Se non fosse tutto così tragicamente ridicolo, forse le ultime barzellette governative sulla riduzione delle tasse sarebbero occasione per ridere e rassodare così gli addominali. Ma quando il Presidente del Consiglio dei Ministri, di una nazione che ha subìto per vent’anni l’idiozia fascista, si smentisce implacabilmente e con puntualità sconcertante su ogni aspetto dell’attività politica, allora il popolo che lo ha eletto non merita nemmeno un briciolo di compassione, bensì solo un incessante e martellante disprezzo per la schifosa e colpevole ignoranza di cui è portatore insano.
Perché va bene la novità, passi un primo abbaglio per l’homo novus, ok anche offrire una seconda chance, ma dopo quindici anni di bugie, frottole e continua a farla scorrere
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November 10th, 2009
admin
Monsignor Crociata, segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), ribadisce che non c’è bisogno del televoto: i mafiosi sono già fuori dalla Chiesa. continua a farla scorrere
Ora, è chiaro che questo post non sposterà, d’una punteggiatura qualsiasi, l’opinione pubica di qualsivoglia protozoo cigliato che abbia acquisito la capacità di mimetizzarsi, con tanto di borsello ed autoradio sub-ascellare, da italico cittadino incensurato con conseguente diritto di peto sulle questioni politiche nostrane, per cui prendete il tutto con le chele wi-fi di cui, voi artropodi sottoscritti ad una linea asimmetrica digitale, siete sicuramente superdotati.
La questione è nota ai più ed anche ai meno, mentre su per e diviso non ho dati sufficienti in mio possesso. Augusto Minzolini, neo direttore (nel senso che è in realtà un nevo di Vespa asportato e fatto crescere in vitro nei laboratori segreti che si estendono per migliaia di chilometri sotto le poltrone dello studio di Porta a Porta) del Tg1, dopo essere stato accusato di favoritismi nei confronti di Silvio Berlusconi, ha sparato un’importante bordata difensiva. Ecco il testo sbobinato per mia solo comodità:
“Ad urne chiuse, voglio spiegare a voi telespettatori perché il Tg1 continua a farla scorrere
C’era una volta una rubrica della Giallappa’s band che si intitolava “un uomo, un perché”. Il raccoglitore si proponeva di sviscerare le esternazioni di alcuni contraddittori personaggi che popolavano (e ancora popolano) il palinsesto televisivo ed era uno spettacolino niente male, se lo si prendeva col giusto spirito e non come una serie di sentenze di vita o di morte. In altri termini, si trattava di una sorta di libertà di satira o di pensiero che dir si voglia, espressione fondamentale per stabilire se un paese, uno stato o una comunità montana possa giustamente fregiarsi dell’appellativo democratico.
Credo abbiano quindi sbagliato i contestatori di Mario Giordano e di Maria Stella Gelmini ad impedire la presentazione del libro “Cinque in condotta” del direttorone de Il Giornale. Lo dovevano lasciar parlare, esporre il continua a farla scorrere
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Schizzi umidicci