November 13th, 2009
admin
La casa sull’albero era il posto dove appendere i sogni. Un luogo dove le fronde della fantasia impedivano alle storie sussurrate dall’ombra di volare via, come se la notte generata dalle foglie di carta ne impedisse l’evaporazione. Ed in effetti, era esattamente così.
Non appena sveglio, il piccolo essere umano indossava la vestaglia, infilava le ciabatte e correva fuori di casa, con ogni tempo e ogni stagione, con in mano una matita ed un foglio bianco. Saliva in fretta per continua a farla scorrere

All’inizio (di che cosa?) non capivo perché questo quadro m’inquietasse, visto che d’inquietante, per un amante degli horror, ha molto poco. Poi ho scoperto che la prima volta che sono stato al cinema coi miei genitori è stato per vedere “Il padrino – Atto II“, quello con la celebre scena della testa di cavallo nel letto. Quindi, il mio inconscio, visto che avrò avuto sì e no tre anni (il film uscì nelle sale italiane il 20 giugno del 1975, ma non so esattamente quando mi portarono), è rimasto segnato… continua a farla scorrere
Se di colpo non riconosceste più i vostri genitori, non fatevi venire un colpo, poiché la colpa potrebbe essere dell’interruzione temporanea (la fortuna è questa) del collegamento cerebrale tra l’area visiva e l’amigdala, un centro del sistema limbico in cui originano le emozioni. E sarebbe proprio l’assenza di quest’ultime nel vedere un volto famigliare ad impedirne il riconoscimento.
Infatti, una persona affetta da Sindrome di Capgras non presenta lesioni all’area visiva e, se messa in comunicazione telefonica con il padre o la madre, li riconosce senza difficoltà alcuna, a riprova che è il percorso di collegamento con l’area visiva ad essere stato interrotto da un qualche tipo di trauma, mentre quello tra amigdala ed area uditiva si attiva nel sentire un suono famigliare. Altra… continua a farla scorrere
Schizzi umidicci