So esattamente cosa state pensando. Il problema, se d’immane tragedia proprio non vogliamo parlare, è che, da quando Gigi Marzullo ha iniziato ad importunare Silvia Mezzanotte ed i suoi lardocarnosi dintorni, ogni discussione, aforisma, interrogazione pala-dentale, assaggio letterario, epitaffio flambé o pamphlet al formaggio fuso con dadini di prosciutto cotto, anche se personalmente preferisco di gran lunga i panegirici al cioccolato (qualcuno li chiama “girelle” ), insomma, qualsiasi trasmissione dati che lambisca la dimensione onirica rischia d’essere additata come marzullata di cozze avariate dal retrogusto vagamente fecale, o cagata pazzesca che gustar si voglia. Credo che questo pregiudizio derivi da un continua a farla scorrere
La corte dei giurati, nelle loro tonache bianche, entrò in fila indiana, andando a prendere posto ai piedi della tribuna emiciclica, mentre il giudice fu annunciato da un cupo squillo di tromba. Il pubblico, compostamente seduto sulle gradinate, fu fatto alzare da un cenno dell’attendente in alta uniforme, impassibile all’ondeggiare del lungo pennacchio sulla feluca, come se il vento alzatosi improvvisamente avesse voluto sottolineare la drammatica teatralità dell’evento. E anche se tutt’intorno al Tribunale s’estendeva un abbacinante continua a farla scorrere
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Credo siano finiti o, più verosimilmente, mai iniziati, i tempi in cui la felicità era legata alla presenza di un bicchiere di vino e di un panino, magari con la mortadella. Oggi assistiamo impotenti al pompaggio mediatico delle aspettative d’una massa informe d’adolescenti omogeneizzati, la quale produrrà, per generazione spontanea, un numero spropositato di delusioni, frustrazioni e depressioni più o meno gravi, più o meno croniche.
E quando scrivo adolescenti, mi riferisco soprattutto alle femmine dell’homo sapiens. Infatti, quello che non avevo ben focalizzato nel post Un intero raccolto andato a male è che non solo le donne provano rancore per come sono state trattate nei secoli, ma anche che a loro non bastano più due cuori ed una capanna. La donna d’oggi vuole essere strafelice, come le star della televisione, mentre al maschio basta davvero poco: continua a farla scorrere
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Più che la bellezza, era stata l’eleganza con cui Lei aveva salito le scale di corsa, a colpire Lui. Sarà forse stato anche lo stato d’animo particolarmente cagionevole, ma quella ragazza dal portamento così sensuale, ma allo stesso tempo ingenuo, quasi infantile, aveva indubbiamente fatto breccia, tanto da riuscire a distoglierlo dal pensiero dell’altra, di cui Lui era ancora maldestramente innamorato.
Dopo quella prima volta, gli capitò spesso d’incontrarla nell’ingresso principale del 5° palazzo. Sempre perfetta, coi capelli a volte raccolti, ora sciolti, a volte con degli occhiali da vista che la rendevano ancora più interessante, indubbiamente sempre bellissima e con tutti quei dettagli, dallo sguardo alle movenze, che non potevano non far supporre che fosse anche simpatica ed intelligente. D’altra parte, è risaputo che gli uomini deducono sempre che una bella ragazza non può non essere anche intelligente e simpatica, simpaticissima. Ma Lei continua a farla scorrere
Il Cardinale Angelo Bagnasco ha fatto un sogno. Un sogno bagnato in cui una nuova generazione di politici cattolici guiderà l’Italia sulla difficile strada delle riforme, mettendo da parte i calcoli individuali e talora anche meschini dei comunisti, portando quindi ad esempio quel gran maestro di filantropia cristiana che è da sempre Silvio Berlusconi. E alla candidatura proposta dal sogno bagnato di Bagnasco dà manforte uno spettinatissimo Ministro continua a farla scorrere
Ed è così che ti ritrovi a cinquant’anni, completamente nuda, esposta alle intemperie degli sguardi della gente ed agli scherni di chi credevi amica, con addosso solo la consapevolezza di aver buttato via i tuoi migliori anni, quelli in cui i grandi della storia hanno cambiato il mondo, mentre tu pensavi a come perderti dentro il tuo castello di carte e a nasconderti dietro i paraventi delle tue stupide scuse.
“Ma questo è il mio modo di fare.” – mi dicevi. Allora non lo capivo, ma avrei dovuto risponderti che un conto è il modo, altro la mediocrità di accettarsi come si è e non far nulla per cambiarlo. Ma non per me, né per nessun… continua a farla scorrere
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September 19th, 2009
admin

Sempre lo stesso sogno. Inizia con l’arrivo in ospedale, ma non in macchina, a piedi, indossando il camice verde aperto sulla schiena e le ciabatte sterili, sottili come carta velina. Entro nell’atrio e poi, dopo un lunghissimo corridoio sfocato, vado verso la porta della sala operatoria dove ad attendermi c’è lei, la donna che amo. Mi aspetta sorridente, leggermente di sbieco, con le braccia distese e la mano destra che stringe il polso sinistro. Poi, quando sono quasi sul punto di abbracciarla, la porta della sala operatoria si spalanca ed esce la barella, spinta con decisione da un’infermiera incappucciata e imbavagliata, muta. Allora salgo, spinto da una… continua a farla scorrere
February 23rd, 2008
admin
Errori che si ripetono, come in un film inceppato. Un brutto film con dei pessimi attori. Capita quindi che, mentre la pellicola balbetta frasi disconnesse, si riavvolga sino al lontano 1994, quando Umberto Bossi pronunciava queste parole:
“Berlusconi voleva che non parlassimo, sperava che non parlassimo, il suo è un mondo di cartapesta, ci sono le tv e quattro tecnici, non c’è organizzazione politica”. ANSA – 14 marzo 1994.
Altre perle potete trovarle in questa raccolta. Ma vorrei soffermarmi sulla cartapesta. Perché Bossi commise
Schizzi umidicci