Scusate, probabilmente questo video lo hanno già passato e commentato in tanti, ma siccome ho udito le ributtanti corbellerie che contiene solo sabato, a Che tempo che fa, allora lo ripropongo per una sorta di dovere di cronaca, non di una morte annunciata, bensì di una costante ed esponenziale putrefazione in atto: quella del giornalismo asservito al potere di un uomo mentalmente disturbato, portatore insano di un delirio d’onnipotenza che sta trascinando nell’abisso della sua follia un’intera nazione.
“Un Paese come il nostro è contro la Malavita organizzata. Non c’è bisogno che ci sia Roberto Saviano.”
Già, un paese come il nostro è continua a farla scorrere
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Mi dispiace sia scoppiato il caso Scajola, non tanto perché dimostra, anche perché non ce n’è davvero bisogno, che la classe politica è lo specchio deformante del popolo di ladri/mariuoli/approfittatori che siamo, bensì perché distrae l’opinione pubblica da un fatto ben più grave. La corruzione è sì cosa dolorosa e spiacevole, un cancro di sistema che deve far indignare, ma è una malattia endemica che ormai non fa più scalpore poiché ben radicata a tutti i livelli dell’avanzato Stato di putrefazione in cui versiamo. Non è quindi amputando questo o quel ministro che si otterrà una cura, anzi.
Ben più indecente è quindi continua a farla scorrere
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December 20th, 2009
admin
Fino a prova contraria, siamo tutti colpevoli. Non ce lo hanno sempre ripetuto sin da bambini? La nostra colpa è infatti quella di essere nati uomini, cioè figli di un Dio che ci ha creato appositamente imperfetti per poi poterci giudicare e spesso punire per l’eternità, il che è di gran lunga più inquietante di qualunque pena che una qualsiasi corte di cassazione terrena possa comminare. Ma il Battesimo ci lava dal peccato originale e, fin quando non disobbediamo ai comandamenti divini, possiamo stare tranquilli: una volta morti, trascorreremo l’eternità in Paradiso; ed anche se commettiamo continua a farla scorrere
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Ok, ormai lo hanno passato in molti, ma questo filmato è davvero troppo clamoroso per non cercare d’aggiungere qualcosa di nuovo a quanto già scritto. Ebbene, credo che questo spezzone, un giorno, sarà visionato nelle scuole e nelle università di tutta la Via Lattea, ne sono convinto. Diverrà il più fulgido esempio di come non si debba fare informazione, il punto più basso raggiungibile dal giornalismo universale, la Fossa delle Marianne della dignità umana, il prezioso campione della cloaca maxima della vomitevole, pretestuosa indecenza che ha purtroppo riempito i canali televisivi italiani, ormai famosi in tutto il mondo per essere vere e proprie continua a farla scorrere
Obiettivi del Master: creare giornalisti fedeli ed ubbidienti al proprio padrone.
Durata: due ani accademici (un ano accademico è il diametro medio di un orifizio anale diviso per la velocità di detersione linguale del singolo studente e varia quindi da un minimo di 2 minuti ad un massimo di diciannove anni, casi limite stabiliti rispettivamente da Giuliano Ferrara ed Emilio Fede).
Materie di studio:
- Fondamenti di Servilismo Coatto I e II;
- Scienze motorie dei muscoli facciali con particolare riferimento all’apparato muscolare del cavo orale;
- Metodologie della menzogna
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Ora, è chiaro che questo post non sposterà, d’una punteggiatura qualsiasi, l’opinione pubica di qualsivoglia protozoo cigliato che abbia acquisito la capacità di mimetizzarsi, con tanto di borsello ed autoradio sub-ascellare, da italico cittadino incensurato con conseguente diritto di peto sulle questioni politiche nostrane, per cui prendete il tutto con le chele wi-fi di cui, voi artropodi sottoscritti ad una linea asimmetrica digitale, siete sicuramente superdotati.
La questione è nota ai più ed anche ai meno, mentre su per e diviso non ho dati sufficienti in mio possesso. Augusto Minzolini, neo direttore (nel senso che è in realtà un nevo di Vespa asportato e fatto crescere in vitro nei laboratori segreti che si estendono per migliaia di chilometri sotto le poltrone dello studio di Porta a Porta) del Tg1, dopo essere stato accusato di favoritismi nei confronti di Silvio Berlusconi, ha sparato un’importante bordata difensiva. Ecco il testo sbobinato per mia solo comodità:
“Ad urne chiuse, voglio spiegare a voi telespettatori perché il Tg1 continua a farla scorrere
C’era una volta una rubrica della Giallappa’s band che si intitolava “un uomo, un perché”. Il raccoglitore si proponeva di sviscerare le esternazioni di alcuni contraddittori personaggi che popolavano (e ancora popolano) il palinsesto televisivo ed era uno spettacolino niente male, se lo si prendeva col giusto spirito e non come una serie di sentenze di vita o di morte. In altri termini, si trattava di una sorta di libertà di satira o di pensiero che dir si voglia, espressione fondamentale per stabilire se un paese, uno stato o una comunità montana possa giustamente fregiarsi dell’appellativo democratico.
Credo abbiano quindi sbagliato i contestatori di Mario Giordano e di Maria Stella Gelmini ad impedire la presentazione del libro “Cinque in condotta” del direttorone de Il Giornale. Lo dovevano lasciar parlare, esporre il continua a farla scorrere
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Che Studio Aperto fosse avanti di millenni, lo sapevamo già. Ma che si fosse anche accaparrato il fuoriclasse degli inviati proprio non ce lo saremmo mai aspettato. Si vede che vogliono proprio sbaragliare e umiliare gli avversari (quali?). Mi riferisco, ovviamente, a Enrico Fedocci, protagonista, udite udite, già di un servizione di Striscia la Notizia con tanto di tapiro consegnato a mano da Valerio Staffelli. Ma quello che mi ha stupito è stato ben altro. Una domanda davvero acuta che dimostra un’intelligenza ed una sensibilità veramente, ma veramente fuori dal comune.
“Secondo lei chi ha ucciso Matilda ha un nome?”
La potete risentire qui, al 40° secondo di questo video, nell’intervista esclusiva a Elena Romani che Enrico Fedocci ha realizzato per Studio Aperto.
Sconvolgente. Pensate alla profondità di una domanda del genere. Immaginate quale intelligenza superiore continua a farla scorrere
Quello che è accaduto oggi ha davvero tutte le connotazioni del teatro dell’assurdo. I fatti: Vladimir Putin fa visita all’amico Silvio Berlusconi nella ridente località sarda di Porto Rotondo, dove il Cavaliere si è costruito un modestissimo bugigattolo per rilassarsi dai gravosi impegni di governo. Durante la conferenza stampa, ad un certo punto, una giornalista russa rivolge un’impertinente domanda sulla vita privata dello Zar, il quale risponde piccato di farsi i cazzi suoi. Per stemperare quindi la spiacevole turgidità intrabragae, Silvio imita Batitusta nel suo famoso gesto d’esultanza, intendendo chiaramente ed inconfutabilmente che condannava senza appello l’insensibilità dell’attaccante argentino nel mimare quello che è… continua a farla scorrere
Categories: incursori anali Tags: berlusconi, comunista, gabriel batistuta, giornalismo, libertà di stampa, mitra, puttana, russia, scandalo, umorismo, vladimir putin
A volte ho il vago sospetto che l’informazione italiana soffra di una rara e pericolosissima malattia: il giornalismo da spiaggia. Sarà quel modo di dare le notizie un po’ alla rinfusa, saltando dalla cronaca nera a quella rosa, che è un po’ come se il venditore di cocco portasse nel proprio secchio l’impepata di cozze mescolata con le fette d’anguria, giusto per rendere l’idea. Così, come ogni anno, alcuni programmi d’intrattenimento erroneamente denominati telegiornali, s’abbandonano all’allarmismo sbracato e caciarone, tipico delle spiagge affollate di ferragosto, in cui tutti gridano allo squalo per cercare, nei brevi attimi di panico, di fregare un centimetro quadrato di sabbia non coperta da teli da mare al vicino d’ombrellone. Eh, siamo fatti… continua a farla scorrere
Schizzi umidicci