetta del giugolo, gnocca, hugo weaving, il signore degli anelli, lupo mannaro, matrix, spermatozoo, wolfman
[Attenzione: il seguente sproloquio potrebbe contenere rivelazioni sulla trama di Avatar.] Fra i tanti aggettivi che, al termine della visione, mi è venuto spontaneo associare ad Avatar, quello che forse condensa con maggiore precisione le sensazioni provate è coraggioso. Credo sia infatti fuor di dubbio che spendere più di duecento milioni di dollari per realizzare la versione fantascientifica di Pocahontas (che non ho visto), esponendosi così alla più nazista delle critiche, richieda una buona dose di temerarietà. Inoltre, anche l’ampio continua a farla scorrere
Categories: cinema Tags: americani, avatar, ecologia, film, guerra, guerriero, new age, pandora, pianeta, pocahontas, spazio, stereotipi, storia, uomo bianco, western
Sherlock Holmes, per la regia di Guy Ritchie, ex marito di Madonna, è un film. Sì, anche se non lo avreste mai detto, dopo aver avuto il privilegio, per la modica cifra di sei euri e cinquanta, d’averlo visionato all’interno di un fabbricato che taluni hanno appellato come “cinematografico”, mi sono convinto della tesi di cui sopra. E adesso ve la andrò a dimostrare.
Innanzitutto, sfumatura non così ineffabile, la pellicola presenta evidenti tracce attoriali: Robert Downey Jr. e Jude Law su tutti. Poi, l’ampio uso di mirabolanti effetti speciali, particolare che mi ha subito ricordato come essi siano spesso usati nei film per attrarre le giovini genti e ammaliarle così con lo stupore generato. Infine, l’inconfondibile odore di popcorn bagnaticcio proveniente dalle file di scranni più posteriori, inequivocabile segnale di un trucco cinematografico continua a farla scorrere
Categories: cinema Tags: arthur conan doyle, cinema, dimensioni del pene, effetti speciali, film, guy ritchie, john holmes, jude law, madonna, moana pozzi, porno, robert downey jr, sherlock holmes
December 17th, 2009
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Clarice: “Dottor Lecter, eccoci di nuovo qui. Innanzitutto, come sta?”
Lecter: “Bene, mia cara Clarice, sono in forma smagliante.”
Clarice: “Lo vedo, dottore, ma la domanda era d’obbligo, non crede?”
Lecter: “Oh, sì, com’è d’obbligo attenersi scrupolosamente al cerimoniale, in certe situazioni.”
Clarice: “Bene, al continua a farla scorrere
November 28th, 2009
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Cado dalle nubi, il film con Checco Zalone, rispolvera il genere “commedia ignorante” che già fu appannaggio di Diego Abatantuono, ma con una vena politicamente scorretta tipicamente zaloniana. Giocato tutti sui luoghi comuni che caratterizzano i terroni e sulla sempre valida teoria secondo la quale, per conquistare una donna, basta farla ridere, il che è altamente esplicativo della statura intellettuale delle appartenenti al gentil sesso, il film continua a farla scorrere
November 22nd, 2009
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Mentre L’uomo che fuggì dal futuro è un bel film di fantascienza, opera prima dello sputtanatore stellare George “SW” Lucas, di cui vi consiglio la visione audio e la auscultazione video, L’uomo che fuggì dal congiuntivo narra invece la storia di: continua a farla scorrere
November 15th, 2009
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Di 2012, a parte le fastidiose e improbabili scene di fuga con svariati mezzi di locomozione, cioè tutti quei meccanismi che promuovono la pazzia come forma di sopravvivenza all’idiozia imperante, e a parte la molesta presenza di abusati sorci (o topos) narrativi, come l’hippie così sgamato dall’aver capito verità precluse ai più illustri scienziati, oppure il rivale amoroso super affermato (il chirurgo plastico) che ruba la famiglia allo scrittore sfigato, però dall’animo sensibile, o, ancora, il politico duro e puro, calcolatore, che lascerebbe crepare tutti continua a farla scorrere
Mi piace il brivido provocato dall’orripilazione, fenomeno ancestrale comunemente conosciuto come pelle d’oca. Sostanzialmente, mi fa sentire più vivo della media standard giornaliera grazie all’esaltazione dello stato di veglia cosciente. Questo è quindi il motivo che, ieri sera, mi ha spinto a guardare Silent Hill, sulla famigerata rete che ospita anche Studio Aperto. Superato quindi l’imbarazzo, ed anche qualche cognato di gomito dileguatosi per improrogabili impegni continua a farla scorrere
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Dal creatore di “Mamma, ho preso l’aereo (di stato) a spese dello stato”, “Papi birba, un ventennio in libertà” narrà le vicende di un miliardario che ne combina di tutti i colori quando gli viene concessa ampia facoltà di manovra con il potere legislativo di una repubblica delle banane qualsiasi, del tutto immaginaria, chiaro.
Dopo un inizio stentato, nel quale vale la pena citare solo un banalissimo Decreto Salvaladri, Papi birba dà il meglio di sé nel secondo tempo, quando grazie ad un serie incredibile di leggi ad personam riesce davvero ad inchiodare lo spettatore alla poltrona, facendo altrettanto con se stesso, per solidarietà.
Ma è un film che è ancora in corso di lavorazione (siamo infatti al quindicesimo anno di libertà, ne mancano quindi, se la matematica non mi inganna, ancora ben cinque anni, contenti?) e proprio oggi Papi birba se n’è uscito con un’altra delle sue memorabili battute: continua a farla scorrere
Premessa: non sono un fan sfegatato di Star Trek, né un potenziale cosplayer smanioso di sfoggiare le orecchie a punta acquistate su Ebay per la modica cifra di venti barre di gold pressed latinum da un utente che abita realmente su Vulcano e che, a causa di una brutta infezione da acari telariani, è stato costretto a farsele amputare.
Ecco, premesso questo, potrete ben capire che lo spirito con cui mi sono recato a vedere Star Trek era quello di Gene Roddenberry (1921-1991), di cui sono grande amico da quando ci continua a farla scorrere
Schizzi umidicci