Mojito ergo sum
E va bene, mi avete scoperto. Sono uno di quei tipi attempati che vedete girovagare per lounge bar e fashion cafè, tra ragazze taccospillate e ragazzi così gonfi che basterebbe un’improvvisa scarpata, o un dirupo a tradimento, per farli volare via come palloncini a reazione. Forse mi avete visto spesso con in mano un bicchiere di plastica riempito di Mojito: foglie di menta, rum bianco, zucchero di canna raffinato, succo di lime e soda. Ok, quello che ti servono in questi posti non è nemmeno lontano parente dell’originale cubano, ma fa tendenza, poiché contribuisce alla formazione d’una scialba illusione di vacanza e di caraibi, anche se ti trovi in una zona industriale a ridosso d’un allevamento intensivo di maiali.
[sorso]
Vedete, il mojito mi fa sentire quasi come gli altri. Con un bicchiere di mojito in mano puoi dimostrare dieci, forse quindici anni di meno. E quando nei hai cinquantuno, ma soprattutto quando vuoi cercare continua a farla scorrere







Schizzi umidicci